Censimento 2023: popolazione italiana in calo di quasi 26.000 unità, età media in crescita a 46,6 anni, natalità -3,4%

immagine di persone in una città italiana, per il Censimento 2023 ISTAT della popolazione italiana

Come comunicato oggi dall’ISTAT, al 31 dicembre 2023 la popolazione residente abitualmente in Italia ammontava a 58.971.230 individui, con una diminuzione di 25.971 unità rispetto all’anno precedente, equivalente a una riduzione dello -0,4 per mille.

Questo lieve calo a livello nazionale racchiude dinamiche demografiche eterogenee sul territorio, con differenze significative tra Nord e Sud.

Disomogeneità territoriale | nord in crescita, sud in declino:
Il calo demografico non è distribuito uniformemente sul territorio nazionale, con le diminuzioni più marcate che si sono registrate nel Sud (-3,7 per mille) e nelle Isole (-3,8 per mille).
Anche il Centro mostra una perdita di popolazione (-1 per mille), mentre il Nord-ovest (+2,3 per mille) e il Nord-est (+2,0 per mille) registrano incrementi positivi.

A livello regionale, si osservano variazioni negative in tutte le regioni del Mezzogiorno (con un picco del -8,1 per mille in Basilicata) e del Centro (-3,9 per mille in Umbria).
Al contrario, nel Nord, ad eccezione della Valle d’Aosta (-2,1 per mille), la popolazione è in crescita, con un picco del +6,3 per mille nella Provincia autonoma di Bolzano.

Diminuiscono le migrazioni interne nel 2023:
Nel 2023 il numero di migrazioni interne – ovvero i movimenti di persone che si trasferiscono all’interno della stessa regione, tra regioni diverse o da un Comune all’altro – è stato di 1.433.803, con una diminuzione del -2,6% rispetto al 2022.

Variazioni demografiche | emilia-romagna e trento attraggono, in lombardia crescono gli stranieri:
Le regioni con i più alti tassi di migrazione interna sono l’Emilia-Romagna (+3,2 per mille) e la Provincia di Trento (+2,5 per mille), mentre quelle con i tassi di migrazione interna più bassi sono la Basilicata (-6,1 per mille) e la Calabria (-5,4 per mille).
La Lombardia ha registrato il maggior aumento di popolazione (circa 27.000 individui), dovuti principalmente all’aumento degli stranieri residenti.

Aumento della popolazione straniera nel 2023:
Un fattore chiave che contribuisce a mitigare il calo complessivo della popolazione nazionale è rappresentato dalla componente straniera.
Gli stranieri residenti censiti al 31 dicembre 2023, infatti, sono 5.253.658, con un aumento del +21,8 per mille rispetto al 2022 ed un’incidenza sulla popolazione residente totale che sale all’8,9%, rispetto all’8,7% del 2022.

Dinamiche demografiche nei comuni italiani | piccoli comuni in sofferenza:
Nel 2023, il 57,8% dei 7.900 comuni italiani (4.568 comuni) ha subito una perdita di popolazione rispetto all’anno precedente (nel 2022 la quota era del 61,3%), mentre nei restanti 3.332 comuni, dove risiedono 26 milioni e 360mila persone, si registra un aumento.

Analisi dei trend demografici | cala la popolazione nei comuni medio-piccoli e nelle grandi città:
Tra i 44 comuni con più di 100.000 abitanti (23,2% dei residenti), 25 hanno subito una perdita, mentre i restanti 19 hanno registrato un saldo positivo di 25.789 residenti.
Il 60% dei comuni tra i 50.000 e i 100.000 abitanti (dove risiede circa l’11% della popolazione) e dei comuni medio-piccoli tra 5.000 e 50.000 abitanti (che ospitano circa il 50% dei residenti in Italia), registra un calo demografico.

I piccoli comuni | una situazione di equilibrio precario:
Il calo demografico incide soprattutto sui comuni con meno di 5.000 abitanti, che mostrano una variazione negativa nel 60,8% dei casi.
Questi comuni rappresentano il 70% del totale e ospitano il 16,4% della popolazione, con una perdita complessiva di circa 25.000 individui rispetto al 2022.


Composizione per sesso ed età | una popolazione sempre più anziana:
Nel 2023 si sono registrate 379.890 nascite, con un calo del -3,4% rispetto al 2022 ed una proporzione di 5,8 anziani per ogni bambino sotto i 6 anni.
La popolazione italiana continua il suo processo di invecchiamento, con un’età media a fine 2023 che è salita a 46,6 anni (48,0 anni per le donne e 45,2 anni per gli uomini), con una crescita rispetto ai 46,4 anni precedenti.

Più donne che uomini, invecchiamento e longevità femminile in aumento:
Il rapporto è pari a 95,8 uomini ogni 100 donne e la quota di ultrasessantacinquenni è aumentata al 24,3% della popolazione totale (era al 24% nel 2022), mentre la fascia di popolazione 0-14 anni è scesa al 12,2%.

Le donne rappresentano il 51,1% della popolazione residente e superano gli uomini in tutte le classi di età superiori ai 65 anni.
Questo fenomeno è attribuibile alla maggiore longevità delle donne, che costituiscono l’83% degli ultracentenari, mentre una prevalenza maschile si osserva nelle classi di età fino ai 43 anni, sostenuta anche dalla maggiore presenza di uomini tra gli immigrati nelle fasce giovanili-adulte.

Campania la regione più giovane, liguria la più anziana:
La Campania si conferma la regione più giovane, con un’età media di 44,2 anni, mentre la Liguria rimane la più anziana, con un’età media di 49,5 anni.
A livello comunale, il Comune di Platì (RC) ha l’età media più bassa, pari a 37,2 anni, mentre Drenchia (UD) è il Comune più anziano con una media di 65,0 anni.

Speranza di vita:
La speranza di vita alla nascita è di 83,2 anni, con 85,0 anni per le donne e 81,4 anni per gli uomini, evidenziando ulteriormente il divario di longevità.


Fonte: ISTAT – 16 dicembre 2024