MERCATO IMMOBILIARE: l’efficienza energetica aumenta il prezzo medio delle case fino al +22,7%

MERCATO IMMOBILIARE: l’efficienza energetica aumenta il prezzo medio delle case fino al +22,7%

L’efficienza energetica ha smesso di essere un semplice parametro tecnico, per diventare il driver principale del valore immobiliare.
Questa evidenza emerge dall’interessante Studio tecnico “Efficienza energetica e riflessi sul valore degli immobili“, condotto dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) dell’Agenzia delle Entrate, che ha quantificato scientificamente il peso economico della prestazione energetica nel settore residenziale:

+22,7%
Premio medio di Valore (Classe A vs G)
Il mercato sconta pesantemente l’inefficienza energeticac

Con l’introduzione della nuova Direttiva Europea “Case Green” (EPBD) e l’evoluzione normativa nazionale, quindi, l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) si è trasformato da onere burocratico a vero e proprio “documento di identità” economico dei singoli edifici.

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Per quantificare il reale impatto economico dell’efficienza, lo studio non si limita a confrontare i prezzi medi di mercato, un approccio che risulterebbe falsato (le case nuove costano di più non solo perché efficienti, ma perché moderne).

I ricercatori dell’Agenzia delle Entrate e della Banca d’Italia hanno invece applicato il Modello dei Prezzi Edonici (Hedonic Price Model), lo standard aureo per la valutazione econometrica immobiliare.

Il “Modello Edonico” spiegato in breve:

È un algoritmo matematico che scompone il prezzo di un immobile nelle sue caratteristiche implicite (zona, metratura, piano, stato manutentivo). Questo permette di:

  • Isolare la variabile energetica: calcolare quanto vale l’efficienza “a parità di altre condizioni” (ceteris paribus).
  • Depurare il dato: eliminare le distorsioni dovute, ad esempio, alle finiture di lusso o alla posizione centrale.
  • Ottenere il “Prezzo Puro”: il risultato (+22,7%) rappresenta quindi il valore netto che il mercato assegna esclusivamente alla prestazione energetica.

Il modello restituisce quindi un dato depurato da ogni interferenza, certificando che l’incremento di valore è generato esclusivamente dalla performance energetica e non da fattori estetici o logistici concorrenti.

Il nuovo scenario normativo che l’Italia dovrà recepire:

Il quadro legislativo è in fase di transizione.
Con l’entrata in vigore della Direttiva (UE) 2024/1275 (EPBD) e i successivi atti delegati del giugno 2025, il percorso verso la decarbonizzazione ha scadenze precise:

Il Passaporto di ristrutturazione:

Entro il 29 maggio 2026, l’Italia dovrà rendere operativo questo strumento.
Tra le novità più attese figura il Passaporto di Ristrutturazione, un fascicolo digitale dinamico che andrà oltre la semplice certificazione attuale, offrendo:

  • Una tabella di marcia chiara e vincolante per il raggiungimento delle zero emissioni entro il 2050.
  • La pianificazione sequenziale degli interventi tecnici per ottimizzare il risparmio energetico ed economico.
  • Una garanzia di trasparenza per il mercato, facilitando l’erogazione di finanziamenti agevolati e “Mutui Green”.

Mentre il recepimento formale della totalità delle norme è atteso per la primavera del 2026, alcuni pilastri della normativa sono già operativi:

  • Stop Bonus caldaie (1° Gennaio 2025): è già in vigore il divieto di concedere incentivi fiscali per l’installazione di sistemi di riscaldamento alimentati esclusivamente a combustibili fossili.
  • Edifici a Emissioni Zero (ZEB): lo standard diventerà obbligatorio dal 2030 per tutte le nuove costruzioni private, integrando il calcolo dell’impronta di carbonio sull’intero ciclo di vita.
  • Strategia Nazionale a lungo termine: entro la fine dell’anno il governo è chiamato a presentare il Piano Nazionale di Ristrutturazione (PNR), che identificherà gli immobili a prestazioni inferiori come priorità assoluta di intervento.

L’APE: comprendere i numeri che contano

Secondo i dati del sistema informativo SIAPE (Settembre 2025), il divario tecnico è enorme, visto che un edificio in classe “G” richiede oltre 14 volte l’energia necessaria per un edificio al vertice dell’efficienza.

Classe energetica Consumo medio (kWh/m² anno) Impatto
Classe A4 (Top) 20,1 kWh/m² Massima efficienza
Classe G (Base) 291,9 kWh/m² Immobile energivoro

Analisi Economica: quanto vale l’efficienza?

Le analisi condotte sul mercato immobiliare in Italia rivelano che il mercato ha già assegnato un “prezzo” all’etichetta energetica.
Questo premio non è lineare, ma cresce esponenzialmente con il miglioramento delle classi:

Upgrade energetico Incremento medio* Impatto effetti intervento
Da G a Classe A +22,7% Massimo premio di mercato, asset liquido e finanziabile (Mutui Green).
Da G a Classe C +14,5% Ottimo punto di equilibrio costi/benefici per le ristrutturazioni.
Da G a Classe D +10,6% Soglia minima per uscire dalla fascia di rischio svalutazione.

* Stima econometrica media nazionale, calcolata a parità di altre caratteristiche intrinseche ed estrinseche, come localizzazione e metratura.

Il peso dell’efficienza: più di un quinto del valore immobiliare

Il verdetto del mercato è ormai definitivo: la prestazione energetica ha smesso di essere una variabile tecnica accessoria per diventare una componente strutturale del prezzo.
Non si tratta più soltanto di abbattere i costi di gestione, ma di preservare la liquidità dell’asset nel medio-lungo periodo.

I dati analizzati dimostrano che il differenziale di valore del +22,7% non è un semplice “premio”, ma la misura della distanza finanziaria tra un immobile appetibile e uno a rischio di marginalizzazione. Di fatto, l’etichetta energetica pesa oggi per un quinto del patrimonio complessivo rappresentato dalla casa.

In questo nuovo scenario, quindi, le prestazione energetiche diventano uno dei criteri fondamentali per evitare investimenti esposti alla svalutazione normativa dei prossimi anni.

Fonte: Osservatorio del Mercato Immobiliare – dicembre 2025

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