
Una storica riforma per la circolazione dei beni di provenienza donativa è stata approvata al Senato.
La modifica, inserita nell’articolo 15 del disegno di legge Semplificazioni (S.1184), è destinata a snellire il mercato immobiliare, offrendo maggiori tutele a chi acquista un immobile donato.
Questa riforma, da anni richiesta dal Notariato, potrebbe finalmente giungere a compimento, eliminando un ostacolo normativo che ha gravemente condizionato il mercato immobiliare (e non solo) italiano.
L’esame del provvedimento passa ora alla Camera, per la definitiva approvazione.
Il contesto attuale:
Ogni anno in Italia si registrano oltre 200.000 donazioni di immobili (218.000 nel 2024), generando un’insidia che da tempo rallenta il mercato.
Attualmente, infatti, gli eredi legittimari (come coniuge e figli) possono richiedere la restituzione di un immobile donato, se ritengono che la donazione abbia leso la loro quota di eredità legittima.
Tale rischio persiste anche se il bene è stato venduto a un terzo acquirente in buona fede, generando incertezza e rendendo le banche restie a concedere mutui garantiti da tali proprietà.
Cosa cambia con la nuova riforma?
La proposta avanzata dal Notariato e accolta nel DDl Semplificazioni menzionato, mira a eliminare questo “blocco” giuridico.
Ecco i punti salienti della riforma:
- Stop alla restituzione del bene: gli eredi legittimari non potranno più chiedere la restituzione dell’immobile a un terzo acquirente. Chi compra un bene di provenienza donativa avrà quindi la certezza di non vederselo sottrarre in futuro.
- Tutela degli eredi tramite diritto di credito: i diritti degli eredi legittimari saranno comunque salvaguardati. Essi, infatti, avranno diritto a un indennizzo economico, ovvero un credito di valore equivalente al bene donato, nei confronti del donatario.
- Maggiore accesso al credito: con la nuova normativa, le banche potranno accettare più facilmente gli immobili donati come garanzia per i mutui, facilitando l’accesso al credito per famiglie e imprenditori.
Applicazione della riforma e regime transitorio:
Una volta approvata in via definitiva, la legge introdurrà un regime transitorio per gestire il passaggio dalla vecchia alla nuova disciplina.
L’applicazione delle norme seguirà queste regole:
- Per le nuove successioni: la riforma si applicherà immediatamente a tutte le successioni aperte dopo la data di entrata in vigore della legge.
- Per le successioni già aperte: sarà previsto un periodo di sei mesi. Durante questo tempo, le vecchie norme resteranno valide solo se un’azione di riduzione è già stata avviata o se verrà intrapresa entro tale termine.
- Al termine del periodo transitorio: una volta trascorsi i sei mesi, il nuovo regime diventerà efficace per tutte le situazioni, garantendo piena validità anche alle donazioni passate.
Fonte: Notariato – 17 ottobre 2025
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