Agevolazioni “prima casa”: cosa succede se non riesco a trasferire la residenza entro i 18 mesi?

Agevolazioni “prima casa”: cosa succede se non riesco a trasferire la residenza entro i 18 mesi?
Cosa succede se non riesco a trasferire la residenza nel Comune dell’immobile da me acquistato come “prima casa”, entro il termine di 18 mesi dalla data dell’atto?

Chi non trasferisce la residenza entro 18 mesi perde le agevolazioni fiscali e deve restituire la differenza d’imposta, maggiorata di interessi e di una sanzione del 30%.
Esistono due scenari principali:

  • Se si agisce prima della scadenza dei 18 mesi: è possibile presentare un’istanza all’Agenzia delle Entrate per revocare l’impegno. In questo caso, si versa solo la differenza d’imposta e gli interessi, evitando la sanzione del 30%.
  • Se si lascia scadere il termine: la decadenza è automatica. L’Agenzia delle Entrate richiederà il pagamento della maggiore imposta, degli interessi e della sanzione piena del 30% (salvo eventuali riduzioni con ravvedimento operoso).

In breve, agire con anticipo è la strategia che permette il maggior risparmio, azzerando le sanzioni. Ma cosa fare e come evitarle?

Sanzione del 30%: come funziona e come evitarla

L’obbligo di residenza è il pilastro su cui si fondano i benefici fiscali per l’acquisto della prima casa e capirne le dinamiche è fondamentale per ogni acquirente, al fine di evitare spiacevoli e costose sorprese.
La normativa, infatti, è molto chiara nel definire i costi dell’inadempienza, ma al tempo stesso offre una via d’uscita per chi agisce con tempismo e trasparenza:

Perdere i benefici fiscali ha un costo ben definito, che va oltre la semplice restituzione dello “sconto” ottenuto.
Il contribuente è chiamato a versare una somma composta da tre elementi:

  • Maggiore imposta: la differenza tra l’aliquota agevolata e quella ordinaria.
    • Per gli acquisti da privati, l’imposta di registro sale dal 2% al 9% (con un aggravio del +7% sul valore catastale).
    • Per gli acquisti da costruttore, l’IVA passa dal 4% al 10% (con un aumento del +6% sul prezzo di vendita).
  • Sanzione amministrativa: una penale pari al 30% dell’importo della maggiore imposta dovuta.
  • Interessi di mora: calcolati sulla maggiore imposta, a decorrere dalla data in cui l’atto è stato stipulato.

Se un acquirente si rende conto di non poter onorare l’impegno di trasferimento della residenza, ma il termine di 18 mesi non è ancora spirato, ha a disposizione una procedura che neutralizza la sanzione.

La strategia consiste nell’agire d’anticipo, presentando un’istanza formale all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate dove è stato registrato l’atto di compravendita.
Con questo documento, il contribuente dichiara la propria impossibilità a rispettare la condizione e chiede la riliquidazione dell’imposta.

L’ufficio procederà quindi al ricalcolo delle imposte con le aliquote ordinarie e notificherà un avviso di liquidazione.
Il contribuente dovrà versare la differenza dovuta e gli interessi legali. Il vantaggio è cruciale: la sanzione del 30% non viene applicata.

Cosa accade se il contribuente lascia semplicemente trascorrere i 18 mesi? L’inerzia è la scelta più costosa.

Allo scadere del termine, la decadenza dalle agevolazioni diventa automatica e definitiva.
L’Agenzia delle Entrate, una volta accertata l’inadempienza, avvierà la procedura di recupero, notificando al contribuente un avviso di liquidazione che comprenderà l’intero importo (maggiore imposta, interessi e sanzione del 30%).

In questa fase, l’unica ancora di salvezza per ridurre il danno è il ravvedimento operoso, uno strumento che permette di ottenere uno sconto sulla sanzione se il pagamento viene effettuato spontaneamente, prima della notifica formale da parte dell’ufficio.

Una questione di tempismo e consapevolezza:

La normativa sulle agevolazioni prima casa premia la trasparenza e la proattività, mentre l’inerzia, al contrario, può comportare costi maggiori.

Se sorgono dubbi o si presentano ostacoli insormontabili al trasferimento della residenza, la linea d’azione più intelligente e sicura è comunque quella di chiedere consiglio ad un professionista e comunicare formalmente con l’Agenzia delle Entrate, prima della scadenza.

Fonte: DELLE VITTORIE House Trading – 10 novembre 2025

Agevolazioni “Prima Casa”: il successivo cambio di residenza, comporta la decadenza dai benefici?