
Un recente studio di Ener2Crowd, importante piattaforma italiana per gli investimenti ESG, ha evidenziato un quadro allarmante per i giovani che avrebbero il desiderio di acquistare casa in Italia.
I risultati di questa analisi, contenuti nella recente indagine “I giovani e la casa” finalizzata a stabilire quale siano i tempi medi necessari per l’acquisto di un immobile in Italia, mostrano infatti che un giovane impiegherebbe ben 67,4 anni per acquistare un appartamento di 100 mq, senza ricorrere a un mutuo.
Ma anche con un mutuo trentennale e un anticipo adeguato, il tempo si ridurrebbe a 57,4 anni, un periodo che, senza il necessario supporto familiare, supererebbe l’intera vita lavorativa.
La metodologia utilizzata per lo studio:
La ricerca, utile come indicatore di tendenza e coordinata dal sociologo Alejandro G. Jantus dell’International Center for Social Research, si è basata su un modello aggiornato al 2025.
Lo scenario ha considerato i prezzi delle abitazioni alla metà del 2025, utilizzando dati dei portali immobiliari Idealista e Immobiliare.it e le retribuzioni ISTAT 2024, integrate con rapporti di JobPricing e CGIA.
L’analisi si riferisce a un immobile-tipo di 100 mq, ipotizzando una capacità di risparmio del 15% del reddito netto annuo.
Per l’acquisto con mutuo, inoltre, si è considerato un finanziamento trentennale che copra l’80% del prezzo, con un tasso d’interesse medio del 4%.
Lo studio, infine, non ha ovviamente considerato condizioni individuali e presenta un margine di errore stimato del ±12,5% sui tempi individuati.
Il divario tra Nord e Sud:
Il 70% dei millennial proprietari risulterebbe aver fatto ricorso a un finanziamento bancario, percentuale che sale al 75% nel Nord Italia, con differenze regionali marcate ed il Nord Italia che presenta tempi di attesa significativamente più lunghi.
Come ha sottolineato Niccolò Sovico, CEO e co-fondatore di Ener2Crowd, questo crea un’«Italia immobiliare a due velocità».
Le regioni più penalizzate senza mutuo (oltre 60 anni):
- Trentino-Alto Adige: 85 anni
- Lombardia: 80,3 anni
- Lazio: 79,5 anni
- Toscana: 78,2 anni
- Liguria: 77,9 anni
- Piemonte: 73,6 anni
- Veneto: 73,2 anni
- Marche: 73,2 anni
- Umbria: 73 anni
- Valle d’Aosta: 71,6 anni
- Emilia-Romagna: 70,7 anni
- Friuli-Venezia Giulia: 67,5 anni
Le regioni più accessibili senza mutuo (meno di 60 anni):
- Calabria: 43 anni
- Molise: 45,6 anni
- Sicilia: 50,2 anni
- Sardegna: 52,8 anni
- Puglia: 55,4 anni
- Campania: 57,5 anni
- Abruzzo: 59,2 anni
- Basilicata: 60,2 anni
Con il mutuo i tempi si riducono, ma le disparità permangono:
Anche con un mutuo, le regioni settentrionali mantengono tempi elevati, superando spesso la vita lavorativa media.
Le famiglie del Sud e delle Isole, invece, devono accumulare anticipi più alti per rientrare nelle soglie di sostenibilità della rata.
Le regioni meno accessibili (oltre 57 anni):
- Trentino-Alto Adige: 70,3 anni
- Lombardia: 62,7 anni
- Lazio: 62 anni
- Veneto: 59,6 anni
- Toscana: 58 anni
- Emilia-Romagna: 57,2 anni
- Piemonte: 57,1 anni
- Liguria: 57,1 anni
Le regioni più accessibili (meno di 55 anni):
- Sardegna: 52,8 anni
- Campania: 52,8 anni
- Sicilia: 54 anni
- Calabria: 55,6 anni
- Molise: 55,6 anni
- Puglia: 55,6 anni
- Abruzzo: 55,6 anni
- Basilicata: 55,6 anni
- Friuli-Venezia Giulia: 55,6 anni
- Valle d’Aosta: 55,6 anni
Il ruolo cruciale del supporto familiare:
L’acquisto della prima casa per i giovani è sempre più spesso legato all’aiuto dei genitori.
La ricerca evidenzia che il 64% degli under 40 non possiede ancora un immobile e che circa un milione di giovani non può permetterselo.
Tra coloro che sono riusciti nell’impresa, quasi +32% lo ha fatto grazie al sostegno economico familiare.
Si stima che circa 850.000 giovani acquirenti non avrebbero potuto accedere alla proprietà senza l’intervento dei genitori, i quali nel 70% dei casi hanno garantito parte del mutuo o coperto le spese accessorie.
Per 278.000 giovani, l’aiuto dei genitori è stato sufficiente a permettere l’acquisto senza ricorrere ad alcun mutuo.
Come ha sottolineato Paolo Baldinelli, Executive Chairman e co-fondatore di Ener2Crowd:
“Negli Anni Settanta un operaio riusciva a comprare casa in circa 20 anni, ma oggi, in molte regioni, anche con un mutuo servirebbero tre vite”.
Le criticità del mercato immobiliare:
Lo studio di Ener2Crowd fotografa una realtà complessa e sfidante per l’accesso alla proprietà immobiliare in Italia, specialmente per le nuove generazioni.
Emerge chiaramente che l’equazione tradizionale “lavoro stabile + risparmio = Casa” è ormai superata e che i prezzi degli immobili, la stagnazione dei salari e la precarietà lavorativa, creano un contesto in cui il capitale iniziale e la capacità di sostenere un mutuo diventano barriere difficili per molti.
È fondamentale riconoscere che il problema non risiede solo nella mancanza di fondi, ma anche nella rigidità del mercato e, in alcuni casi, nella scarsa offerta di immobili accessibili nelle aree a maggiore domanda.
Le soluzioni non possono essere solo finanziarie, ma richiedono un approccio integrato che consideri l’urbanistica, le politiche abitative e gli incentivi mirati per i giovani acquirenti.
Ma anche il recupero di immobili esistenti ed una maggiore flessibilità nei requisiti di accesso al credito, bilanciata da strumenti di garanzia pubblica o privata più efficaci.
Oltre all’implementazione di modelli alternativi di possesso, come la proprietà condivisa (co o shared ownership), il Rent-to-own o Rent-to-buy, gli schemi di equity condivisa (Shared Equity Schemes) o i fondi fiduciari territoriali (community land trusts):
- Proprietà condivisa (co o shared ownership): un modello in cui un acquirente compra una quota dell’immobile e affitta la parte restante, con la facoltà di aumentare la propria quota nel tempo.
- Affitto con riscatto (Rent-to-own o Rent-to-buy): contratti che consentono di locare un immobile per un certo periodo, con la possibilità o l’obbligo di acquistarlo in futuro, spesso con una parte dell’affitto che funge da acconto.
- Equity condivisa (Shared Equity Schemes): modelli in cui un terzo (spesso un ente pubblico) detiene una quota della proprietà, riducendo l’importo iniziale che l’acquirente deve finanziare. L’acquirente, riacquista la quota nel tempo o alla vendita dell’immobile.
- Fondi fiduciari territoriali (Community Land Trusts): organizzazioni senza scopo di lucro, che possiedono il terreno in modo permanente e lo affittano a lungo termine a proprietari che possiedono solo l’immobile, mantenendo i prezzi accessibili anche per gli acquirenti futuri.
La crescente dipendenza dal supporto familiare, pur essendo un ammortizzatore sociale fondamentale in Italia, sottolinea la crescente necessità di strategie indipendenti che possano restituire ai giovani la libertà di pianificare il proprio futuro, senza gravare eccessivamente sulle generazioni precedenti.
Fonte: Ener2Crowd – 27 agosto 2025
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