
In Italia, il prezzo medio richiesto negli annunci di vendita degli immobili ad alta efficienza energetica (classe A o superiore), supera del +52% quello delle abitazioni più energivore (classe E, F o G), secondo un’analisi di Immobiliare.it Insights.
Lo studio, che ha interessato le città di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Verona, ha rilevato che per una casa efficiente l’importo medio richiesto risulta essere di circa 3.000 euro/mq, mentre per una nelle classi più basse l’importo scende a poco meno di 2.000 euro/mq.
Le città con il divario di prezzo più ampio:
In alcune grandi città, il premio di prezzo per l’efficienza energetica è particolarmente significativo, almeno per gli annunci di immobili in vendita sul portale Immobiliare.it nel primo semestre 2025.
A Roma, per esempio, la differenza è del +19%, con gli immobili in classe A che vedono il prezzo medio richiesto essere di 4.218 euro/mq, contro i 3.548 euro/mq di uno non efficiente.
Ecco i dati delle altre città dove il divario è più marcato:
- Torino: registra il gap più ampio con un +70% (3.136 euro/mq contro 1.853 euro/mq).
- Bari: si posiziona al secondo posto con una differenza del +67% (3.227 euro/mq contro 1.931 euro/mq).
- Palermo: mostra un distacco del +59% (2.250 euro/mq contro 1.414 euro/mq).
Anche a Catania (+44%), Verona (+31%) e Bologna (+20%) la forbice resta ampia.
Dove la differenza di costo si riduce:
In altre metropoli, la classe energetica ha un impatto molto più contenuto sul prezzo.
Milano è l’esempio principale: pur avendo i prezzi più alti d’Italia, la differenza si ferma al +6%.
Nello specifico, una casa efficiente richiede una spesa di 5.668 euro/mq, mentre un immobile in classe E, F o G costa mediamente 5.360 euro/mq.
Anche a Firenze e Napoli il divario è minimo e si attesta su un +5%.
Il ruolo cruciale della localizzazione:
Secondo Luke Brucato, Chief Strategy Officer di Immobiliare.it Insights, è fisiologico che un immobile efficiente valga di più, ma la differenza non è sempre netta.
La posizione resta un fattore dominante e un appartamento nel centro storico di Milano o Firenze, anche se in classe energetica bassa, può avere un valore uguale o superiore ad uno in classe A situato in zone periferiche.
Il valore di un immobile riflette, infatti, un equilibrio complesso tra efficienza, localizzazione e domanda specifica.
Focus sui quartieri di Milano:
A Milano, i prezzi per un immobile in classe A variano enormemente tra i quartieri.
La classifica dei più costosi, è la seguente:
- Garibaldi-Moscova-Porta Nuova: si posiziona in cima con una media di oltre 12.200 euro/mq.
- Centro: segue con 11.128 euro/mq.
- Arco della Pace-Arena-Pagano: si attesta al terzo posto con 10.469 euro/mq.
Il quartiere più economico per una casa efficiente è invece Bisceglie-Baggio-Olmi, con una media di 3.810 euro/mq.
Focus sui quartieri di Roma, tra lusso e convenienza:
Anche a Roma le differenze sono notevoli.
Il Centro Storico risulta irraggiungibile, con una richiesta media di 9.609 euro/mq per un’abitazione in classe A.
Seguono, quasi appaiati, i quartieri Salario–Trieste e Parioli–Flaminio, entrambi intorno ai 7.800 euro/mq.
Al contrario, l’area più conveniente per una casa efficiente è Lunghezza-Castelverde, con un costo di poco più di 2.300 euro/mq.
Una sfida strutturale per il mercato residenziale:
Il mercato immobiliare italiano affronta una sfida chiave, con la crescente domanda di case efficienti che si scontra con un’offerta spesso inadeguata.
Molti proprietari scelgono di vendere anziché investire in una riqualificazione energetica, anche a causa di una scarsa conoscenza di costi e benefici.
Questa situazione crea un collo di bottiglia che rischia non solo di polarizzare ulteriormente il mercato, ma anche di rallentare la necessaria transizione ecologica del vasto e spesso datato patrimonio edilizio italiano.
Con motivazioni comuni, tra le quali si possono annoverare:
- L’elevato investimento iniziale: i costi per una ristrutturazione energetica completa possono essere proibitivi per molte famiglie, che non dispongono della liquidità necessaria.
- La complessità burocratica: l’accesso a bonus e incentivi fiscali, pur essendo un valido supporto, è spesso percepito come un percorso complesso e incerto.
- Il ritorno sull’investimento (ROI): i proprietari non sempre hanno la certezza che l’investimento sostenuto si tradurrà in un adeguato aumento del valore dell’immobile al momento della vendita, specialmente nei mercati dove il divario di prezzo tra classi energetiche è meno marcato.
Per superare questa impasse, sarà fondamentale un approccio sinergico che vada oltre la semplice sensibilizzazione, con soluzioni mirate come strumenti finanziari dedicati (ad esempio “mutui green” a condizioni agevolate per la riqualificazione) e la semplificazione normativa per l’accesso agli incentivi.
Solo rendendo la riqualificazione energetica economicamente conveniente e facilmente accessibile, infatti, si potrà probabilmente sbloccare il latente potenziale del nostro patrimonio immobiliare.
Fonte: Immobiliare.it – 30 settembre 2025