
Il mercato delle aste immobiliari in Italia, ha evidenziato uno scenario contrastante nel 2025.
Infatti, se da un lato è emersa una contrazione tendenziale dei volumi (-11,0%) nei primi nove mesi dell’anno, il terzo trimestre ha invece segnato una netta e incoraggiante inversione di tendenza (+5,1%), indicando una notevole capacità di assorbimento delle tensioni legate all’aumento dei tassi e al contesto macroeconomico.
L’analisi proveniente dall’Osservatorio Berry Brick 2025 delinea, inoltre, un settore in profonda trasformazione, guidato dalla digitalizzazione e da dinamiche territoriali sorprendenti, con regioni che registrano picchi di crescita trimestrale del +66,5%.
Chi è BRICK e qual è la fonte dei dati?
L’analisi e i dati presentati nell’Osservatorio derivano direttamente da BRICK (acronimo di Bright Real-Estate Investment Credit Know-How), la piattaforma tecnologica proprietaria di Berry Srl.
Non si tratta di una società di consulenza, ma di un avanzato strumento software che censisce e analizza sistematicamente tutti gli immobili residenziali, commerciali e industriali in asta nell’intero territorio nazionale.
Il Report si fonda sull’estrazione automatizzata di informazioni chiave direttamente dalle perizie e dalle fonti pubbliche disponibili, raccogliendo e aggregando dati fondamentali come lo stato occupazionale dell’immobile, la sua conformità catastale ed edilizia, eventuali inadempimenti e le stime di valore.
Questo approccio consente di elaborare report quantitativi dettagliati e segmentati, fornendo una visione d’insieme del mercato e delle sue dinamiche interne.
Il quadro generale: contrazione e stabilità
Nei primi tre trimestri del 2025, il numero totale di aste si è ridotto, con un calo del -11,0% rispetto allo stesso periodo del 2024.
Questa flessione è stata influenzata principalmente da una minore spinta creditizia e da un crescente ricorso a soluzioni stragiudiziali, che hanno rallentato l’avvio di nuove procedure.
Tuttavia, il valore medio degli immobili messi all’asta è rimasto sostanzialmente stabile (-0,3%), dimostrando che il mercato, pur con meno procedure, ha mantenuto una solida tenuta dei valori.
La svolta del terzo trimestre: chiari segnali di ripresa
Il periodo luglio-settembre 2025 ha rappresenta un vero e proprio cambio di passo.
In questi mesi, infatti, le aste sono aumentate del +5,1% rispetto al terzo trimestre del 2024, un segnale che suggerisce l’uscita dalla fase recessiva.
Ancora più significativo è il dato sul valore complessivo della base d’asta trimestrale (3,6 miliardi di euro), con un incremento del +1,9%.
Questa crescita, sebbene graduale, indica che il sistema sta assorbendo efficacemente le riforme e l’evoluzione digitale dei processi di vendita, consolidando una ripresa che potrebbe rafforzarsi entro la fine dell’anno.
I numeri chiave del mercato:
Per offrire una sintesi chiara e immediata, ecco i dati più rilevanti emersi dall’analisi:
- Aste totali dei primi 9 mesi: 80.416, con una variazione del -11,0%.
- Aste del terzo trimestre 2025: 22.183, in crescita del +5,1%.
- Base d’asta media (primi 9 mesi): 168.483 euro, sostanzialmente stabile (-0,3%).
- Base d’asta complessiva (terzo trimestre 2025): 3,6 miliardi di euro, in aumento del +1,9%.
- Aste telematiche asincrone: coprono oltre il 45% del totale nei primi nove mesi, confermandosi essere la modalità preferita.
Questi numeri raccontano la storia di un mercato che non si limita a resistere, ma si adatta.
La tenuta dei valori medi a fronte di un calo delle procedure è il dato più significativo, perché conferma che la domanda di qualità rimane alta, mentre la ripresa del terzo trimestre e il boom del digitale tracciano la rotta per il futuro del settore.
I driver del cambiamento: digitalizzazione e contesto economico
La vera protagonista di questa trasformazione è la digitalizzazione.
Le aste telematiche asincrone si confermano lo strumento più efficiente e accessibile, semplificando i processi e favorendo la partecipazione di nuovi investitori.
Questa transizione spinge il mercato verso un modello più trasparente e inclusivo ed il contesto macroeconomico supporta questo quadro.
I prezzi delle abitazioni, infatti, mostrano segnali di recupero (+3,9% nel secondo trimestre, fonte ISTAT), l’inflazione si mantiene contenuta (1,6%, ad agosto 2025) e i tassi sui mutui iniziano una fase di attenuazione.
Dinamiche territoriali: Lombardia leader, Marche e Sicilia in forte crescita
La Lombardia si conferma essere la regione con il maggior numero di aste (9.855 nei primi nove mesi, pari al 12,3% del totale).
Tuttavia, le aree più dinamiche nel terzo trimestre si trovano nel Centro-Sud. Spiccano la crescita eccezionale delle Marche (+66,5%) e della Sicilia (+23,2%).
Al contrario, Lazio e Lombardia registrano una flessione nei volumi trimestrali (rispettivamente -33,0% e -7,3%), pur mantenendo valori medi elevati.
Tra le province più attive, inoltre, emergono Roma, Macerata e Torino.
Tipologie di immobili: il residenziale domina, ma avanzano le categorie “altre”
Il comparto residenziale continua a rappresentare la quota principale del mercato, coprendo circa il 54% del totale.
Mostrano una dinamica molto positiva le categorie classificate come “altre” (immobili speciali, terreni, pertinenze), che crescono di oltre il +10% sui nove mesi e del +16,9% nel trimestre.
Il segmento commerciale e industriale, invece, mostra una contrazione come conseguenza della minore attività d’impresa.
Verso un nuovo modello di mercato:
I dati dell’Osservatorio Berry Brick descrivono un mercato immobiliare che non è semplicemente in ripresa, ma sta evolvendo verso un modello più maturo e resiliente.
La stabilizzazione dei valori, unita alla crescita trainata dalla digitalizzazione, dimostra inoltre una forte capacità di adattamento.
L’espansione delle aste telematiche non è solo la dimostrazione di un cambiamento tecnologico, ma un fattore chiave che sta rendendo il mercato più efficiente, trasparente e maggiormente accessibile ad una platea sempre più ampia di persone.
Fonte: Berry Srl – 5 novembre 2025
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