Bonus ristrutturazione: a chi spetta la detrazione, se si vende solo una quota dell’immobile?

Bonus ristrutturazione: a chi spetta la detrazione, se si vende solo una quota dell’immobile?
In caso di cessione della quota di proprietà di un immobile da parte dell’unico proprietario che ha sostenuto le spese per lavori agevolabili di ristrutturazione, il diritto di detrazione passa all’acquirente?

Quando si affronta la compravendita immobiliare, la gestione dei bonus fiscali pendenti (come il Bonus Ristrutturazioni o l’Ecobonus) rappresenta spesso una variabile economica rilevante quanto il prezzo stesso dell’immobile.
Una delle casistiche più complesse e spesso fraintese, riguarda la cessione parziale della proprietà.

La risposta breve è no, come recentemente precisato dall’Agenzia delle Entrate, ma le implicazioni strategiche e le eccezioni normative richiedono un’analisi approfondita per evitare errori anche in sede di dichiarazione dei redditi.

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Agevolazioni Prima Casa: è possibile salvare il bonus, edificando una nuova abitazione?

Agevolazioni Prima Casa: è possibile salvare il bonus, edificando una nuova abitazione?
Ho venduto prima dello scadere dei 5 anni l’immobile acquistato beneficiando delle agevolazioni “prima casa”: rischio la decadenza dell’agevolazione se costruisco un nuovo fabbricato da adibire ad abitazione principale?

La gestione del patrimonio immobiliare richiede una pianificazione fiscale attenta, specialmente quando si tratta di agevolazioni “prima casa”.
Il vincolo del riacquisto entro l’anno, necessario per non perdere i benefici, non impone tuttavia la scelta di un immobile già ultimato.

L’Agenzia delle Entrate, infatti, ha recentemente chiarito che anche la nuova costruzione permette di salvaguardare il credito d’imposta, purché si rispettino rigidi requisiti temporali e strutturali.

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Credito d’imposta: niente raddoppio dei termini, se si vende prima di riacquistare

Credito d’imposta: niente raddoppio dei termini, se si vende prima di riacquistare
Se ho due anni per vendere la vecchia casa senza perdere i benefici, ho anche due anni per comprarne una nuova e ottenere il credito d’imposta?

La risposta è negativa, se la vendita è stata effettuata prima del nuovo acquisto.
La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto importanti novità per il mercato immobiliare, estendendo alcune tempistiche per le agevolazioni sulla prima casa, ma interpretare queste norme richiede cautela.

Ma un recente chiarimento dell’Agenzia delle Entrate (risposta n. 297 del 26 novembre) ha evidenziato che le nuove finestre temporali non si applicano a tutti i benefici fiscali in modo indistinto.
L’estensione dei termini, infatti, non è simmetrica e, nonostante la recente apertura normativa che concede più tempo per vendere l’immobile pre-posseduto, il termine per il riacquisto rimane invariato.

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Agevolazioni “prima casa”: cosa succede se non riesco a trasferire la residenza entro i 18 mesi?

Agevolazioni “prima casa”: cosa succede se non riesco a trasferire la residenza entro i 18 mesi?
Cosa succede se non riesco a trasferire la residenza nel Comune dell’immobile da me acquistato come “prima casa”, entro il termine di 18 mesi dalla data dell’atto?

Chi non trasferisce la residenza entro 18 mesi perde le agevolazioni fiscali e deve restituire la differenza d’imposta, maggiorata di interessi e di una sanzione del 30%.
Esistono due scenari principali:

  • Se si agisce prima della scadenza dei 18 mesi: è possibile presentare un’istanza all’Agenzia delle Entrate per revocare l’impegno. In questo caso, si versa solo la differenza d’imposta e gli interessi, evitando la sanzione del 30%.
  • Se si lascia scadere il termine: la decadenza è automatica. L’Agenzia delle Entrate richiederà il pagamento della maggiore imposta, degli interessi e della sanzione piena del 30% (salvo eventuali riduzioni con ravvedimento operoso).

In breve, agire con anticipo è la strategia che permette il maggior risparmio, azzerando le sanzioni. Ma cosa fare e come evitarle?

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Superbonus su casa donata: è tassabile la plusvalenza, in caso di vendita?

Superbonus su casa donata: è tassabile la plusvalenza, in caso di vendita?
Ho ricevuto una casa in donazione da mia madre, l’ho ristrutturata con il Superbonus e ora vorrei venderla. I lavori sono finiti da poco e non ho mai usato l’immobile come mia abitazione principale.
Dovrò pagare le imposte sulla plusvalenza che realizzerò al momento della vendita?

Data la situazione descritta, la risposta è affermativa e la plusvalenza, cioè l’incremento di valore imponibile che realizzerà dalla vendita della casa, sarà quindi soggetta a tassazione.
Questo avviene perché il caso rientra nella nuova normativa fiscale introdotta per operazioni di questo tipo.

L’intenzione di vendere l’immobile, attiva la nuova normativa per tre ragioni precise: l’immobile è stato riqualificato con il Superbonus, la vendita avverrà a meno di dieci anni dalla conclusione dei lavori e, fattore decisivo, non è stato utilizzato come abitazione principale.
La combinazione di questi elementi fa sì che il guadagno generato dalla vendita venga considerato come “reddito diverso” e, di conseguenza, tassato.

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Agevolazioni “Prima Casa”: il successivo cambio di residenza, comporta la decadenza dai benefici?

Agevolazioni “Prima Casa”: il successivo cambio di residenza, comporta la decadenza dai benefici?
Si decade dai benefici prima casa qualora, trasferita la residenza entro i 18 mesi nel Comune dove è ubicato l’immobile, si dovesse trasferire nuovamente la residenza presso un altro Comune?

Trasferire la residenza in un altro Comune, dopo averla stabilita entro 18 mesi dall’acquisto nel Comune dove si trova l’immobile, non fa perdere le agevolazioni “prima casa”.

Questa interpretazione è stata confermata in modo autorevole dall’Agenzia delle Entrate, attraverso la riposta n. 399/2022, chiarendo che la condizione essenziale è che il requisito iniziale sia stato pienamente rispettato.

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