Edificio residenziale ristrutturato: quali detrazioni fiscali in caso di acquisto?

Acquisto case ristrutturate: detrazioni fiscali, requisiti e novità 2026
A quali detrazioni ho diritto, se acquisto una casa in un fabbricato ristrutturato daun’impresa di costruzione o una cooperativa edilizia?

L’acquisto di un immobile “chiavi in mano”, già ristrutturato, rappresenta spesso la scelta ideale per chi desidera evitare lo stress della gestione di una ristrutturazione.
Ma rinunciare ai lavori in prima persona, significa perdere anche la possibilità di usufruire dei bonus fiscali?

La risposta è no, ma con precise distinzioni.
Il legislatore ha previsto infatti una specifica agevolazione, spesso ignorata, per chi acquista una casa in un fabbricato ristrutturato da impresa di costruzione o cooperativa,con differenze sostanziali tra “abitazione principale” e seconde case.

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Durata 1m 35s 16 Febbraio 2026
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Decarbonizzazione: 3 miliardi di euro per la riqualificazione energetica degli edifici e dei trasporti

Decarbonizzazione: 3 miliardi di euro per la riqualificazione energetica degli edifici e dei trasporti

L’Unione Europea accelera sul tema della decarbonizzazione.
Con una mossa strategica, la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) ha recentemente siglato un accordo con la Commissione Europea per attivare lo strumento di anticipazione finanziaria dell’ETS2 (Sistema di scambio di quote di emissione), sbloccando immediatamente i fondi per gli Stati membri:

3 Mld di €
Fondi per la decarbonizzazione degli edifici e dei trasporti

Questo, nel tentativo di accelerare il processo di transizione energetica e anticipare gli effetti dell’innalzamento dei costi relativi all’utilizzo dei combustibili fossili, causati dall’applicazione delle quote che limiteranno le emissioni di CO2 dal 2028.
Per quanto riguarda gli edifici, gli interventi finanziabili riguarderanno l’intero patrimonio immobiliare (non solo residenziale, ma anche commerciale) e saranno prioritariamente destinati a finanziare la riqualificazione energetica da parte delle famiglie vulnerabili e micro-imprese, ovvero di chi ha una minore capacità di investimento.

L’attivazione di questi fondi permetterà ai singoli Stati di intervenire prima questi costi entrino in bolletta.

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Durata 1m 53s 6 Febbraio 2026
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Bonus Casa 2026: cosa cambia con la nuova Legge di Bilancio (nuovi limiti di reddito)

Stemma della Repubblica Italiana, fonte ufficiale delle normative.

  • Ristrutturazione

    Abitazione
    Principale
    50%
    Altre36%
    Tetto Massimo Spesa:
    96.000 €
  • Ecobonus

    Abitazione
    Principale
    50%
    Altre36%
    Tetto Massimo Spesa:
    96.000 €
  • Sismabonus

    Abitazione
    Principale
    50%
    Altre36%
    Tetto Massimo Spesa:
    96.000 €
  • Bonus Mobili

    Aliquota
    Unica
    50%

    Vincolato a lavori di ristrutturazione

    Tetto Massimo Spesa:
    5.000 €

La Legge di Bilancio 2026 (30 dicembre 2025, n. 199) ha ridisegnato il perimetro delle agevolazioni immobiliari, inaugurando una fase di “stabilità selettiva”.
Se da un lato è stato disinnescato il taglio lineare delle aliquote, prorogando le detrazioni più alte, dall’altro sono stati introdotti paletti stringenti basati sul reddito del soggetto interessato.

Si tratta di una proroga che consolida l’assetto già in vigore nel 2025, ma che richiede attenzione nella corretta applicazione delle regole:

Quadro normativo 2026, in sintesi:

Ecco i 4 pilastri operativi dal 1° Gennaio al 31 Dicembre 2026:

  • Doppio binario fiscale (Art. 16-bis TUIR): la detrazione IRPEF è confermata al +50% esclusivamente per le Abitazioni Principali (proprietari/diritti reali). Per seconde case e altri immobili, l’aliquota scende al +36%.
  • Conto Termico 3.0: contributo diretto (bonifico) per sostituzione impianti termici. Per i privati cittadini, l’accesso è limitato alla sola parte impiantistica (Caldaie/Pompe di Calore), con esclusione di cappotto e infissi.
  • Esclusione delle fonti fossili: divieto strutturale di agevolazione Ecobonus per caldaie alimentate esclusivamente a combustibili fossili (es. solo gas/gasolio).
  • Taglio redditi alti: introdotto il tetto alle spese detraibili per redditi complessivi superiori a 75.000€ (meccanismo del quoziente familiare).

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Bonus ristrutturazione: a chi spetta la detrazione, se si vende solo una quota dell’immobile?

Bonus ristrutturazione: a chi spetta la detrazione, se si vende solo una quota dell’immobile?
In caso di cessione della quota di proprietà di un immobile da parte dell’unico proprietario che ha sostenuto le spese per lavori agevolabili di ristrutturazione, il diritto di detrazione passa all’acquirente?

Quando si affronta la compravendita immobiliare, la gestione dei bonus fiscali pendenti (come il Bonus Ristrutturazioni o l’Ecobonus) rappresenta spesso una variabile economica rilevante quanto il prezzo stesso dell’immobile.
Una delle casistiche più complesse e spesso fraintese, riguarda la cessione parziale della proprietà.

La risposta breve è no, come recentemente precisato dall’Agenzia delle Entrate, ma le implicazioni strategiche e le eccezioni normative richiedono un’analisi approfondita per evitare errori anche in sede di dichiarazione dei redditi.

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Rapporto Censis 2025: milioni di Case dormienti, per paura della morosità e delle difficoltà di rilascio

Rapporto Censis 2025: milioni di Case dormienti, bloccate dalla paura della morosità e dalle difficoltà di rilascio

Il mercato immobiliare italiano vive una situazione senza precedenti, fotografata con nitidezza anche dal 4° Rapporto Federproprietà-Censis intitolato “Case dormienti, una ricchezza sommersa“, presentato a Roma il 10 dicembre 2025.
Assistiamo, infatti, a una domanda abitativa insoddisfatta e a una conseguente pressione crescente sui canoni di locazione, mentre esiste un rilevante numero di abitazioni che rimangono fuori dal circuito degli affitti residenziali.

Il Rapporto svela, però, che questo blocco di mercato non è economico, ma – almeno secondo l’opinione espressa dall’82,9% degli italiani intervistati nell’indagine – legato alla paura della morosità e all’incertezza del rientro in possesso del bene, che ha eretto un muro tra proprietari e potenziali inquilini.

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Mutui Green: tassi agevolati anche per le classi C e D, con risparmi reali fino a 10.000 euro

Mutui Green: tassi agevolati anche per le classi C e D, con risparmio reale fino a 10.000 euro

Fino a poco tempo fa il “Mutuo Green” era considerato un prodotto di nicchia, un’opportunità riservata quasi esclusivamente a chi acquistava immobili nuovi di zecca in classe energetica A o B.
Nel panorama bancario del 2025, la situazione è cambiata e l’offerta dei mutui a condizioni economiche vantaggiose, rispetto a quelli standard, si è estesa in modo stabile, accogliendo a pieno titolo anche gli immobili in classe energetica C e D (in specifici casi).

Questo adeguamento strutturale del sistema creditizio è stato spinto dalla necessità di allinearsi alla Direttiva “Case Green”, ai parametri della tassonomia europea (il regolamento UE che definisce in modo oggettivo cosa possa essere definito “verde”) e alle nuove logiche di gestione del rischio immobiliare da parte delle banche.

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