Credito d’imposta: come funziona e in quali casi se ne ha diritto?

Sto valutando l’acquisto di una nuova abitazione e dovrò vendere l’appartamento in cui vivo, acquistato usufruendo delle agevolazioni ‘prima casa’. Come funziona l’applicazione del credito d’imposta per il nuovo acquisto e in quali casi se ne ha diritto?
Risposta al quesito:

La sostituzione dell’abitazione principale rappresenta uno dei momenti più delicati, non solo dal punto di vista economico, nella vita di una famiglia.
Allo scopo di evitare duplicazioni d’imposta nel caso di compravendite concatenate, l’ordinamento tributario riconosce un credito d’imposta a chi aliena a titolo oneroso una casa acquistata con le agevolazioni “prima casa” e ne riacquista un’altra con i medesimi requisiti.

La normativa (art. 7, L. 448/1998) stabilisce che il credito spettante sia commisurato all’Imposta di Registro (o all’IVA) corrisposta sul primo acquisto, con una regola di quantificazione rigida: il credito riconosciuto non può mai superare l’imposta dovuta sul nuovo acquisto.
L’amministrazione finanziaria, infatti, riconosce sempre l’importo più basso tra le due somme e l’eventuale eccedenza non dà diritto ad alcun rimborso.

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Durata 1m 39s 2 settembre 2026
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Bonus affitto studenti fuori sede: requisiti e modalità per la detrazione IRPEF del 19%

Immagine di una coppia di genitori che esaminano i bonus affitto per gli studenti fuori sede
Il sostegno fiscale relativo ai canoni di locazione dell’alloggio per gli studenti fuori sede, garantisce un recupero delle spese fino a +500,27 euro per contribuente. Il beneficio si traduce in una riduzione del -19% calcolata sul limite massimo di spesa di 2.633 euro annui. Approfondimento curato da DELLE VITTORIE House Trading, sulla base delle norme e prassi dell’Agenzia delle Entrate.

Sostenere il percorso accademico di un figlio in una città diversa da quella di residenza impone un carico finanziario notevole alle famiglie, dominato dal costo dell’alloggio.
Per cercare di attenuare questo impatto, l’articolo 15 del TUIR concede una detrazione IRPEF specifica per gli studenti fuori sede. Questa agevolazione fiscale permette di abbattere l’imposta lorda del 19% sulle spese sostenute per l’affitto, fissando un tetto invalicabile di 2.633 euro per anno d’imposta, garantendo così un risparmio fiscale effettivo che può raggiungere i 500,27 euro.

Se lo studente risulta fiscalmente a carico, il diritto all’agevolazione transita al familiare che sostiene materialmente la spesa. L’accesso al beneficio è subordinato al rispetto di quattro pilastri normativi: la distanza geografica tra residenza e polo accademico, l’inquadramento dell’istituto didattico, la conformità del contratto sottoscritto e l’esecuzione dei pagamenti esclusivamente mediante strumenti tracciabili.

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Durata 2m 04s 27 agosto 2026
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Bonus ristrutturazioni: chi può detrarre le spese, oltre ai proprietari?

Bonus ristrutturazioni: chi può detrarre le spese, oltre ai proprietari?
La detrazione IRPEF per il recupero del patrimonio edilizio nel biennio 2025-2026 si attesta al +36%, elevandosi al +50% (su un plafond di 96.000 euro) per i proprietari che intervengono sull’abitazione principale. Il diritto allo sgravio supera tuttavia la mera titolarità dell’immobile: la normativa tutela chi sostiene concretamente la spesa purché munito di titolo idoneo, estendendo il beneficio a inquilini, comodatari, familiari, conviventi di fatto e futuri acquirenti con compromesso registrato.Approfondimento curato da DELLE VITTORIE House Trading su dati TUIR e prassi dell’Agenzia delle Entrate.

L’infrastruttura normativa che regola l’accesso al bonus ristrutturazioni delle unità immobiliari, rappresenta uno degli strumenti finanziari più elastici e funzionali a disposizione dei contribuenti.
Un errore interpretativo molto diffuso è la convinzione che la detrazione d’imposta sia indissolubilmente legata alla titolarità giuridica del bene, mentre il perimetro è molto più ampio.

L’agevolazione per il recupero del patrimonio edilizio, infatti, non è un’esclusiva degli intestatari dell’immobile ma è riservato anche a chi possieda o detenga legalmente il bene e ne sostenga le spese. Questo include inquilini, comodatari, conviventi di fatto, coniugi separati e futuri acquirenti, a patto di rispettare precisi iter di tracciabilità e registrazione degli atti prima dell’avvio dei lavori.

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Durata 6m 28s 18 agosto 2026
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Lavori edili: quando scatta l’obbligo di aggiornamento della rendita castale?

Immagine di casa indipendente sulla quale sono in corso lavori edili, con persona che chiede: quando scatta l’obbligo di aggiornamento della rendita castale?
Ho effettuato lavori di ristrutturazione e installato nuovi impianti: in quali casi questi interventi assumono rilevanza catastale, facendo scattare l’obbligo di aggiornamento della rendita?
Risposta al quesito:

Questa è la domanda cruciale che accomuna migliaia di proprietari immobiliari, specialmente alla luce dei recenti controlli incrociati e delle lettere di compliance inviate dall’Amministrazione Finanziaria.
A questo proposito l’Agenzia delle Entrate, attraverso la Risoluzione n. 21/E del 5 giugno 2026, ha fornito una mappa normativa per meglio comprendere quando le migliorie apportate a un’abitazione si traducano in un obbligo di comunicazione al Fisco.

Il dovere di comunicazione non è legato al tipo di agevolazione fiscale utilizzata (come il Superbonus), ma alla natura stessa dell’intervento.
In termini pratici, la normativa impone di rideterminare il classamento catastale ogni qualvolta i lavori eseguiti determinino un salto di qualità funzionale ed economico dell’abitazione. Questo include interventi che, pur non alterando i metri quadri, modificano radicalmente le caratteristiche tipologiche, distributive o la dotazione impiantistica, rendendo l’immobile in grado di produrre un reddito (teorico o reale) superiore rispetto al passato.

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Durata 1m 52s 8 giugno 2026
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OCSE: ETS2 e riforma del Catasto, nei rilievi contenuti nell’indagine economica per Italia

OCSE: ETS2 e riforma del Catasto, nei rilievi contenuti nell’indagine economica per Italia
Outlook 2026-2027Macroeconomia & Real Estate

L’ultimo rapporto Economic Surveys Italy 2026 dell’OCSE evidenzia come l’economia italiana si sia dimostrata resiliente di fronte ai recenti shock globali, ma anche come sia necessario un rigoroso percorso di consolidamento fiscale a causa del contesto di crescita moderata ed elevato debito pubblico.
L’invecchiamento della popolazione, l’aumento dell’incertezza legata alla politica commerciale globale e le tensioni geopolitiche, inoltre, appesantiscono le prospettive di crescita a medio termine.

Per far fronte a questo scenario, l’OCSE suggerisce esplicitamente di alleggerire la tassazione sul lavoro spostando il peso del prelievo fiscale sui patrimoni immobiliari e sulle eredità.
La prospettiva di un riallineamento delle rendite catastali degli immobili ai valori di mercato e di un rialzo delle imposte di successione, unita alla penalizzazione per l’inefficienza energetica dettata dalle normative europee, va quindi tenuta nella debita considerazione per l’impatto che potrebbe avere sul mercato.

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Durata 2m 05s 10 maggio 2026
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Rent To Buy: quali vantaggi e rischi per gli acquirenti e venditori?

Rent To Buy: quali vantaggi e rischi per gli acquirenti e venditori?

Cos’è esattamente il Rent to Buy, quali sono i vantaggi e i rischi reali per acquirenti e venditori e perché questa formula rimane così poco utilizzata?

Risposta al quesito:

Introdotto dal Decreto Sblocca Italia (D.L. 133/2014, art. 23), il Rent to Buy (affitto con riscatto) è uno strumento che cerca di superare l’impasse di chi sia privo della liquidità iniziale richiesta dalle banche per la concessione di un mutuo o di quei proprietari che faticano a vendere il proprio immobile con il consueto contratto di compravendita.

In sintesi, è un contratto nel quale l’acquirente ottiene la consegna immediata dell’immobile pagando un canone periodico, con il diritto (ma non l’obbligo) di acquistarlo entro un massimo di 10 anni detraendo dal prezzo pattuito una quota di quello che è stato versato.
Oggi rappresenta meno dell’1% delle transazioni immobiliari nazionali, con una paralisi dettata anche da un mix letale di inefficienze fiscali, alti costi iniziali e dal giustificato timore dei venditori di rimanere ostaggio delle lungaggini giudiziarie in caso di morosità.

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Durata 5m 47s 4 maggio 2026
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