BANCA D’ITALIA: mutui oltre il 2%, un livello che non si era più registrato dalla metà del 2019

CRIF: andamento-mutui-casa

Il rialzo dei tassi inizia a riflettersi sul credito bancario.
Nel mese di marzo, scrive la Banca d’Italia nel supplemento statistico “Banche e moneta”, i tassi sui mutui casa si sono “riaffacciati” sopra il tetto del 2%, un livello che non avevano più registrato dalla metà del 2019.

La Banca d’Italia calcola il tasso “TAEG” dei nuovi finanziamenti, comprensivo, cioè, delle spese accessorie.
I tassi d’interesse armonizzati, relativi ai prestiti per l’acquisto di abitazioni, è stato infatti del 2,0113% a marzo 2022, dall’1,8455% di febbraio.


Fonte: bancaditalia.it | affaritaliani.it – maggio 2022

MUTUI: continua la frenata delle surroghe ad aprile, con gli under 35 che sostengono le nuove richieste

Mutui andamento richieste aprile 2022

Anche in aprile perdura la contrazione delle richieste di mutui da parte delle famiglie italiane (-24,3%, rispetto al corrispondente mese del 2021), fondamentalmente a causa del costante ridimensionamento delle surroghe.
Tiene invece l’importo medio richiesto (+5,8%, rispetto alla corrispondente rilevazione), che si è attestato a 146.467 euro.

La maggioranza delle richieste è ascrivibile alla vivacità dei giovani al di sotto dei 35 anni d’età, che arrivano a spiegare il 34,9% del totale della domanda.

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Mutui: tassi ancora interessanti, nonostante la lenta crescita in corso

Trend dei mutui

Il mercato dei mutui sembra essere a una svolta rispetto agli ultimi anni, che hanno riservato con molta probabilità le condizioni migliori di sempre.

Continua infatti la lenta crescita dell’Eurirs, ma le offerte più economiche a tasso fisso e variabile sono ancora sotto l’1%.
A 10 anni, l’indice di riferimento medio mensile dei mutui a tasso fisso passa, da febbraio a marzo, da 0,78% a 1,01%.
Quello a 20 anni, dallo 0,87% a 1,10%, mentre quello a 30 anni dallo 0,75% allo 0,88%.

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MUTUI: a marzo si conferma il trend negativo delle richieste, a causa del ridimensionamento delle surroghe

EURISC – andamento richieste di mutui a marzo 2022

L’andamento delle richieste di credito da parte delle famiglie nel mese di marzo vede un nuovo tonfo dei mutui, che fanno segnare un -25,8% a causa del costante ridimensionamento delle surroghe (il cui peso arriva a spiegare il 14% del totale).

Il primo trimestre dell’anno vede le richieste di mutui immobiliari segnanare un -25,5%, mentre tiene la domanda di nuovi mutui grazie agli under 35, che arrivano a pesare per il 34,5% sul totale.
L’incidenza delle surroghe cala ancora e si attesta al 14%.

In crescita l’importo medio dei mutui richiesti.

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MUTUI: i tassi applicati cominciano a risentirne e il trend potrebbe rafforzarsi nei prossimi mesi

Mutui - preoccupazione

Con l’inflazione in crescita del 5,7%, un livello che in Italia non si vedeva dal 1995, è il momento di giocare in difesa.
Puntando a minimizzare l’impatto sul proprio portafoglio, qualora sia possibile.

Vale anche per i mutui, che solitamente sono la forma di finanziamento più consistente di ogni famiglia.
Proviamo a capire cosa cambia con il carovita per i finanziamenti vecchi e nuovi, per quelli a tasso fisso e variabile.

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CRIF: cresce al 44,5% la platea dei cittadini italiani maggiorenni che hanno un mutuo o un prestito in corso

Mutui e finanziamenti

Nonostante la tradizionale cautela degli italiani nel ricorrere al credito bancario per finanziare i propri consumi o l’acquisto della casa, nel 2021 è cresciuta ulteriormente (+5,4%, sul 2020) la platea dei cittadini maggiorenni che risultano avere un mutuo o un prestito in corso, arrivata al 44,5% del totale.

Un trend iniziato nel 2016 e consolidatosi negli ultimi due anni di pandemia, caratterizzati da condizioni di accesso al credito particolarmente favorevoli anche per i finanziamenti di modesto importo.

Al contempo, però, è migliorata la sostenibilità finanziaria delle famiglie italiane, con il rischio di credito che nell’ultima rilevazione del 2021 ha visto il tasso di default 90 past due registrare una riduzione per attestarsi all’1,2%, il livello più basso degli ultimi anni.
A questo risultato hanno contribuito, oltre alle moratorie e agli strumenti di sostegno attivati per contenere gli impatti della pandemia, anche l’atteggiamento responsabile delle famiglie e i tassi di interesse confermati dalla BCE ai minimi storici.

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