Banca D’Italia: nel Lazio nuove costruzioni in ripresa, valori in calo, meno mutui, rapporto tra debito e reddito disponibile al 60%

 BANCA-DITALIA-Economia-del-Lazio-2020
Con i Rapporti regionali la Banca d’Italia mette periodicamente a disposizione delle istituzioni, del mondo accademico e di quello economico i risultati dell’attività di ricerca svolta a livello locale.
In tal modo l’Istituto intende contribuire ad accrescere la conoscenza delle dinamiche di sviluppo del sistema economico regionale.

Le condizioni finanziarie delle famiglie del Lazio rimangono solide e la ricchezza delle famiglie è pari a 9,3 volte il reddito disponibile, un dato superiore alla media italiana.

Rispetto al 2008 la ricchezza è tuttavia diminuita, per il calo delle quotazioni immobiliari che dal 2012 ha ridimensionato il valore della ricchezza reale, non compensato dalla crescita della componente finanziaria.
Per quest’ultima, negli anni più recenti vi è stata anche una ricomposizione del portafoglio a favore delle attività più liquide o più diversificate; ciò potrebbe contribuire ad attenuare l’impatto negativo della crisi economica in essere.

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ISTAT: drastico calo della produzione nelle costruzioni, a causa del Covid-19

ISTAT giugno 2020 PRODUZIONE NELLE COSTRUZIONI, INDICE DESTAGIONALIZZATO E MEDIA MOBILE A TRE MESI
Ad aprile 2020 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni continui a diminuire per il terzo mese consecutivo, registrando un crollo del 51,5% rispetto a marzo 2020.

Nella media del trimestre febbraio – aprile 2020, l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni mostra una flessione del 33,2% rispetto al trimestre precedente.

Su base annua la produzione nelle costruzioni cala drasticamente, registrando flessioni mai toccate prima. L’indice corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 20 di aprile 2019) diminuisce del 67,8%, mentre l’indice grezzo mostra una riduzione del 66,7%.

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EUROSTAT: produzione nell’edilizia diminuita del 14,6% in area Euro e del 11,7% nell’UE


Nell’aprile 2020, le misure di contenimento COVID-19 ampiamente introdotte dagli Stati membri hanno continuato ad avere un impatto significativo sulla produzione nel settore delle costruzioni.
La produzione destagionalizzata nel settore delle costruzioni, infatti, è diminuita del 14,6% nell’area dell’euro e dell’11,7% nell’UE, rispetto a marzo 2020, secondo le primo stime di Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea.

Nel marzo 2020, la produzione nell’edilizia era diminuita del 15,7% nell’area dell’euro e del 13,6% nell’UE.

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EUROSTAT: produzione nell’edilizia diminuita del 14,1% in area Euro, in calo del 12,0% nell’UE


Le misure di contenimento COVID-19, ampiamente introdotte dagli Stati membri, hanno avuto un impatto significativo sulla produzione nel settore delle costruzioni.
Secondo le prime stime di Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea, la produzione destagionalizzata nel settore delle costruzioni a marzo 2020, rispetto a febbraio 2020, è infatti diminuita del 14,1% nella zona dell’Euro e del 12,0% nell’UE.

Nel marzo 2020, rispetto a marzo 2019, la produzione nell’edilizia è diminuita del 15,4% nell’area dell’euro e di 13,4% nell’UE (nel febbraio 2020, la produzione nell’edilizia era diminuita dello 0,5% nell’area dell’Euro e dello 0,2% nell’UE).

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ISTAT: drastica diminuzione della produzione nelle costruzioni a marzo 2020


A marzo 2020 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni diminuisca drasticamente, registrando un calo del 36,2% rispetto a febbraio 2020.
Nella media del primo trimestre 2020, la produzione nelle costruzioni mostra una flessione del 6,8% rispetto al trimestre precedente.

Su base annua, l’indice grezzo della produzione nelle costruzioni diminuisce del 33,1%, mentre l’indice corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 22 contro i 21 di marzo 2019) cala del 35,4%.

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CASA: cosa cambia nelle preferenze, dopo il coronavirus


Il Coronavirus ci ha obbligati da una parte a ripensare all’organizzazione della casa in modo da soddisfare le esigenze di tutta la famiglia (spazio per lo smart working, per l’attività fisica, per le lezioni e i compiti dei bambini), dall’altra a riflettere sul futuro.

Secondo i dati dell’ultimo Osservatorio Nomisma la crisi economica generata dall’emergenza sanitaria potrebbe portare a una riduzione delle compravendite immobiliari che va da 40.000 a 110.000 vendite in meno, con un conseguente calo dei prezzi fra l’1 e il 3% circa nel biennio 2020-2021.

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