Censimento 2025: frammentazione dei nuclei familiari, con meno giovani (11,9%) e più over 65 (24,7%)

Censimento 2025: frammentazione dei nuclei familiari, con meno giovani (11,9%) e più over 65 (24,7%)

I recenti dati ISTAT hanno aggiornato la demografia del nostro Paese, rilevando al 1° gennaio 2026 una popolazione di 58.943.000 residenti (636 in meno dell’anno precedente) ed una maggiore frammentazione dei nuclei familiari, che passano dai 2,6 componenti di 20 anni fa agli attuali 2,2 (media 2024-2025).
Questi indicatori si traducono in una maggiore necessità di case più piccole e di immobili progettati per massimizzare l’efficienza abitativa.

Indicatori demografici primari

  • Famiglie unipersonali
    Incidenza Single37,1%
    Erano il 25,9% vent’anni fa
  • Dimensione nucleo
    Componenti medi2,2
    Famiglie sempre più piccole
  • Invecchiamento
    Over 6514,8 mln
    25,1% del totale

Questa riduzione della composizione dei nuclei familiari, trova il suo epicentro naturale nei due mercati immobiliari più importanti del Paese: Roma e Milano.

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Durata 2m 08s 1 aprile 2026
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Patrimonio abitativo: quasi il 74% delle famiglie italiane vive in case di proprietà, il 20% in affitto

Patrimonio abitativo: quasi il 74% delle famiglie italiane vive in case di proprietà, il 20% in affitto

Il mercato immobiliare e la demografia abitativa italiana attraversano una fase di consolidamento post-pandemico.
Tra il 2021 e il 2023, secondo la recente pubblicazione ISTAT, il patrimonio abitativo nazionale ha superato i 35,6 milioni di unità (35.610.473), segnando un incremento dell’+1,0%, e una crescita dell’+1,4% di quelle occupate da residenti:

Case abitate da Residenti
26 MILIONI
Pari al 73,2% dell’intero patrimonio abitativo nazionale

Questo trend si associa ad una pressione abitativa che non si distribuisce uniformemente sul territorio, ma che accentua il divario tra i grandi poli urbani attrattivi saturi e le aree interne o meridionali, soggette a spopolamento.

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Durata 4m 57s 12 Febbraio 2026
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ISTAT: la geografia delle disuguaglianze territoriali di Roma, nel nuovo indice di rilevamento socio-economico

ISTAT: la geografia delle disuguaglianze territoriali di Roma, nel nuovo indice di rilevamento socio-economico

La narrazione classica di Roma, divisa tra un centro ricco e una periferia sofferente, è un modello limitativo.
La recente analisi dell’ISTAT sul Disagio socio-economico di individui e famiglie a livello sub-comunale (IDISE) 2021 all’interno delle principali città italiane, disegna – invece – una geografia molto più complessa, con un arcipelago di vulnerabilità invisibili e isole di inaspettata resilienza:

Delta di Vulnerabilità Urbana

7.33 Punti

Scarto tra la zona Grottaperfetta (96,74) e la zona Tufello (104,07)

Ne deriva una mappa dettagliata nella quale il valore 100 rappresenta la media comunale e ogni scostamento verso l’alto rivela un maggior disagio nel tessuto cittadino.
In un mercato immobiliare complesso come quello della Capitale, non basta più valutare solo i consueti parametri per identificare le aree migliori, ma occorre analizzare anche la coesione del relativo tessuto sociale se si vogliono anticipare i trend del mercato.

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Durata 6m 11s 2 Febbraio 2026
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Qualità della vita 2025: la classifica che ridisegna la mappa dell’Italia (Milano vince, ma non convince)

Qualità della Vita 2025: la classifica che ridisegna la mappa dell’Italia (Milano vince, ma non convince)

L’annuale indagine sulla “Qualità della vita 2025” di Italia Oggi e Ital Communications, con il coordinamento scientifico dell’Università La Sapienza di Roma, ci restituisce molto più di una classifica.
Per chi osserva le dinamiche del territorio, è una mappa del desiderio abitativo che indica dove l’ecosistema urbano risponde meglio ai bisogni dei cittadini.

Sebbene la media generale sia scesa di 30 punti rispetto al 2024, il dato più rilevante per chi studia il territorio è la riduzione delle distanze estreme.
Non siamo di fronte a un ribaltamento, ma ad un riequilibrio che vede le grandi metropoli rallentare il passo, mentre emerge la vitalità delle realtà intermedie.

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EUROSTAT: a che età i giovani lasciano la casa dei genitori?

EUROSTAT: a che età i giovani lasciano la casa dei genitori?

A che età i giovani europei lasciano la casa dei genitori?
I dati contenuti in una recente analisi di Eurostat, ci raccontano di un’Europa a più velocità, dove fattori culturali ed economici creano un profondo divario tra nord and sud.

In questo contesto, l’Italia si conferma essere uno dei Paesi dove il nido familiare si abbandona più tardi, con un’età media di 30,1 anni.
Ma quali sono le tendenze rilevate che definiscono il percorso verso l’autonomia nei diversi Paesi europei, oltre alle reali condizioni abitative dei giovani, dal problema del sovraffollamento all’impatto dei costi?

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L’ITALIA CHE CAMBIA: meno figli e più anziani. Quale impatto per il mercato immobiliare?

L’ITALIA CHE CAMBIA: meno figli e più anziani. Quale impatto per il mercato immobiliare?

I dati demografici sono il codice sorgente di una nazione ed analizzarli significa leggere le tendenze che plasmeranno il nostro futuro sociale, economico, culturale e, di conseguenza, le nostre esigenze abitative.

I dati più recenti del Censimento permanente ISTAT, recentemente aggiornati, dipingono un Paese che invecchia rapidamente, vede diminuire le nascite a un ritmo record e ridisegna le nuove direttrici geografiche e culturali.
Comprendere questi fenomeni è fondamentale per interpretare la realtà e cercare di anticipare le future esigenze.

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