Direttiva case green: necessari 83 miliardi, per intervenire sul 10% degli edifici residenziali

Direttiva case green: esame degli investimenti necessari, per intervenire sul 10% degli edifici residenziali

La Direttiva EPBD (Energy Performance of Buildings Directive), nota anche come “Direttiva Case Green”, rappresenterebbe una chance per rilanciare il sistema Paese attraverso la riqualificazione del patrimonio edilizio.

Una recente analisi effettuata da Nomisma ha evidenziato però come, nonostante alcuni progressi, sarebbe necessario un investimento di 83,4 miliardi di euro per raggiungere pienamente gli obiettivi UE.
Intervenendo su circa il 10% degli edifici residenziali, con una spesa media di circa 24.846 euro per unità immobiliare.

Situazione attuale del patrimonio residenziale:

Attualmente, il 54% delle abitazioni in Italia si trova nelle classi energetiche più basse (“F” o “G“) e più della metà degli edifici residenziali ha prestazioni energetiche insufficienti ed un impatto significativo sui consumi energetici nazionali.
In particolare, nelle zone climatiche più sfavorevoli, la percentuale di abitazioni con queste performance raggiunge il 65%.

Obiettivi UE e risparmio energetico:

Grazie agli incentivi fiscali come il Superbonus 110%, l’Ecobonus e il Bonus Casa, l’Italia ha già raggiunto più della metà degli obiettivi fissati dalla Direttiva Case Green per il 2030.
Questi interventi hanno permesso un risparmio energetico dell’8,9%, ma rimarrebbe ancora da raggiungere un ulteriore 7,1% di risparmio entro il 2030.

Benefici concreti e bollette più leggere.

Le famiglie che riqualificano la propria abitazione, potrebbero beneficiare di un risparmio immediato sulla bolletta energetica e di un aumento del valore del proprio immobile.
Gli interventi porterebbero vantaggi importanti:

  • Meno CO₂: riduzione di 3,2 milioni di tonnellate di emissioni;
  • Bollette light: risparmio medio del 36% sulla bolletta, fino a 1.241 euro annui nelle zone fredde.

Impatto sul settore delle costruzioni:

La Direttiva Case Green rappresenta anche un’opportunità per dare impulso a tutta la filiera delle costruzioni, dalle imprese di produzione e installazione di impianti alle aziende che realizzano interventi strutturali sugli edifici.
Questo genererebbe benefici economici per lo Stato grazie alle entrate fiscali derivanti dagli investimenti.

La direttiva EPBD | scadenze a rischio, nel turbolento scenario globale?

La Direttiva EPBD rappresenterebbe un’opportunità cruciale per modernizzare il patrimonio edilizio italiano, sempreché non subentrino revisioni dovute ad un contesto internazionale in continua evoluzione.
L’attuale scenario politico ed economico globale, con cambiamenti significativi e preoccupazioni economiche diffuse, infatti, potrebbe influenzare la priorità assegnata ai problemi climatici.

I tempi per l’attuazione, comunque, restano al momento invariati, con l’obiettivo di raggiungere riduzioni significative dei consumi energetici entro il 2030 ed una decarbonizzazione completa entro il 2050.
Secondo le attuali scadenze, entro il 31 dicembre 2025, l’Italia dovrebbe recepire il testo della direttiva e presentare uno specifico piano di intervento, mentre entro il 29 maggio 2026 sarebbe necessario definire una traiettoria dettagliata per la riqualificazione progressiva del parco immobiliare residenziale.

Il cammino verso la decarbonizzazione è un albero che deve crescere in armonia con la natura, con radici profonde e rami che sappiano essere in sintonia con un futuro più sostenibile.

Fonte: Nomisma – 24 febbraio 2025

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