Emergenza “prima casa” in Europa: l’Italia è in controtendenza, grazie ad agevolazioni e garanzie sui mutui

Emergenza “prima casa” in Europa: l’Italia è in controtendenza, anche grazie alle agevolazioni e garanzie sui mutui

Il mercato immobiliare europeo si trova di fronte a un crocevia storico.
Non si tratta più solo di fluttuazioni dei tassi di interesse o di cicli economici transitori, ma di una vera e propria faglia strutturale: l’accessibilità alla prima casa per i giovani acquirenti.

Un’emergenza che sta ridisegnando la demografia proprietaria del continente e imponendo ai governi l’adozione di strategie di salvataggio radicali, come evidenziato dalla Quarterly Review of European Mortgage and Housing Markets (Q3 2025), recente Report redatto dalla European Mortgage Federation (EMF).

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Durata 1m 48s 4 marzo 2026
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BCE: ripresa del credito e degli investimenti, nel mercato immobiliare dell’Area euro

BCE: ripresa del credito e degli investimenti, nel mercato immobiliare dell’Area euro

Il settore residenziale dell’area euro ha superato il punto di svolta.
I dati di dicembre 2025 e gennaio 2026, pubblicati nell’ultimo Bollettino Economico n. 1/2026 della Banca Centrale Europea (BCE), delineano uno scenario in cui la cautela lascia spazio a una rinnovata, seppur selettiva, fiducia.

Il Bollettino è la pubblicazione ufficiale con cui il Consiglio direttivo comunica le motivazioni economiche e monetarie alla base delle decisioni sui tassi di interesse, offrendo una panoramica dettagliata dello stato di salute dell’economia dell’area euro.
Il report evidenzia una ripresa strutturale, con le famiglie che, dopo mesi di attesa, sembrano essere tornate ad acquistare, spinte da una combinazione di tassi stabilizzati e una maggiore disponibilità del sistema bancario.

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Durata 1m 41s 20 Febbraio 2026
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EUROSTAT: l’affitto guadagna terreno sull’acquisto, in Unione Europea. Ma è una scelta abitativa?

EUROSTAT: il nuovo report indica un’aumento della locazione rispetto alla proprietà. È una scelta abitativa?

Il mercato immobiliare dell’Unione Europea, mostra un inversione di tendenza nell’ambito delle scelte abitative.
I recenti dati diffusi da Eurostat, infatti, certificano un cambiamento strutturale, che vede la quota di popolazione che nel 2024 viveva in case di proprietà diminuire al 68%, registrando una flessione del -1% rispetto al 2023.

Proprietà Immobiliare UE 2024
68%

Contrazione del -1% rispetto all’anno precedente

L’aumento della locazione ha iniziato mette in discussione quello che per decenni è stato il pilastro unico della stabilità finanziaria delle famiglie.
Questo spostamento di volumi non riflette, però, un cambiamento nelle intenzioni di acquisto, ma una pressione economica senza precedenti che ha reso lo stock immobiliare meno accessibile.

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Durata 4m 54s 6 Febbraio 2026
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Real Estate Sharpe Ratio: tra rifugio emotivo e calcolo razionale, cosa svela lo studio della BCE sull’investimento immobiliare

Real Estate Sharpe Ratio: tra rifugio emotivo e calcolo razionale, cosa svela lo studio della BCE sull’investimento immobiliare

Acquistare casa risponde a un bisogno primordiale, possedere un rifugio, un proprio angolo di mondo dove sentirsi protetti e tornare a fine giornata. È una scelta che coinvolge il piacere del possesso e la sicurezza familiare, dinamiche che sfuggono alle fredde logiche dei mercati finanziari.
Una casa, insomma, non è un titolo di borsa, anche se rappresenta un importante indicatore avanzato dell’attività economica complessiva.

Ma non si può ignorare che, per la maggior parte delle persone, rappresenti l’impegno economico più gravoso della propria vita.
Per questo motivo, pur con tutti i limiti di un approccio puramente matematico, in un recente articolo pubblicato dalla BCE si è tentato di misurare anche la “convenienza razionale” dell’acquisto, attraverso il Real Estate Sharpe Ratio.

Questo indicatore supera i semplici sondaggi d’opinione, non limitandosi a chiedere se comprare casa sia una buona idea, ma misurando matematicamente se ne valga economicamente la pena, confrontando il potenziale guadagno del mattone con alternative d’investimento più sicure.

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Durata 1m 44s 21 Gennaio 2026
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Prezzi delle case: crescita del +2,0% in Italia nel Q2 2025, ma valori reali lontani dai massimi del 2010

Prezzi delle case: crescita del +2,0% in Italia nel Q2 2025, ma valori reali lontani dai massimi del 2010

Mentre il mercato immobiliare residenziale globale tira il freno a mano per il terzo anno consecutivo, l’Italia disegna una traiettoria inaspettata.
I dati appena rilasciati dalla Banca dei Regolamenti Internazionali (BIS) per il secondo trimestre del 2025 ci consegnano la fotografia di un Paese che, seppur lentamente, si muove in controtendenza rispetto alla media mondiale.

Per capire la reale portata di questi dati, si deve considerare che l’analisi è relativa ai prezzi reali, ovvero a quelli già depurati dall’inflazione.
Quando parliamo di crescita, quindi, non stiamo solo dicendo che i prezzi sono aumentati, ma che il valore delle abitazioni è aumentato più del costo della vita e, in un’economia attenta alle dinamiche inflattive, questa è la vera differenza tra illusione e realtà di mercato.

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Mutui e disuguaglianze: cosa rivelano le recenti analisi della Banca Centrale Europea

Mutui e disuguaglianza: cosa rivelano le recenti analisi della Banca Centrale Europea

Perché il 73% delle famiglie europee percepisce un forte aumento della disuguaglianza economica, quando i dati ufficiali su reddito e ricchezza mostrano una sostanziale stabilità? E perché in Italia il 94% dei nuovi mutuatari sceglie la sicurezza di un tasso fisso, anche se più costoso?
La risposta a queste domande non si trova nelle solite rilevazioni, ma in alcune delle recenti analisi della Banca Centrale Europea (BCE).

Questi studi, infatti, svelano come la politica monetaria agisca in modo radicalmente diverso sulle famiglie, a seconda del loro reddito, della loro cultura finanziaria e della loro esposizione al rischio, creando un mercato del credito a due velocità.
Le dinamiche che emergono, quasi invisibili nei dati aggregati, spiegano anche le tendenze che abbiamo osservato nel mercato italiano con i recenti report di CRIF e Banca d’Italia.

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