Mercato residenziale: prezzi e canoni aumentano in Europa, con l’Italia che cresce più di Francia e Germania

Un uomo legge un quotidiano cartaceo intitolato Eurostat News con il titolo Mercato residenziale: prezzi e canoni aumentano in Europa, con l’Italia che cresce più di Francia e Germania
Nel secondo trimestre del 2026, il mercato immobiliare europeo e italiano continuano a crescere, spinti anche dalla scarsità di case in vendita. I dati ufficiali confermano l’aumento dei prezzi effettivi d’acquisto su base annua: +4,7% nell’UE e +4,0% in Italia (dove il mercato si dimostra molto più dinamico rispetto a Francia e Germania). Anche i canoni di locazione sono in ascesa, con un aumento medio del +3,0% nell’Unione Europea.Sintesi curata da DELLE VITTORIE House Trading, su dati ufficiali Eurostat del Q2 2026.

Il mercato immobiliare europeo continua a crescere, anche se il ritmo mostra un leggero rallentamento rispetto ai primi mesi dell’anno. I dati relativi al secondo trimestre del 2026 pubblicati da Eurostat, delineano un quadro chiaro da questo punto di vista per il settore residenziale della compravendita:

I Numeri Chiave del Q2 2026

  • Prezzi Case (UE)
    Variazione Annua+4,7%
    Sul trimestre precedente: +1,2%
  • Prezzi Case (Area Euro)
    Variazione Annua+4,0%
    Sul trimestre precedente: +1,1%
  • Canoni di Locazione (UE)
    Variazione Annua+3,0%
    Sul trimestre precedente: +0,7%

L’aumento costante degli indici conferma che la domanda di acquisto e di locazione rimane superiore rispetto all’offerta di immobili disponibili sul mercato europeo, spingendo al rialzo sia i prezzi che i canoni di affitto.
Il rallentamento è visibile soprattutto nel confronto annuale: nei primi tre mesi del 2026 la crescita delle case era stata più netta (+5,1% nell’UE e +4,6% nella zona Euro), ma nonostante questa leggera frenata la tendenza resta saldamente orientata al rialzo.

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Durata 1m 52s 4 ottobre 2026
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UBS: Zurigo e Tokyo guidano l’indice dei mercati a rischio bolla immobiliare, Milano in fase di riequilibrio

Una donna elegante seduta alla scrivania di un ufficio legge un quotidiano finanziario che mostra grafici e il primo articolo con il titolo UBS: Zurigo e Tokyo guidano l’indice dei mercati a rischio bolla immobiliare, Milano in fase di riequilibrio
L’UBS Global Real Estate Bubble Index 2026 ridisegna la mappa globale del rischio immobiliare. Mentre Zurigo e Tokyo guidano la classifica delle bolle speculative, i tassi d’interesse prolungati frenano le compravendite globali. A Milano si intensificano gli squilibri tra prezzi e redditi, pur restando in fascia di rischio moderato. L’acquisto di una casa costa ormai molto più dell’affitto, assorbendo oltre il 40% del reddito lordo di un lavoratore qualificato.Sintesi di DELLE VITTORIE House Trading sui dati del report UBS 2026.

L’ecosistema immobiliare globale sta attraversando una profonda fase di ricalibrazione, secondo l’ultimo UBS Global Real Estate Bubble Index 2026, che certifica come il paradigma del credito a basso costo sia giunto al termine, lasciando spazio a nuove e complesse sfide strutturali.
Le politiche monetarie restrittive, caratterizzate da tassi di interesse più elevati per un lungo periodo, infatti, stanno arginando l’esuberanza dei prezzi ma, parallelamente, stanno comprimendo in modo severo i volumi di transazione su scala mondiale:

Secondo il report, a guidare la classifica del “rischio bolla” globale troviamo Zurigo e Tokyo, ma è il dato sull’accessibilità economica a delineare la vera crisi strutturale del 2026: in gran parte del mondo, l’acquisto di una casa è diventato un lusso aritmeticamente insostenibile rispetto all’affitto. A Milano, unica città italiana analizzata, le tensioni tra valori immobiliari e redditi reali si fanno sempre più acute.

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Durata 1m 57s 23 settembre 2026
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Il clima detta le nuove regole: i fattori energetici che influenzeranno il valore degli immobili

Il clima detta le nuove regole: i fattori energetici che influenzeranno il valore degli immobili
Oltre il 43% del patrimonio edilizio mondiale risale a prima del 1980, delineando un rischio sistemico per il mercato. In Italia, la diffusa vetustà degli immobili si scontrerà con un picco della domanda per il raffrescamento estivo stimato al +85% entro il 2050. Mentre l’emergenza termica impone un severo deprezzamento per le case vulnerabili, si impone la necessità di incentivare la rigenerazione profonda per tutelare il valore futuro del patrimonio immobiliare.Sintesi curata da DELLE VITTORIE House Trading, su dati Scientific Reports (Florio et al., 2026). DOI: 10.1038/s41598-026-58888-y

Il mercato immobiliare globale sta affrontando uno stress test senza precedenti, guidato non dall’inflazione o dai mutui, ma dalla conformazione degli edifici.
Su scala globale, quasi la metà del patrimonio edilizio (il 43%) risale a prima del 1980, un’epoca in cui l’efficienza energetica era un concetto inesistente. Questa diffusa obsolescenza architettonica fa sì che oggi, nel mondo, circa 48 milioni di persone vivano in aree ad altissima vulnerabilità climatica, con una proiezione di crescita del rischio fino al +30% entro la fine del secolo:

Edifici Pre-1980 (Globale)43%Popolazione Vulnerabile Attuale48 MilioniRischio Demografico (2100)+30%

A misurare scientificamente la necessità di intervenire sull’attuale consumo energetico del parco immobiliare mondiale, è stato l’imponente studio — intitolato “Una valutazione globale basata su proxy della vulnerabilità alla climatizzazione degli edifici” (Florio, P., Uhl, J.H., Politis, P. et al., Sci Rep 16, 22656, 2026), nel quale i ricercatori hanno incrociato dati satellitari e rilievi architetturali su scala mondiale, restituendo un’interessante fotografia sulla situazione attuale.
Calando questo allarmante macro-scenario nel nostro contesto, l’urgenza appare persino maggiore: in Europa, e in particolar modo in Italia, la percentuale di edifici storici e termicamente inadeguati supera drammaticamente la media mondiale.

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Durata 1m 42s 5 agosto 2026
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Intelligent Cities Index 2026: Londra domina, Roma nelle prime dieci per visione strategica

Intelligent Cities Index 2026: Londra domina, Roma nelle prime dieci per visione strategica
Secondo l’Intelligent Cities Index 2026 di Boston Consulting Group, Londra domina il ranking globale dell’IA urbana con 85/100 punti. L’Italia si posiziona nel cluster ‘Emerging’ a quota 61, ma Roma entra a sorpresa nella Top 10 mondiale per la lungimiranza della sua strategia: un segnale cruciale per i grandi investitori, destinato a guidare la futura crescita dei prezzi immobiliari nei quartieri più innovativi della Capitale.Sintesi curata da DELLE VITTORIE House Trading, su dati BCG.

Nel mercato immobiliare contemporaneo, la posizione geografica e la metratura non sono più gli unici fattori di potenziale rendimento.
L’Intelligent Cities Index 2026, redatto dalla società di consulenza strategica Boston Consulting Group (BCG), infatti, ha certificato che la capacità di un ecosistema urbano di integrare l’intelligenza artificiale (GenAI) nei servizi pubblici e privati, è diventata il principale indicatore della sua futura rivalutazione immobiliare.

Analizzando 61 grandi metropoli mondiali, in base a cinque aree chiave (risultati concreti, strategia, diffusione delle tecnologie, metodi di lavoro e infrastrutture), al primo posto si è posizionata Londra (che guida la classifica con un punteggio di 85 su 100), confermandosi imbattibile sia per impatto economico che per i servizi reali offerti ai cittadini.
Roma e Milano occupano il 40° e il 41° posto della classifica (punteggio di 61 su 100), con buone performance nello sviluppo delle infrastrutture tecnologiche, ma ancora ampi margini di miglioramento nell’adozione pratica delle tecnologie e nella definizione di strategie digitali di lungo termine.

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Durata 1m 58s 28 luglio 2026
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Prezzi delle case: crescita del +2,0% in Italia nel Q2 2025, ma valori reali lontani dai massimi del 2010

Prezzi delle case: crescita del +2,0% in Italia nel Q2 2025, ma valori reali lontani dai massimi del 2010

Mentre il mercato immobiliare residenziale globale tira il freno a mano per il terzo anno consecutivo, l’Italia disegna una traiettoria inaspettata.
I dati appena rilasciati dalla Banca dei Regolamenti Internazionali (BIS) per il secondo trimestre del 2025 ci consegnano la fotografia di un Paese che, seppur lentamente, si muove in controtendenza rispetto alla media mondiale.

Per capire la reale portata di questi dati, si deve considerare che l’analisi è relativa ai prezzi reali, ovvero a quelli già depurati dall’inflazione.
Quando parliamo di crescita, quindi, non stiamo solo dicendo che i prezzi sono aumentati, ma che il valore delle abitazioni è aumentato più del costo della vita e, in un’economia attenta alle dinamiche inflattive, questa è la vera differenza tra illusione e realtà di mercato.

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MUTUI: tassi in calo e incremento delle erogazioni (+24%), nel quarto trimestre 2024

MUTUI: tassi in calo e incremento delle erogazioni (+24%), nel quarto trimestre 2024

Il mercato europeo dei mutui ha chiuso il 2024 con segnali di generale ripresa, sebbene con velocità diverse tra i vari Paesi.

È quanto emerge dall’ultimo report della European Mortgage Federation (EMF), che ha analizzato in dettaglio l’andamento del quarto trimestre del 2024, rilevando che, nel quadro continentale, l’Italia si è distinta per una serie di indicatori particolarmente positivi, soprattutto per quanto riguarda il calo dei tassi e la crescita delle erogazioni.

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