
Una recente analisi dell’Associazione T6, gruppo di lavoro che riunisce professionisti riconosciuti nel settore delle procedure esecutive immobiliari, rivela un quadro critico per la giustizia del nostro Paese.
Lo studio, basato su oltre 245.000 fascicoli in 140 tribunali, mostra infatti che il 60% dei procedimenti di esecuzione immobiliare è pendente da oltre 5 anni, con un picco del 26% che supera i 10 anni, trasformandosi in arretrati ultradecennali.
Questa cronica lentezza si traduce in un costo diretto per l’economia italiana, causando la svalutazione degli immobili pignorati, aumentando l’incertezza per i creditori e impedendo ai debitori di risolvere la propria posizione e ripartire.
Il divario di efficienza, tra Nord e Sud:
La performance dei tribunali italiani non è omogenea.
Il Nord Est si conferma l’area geografica più efficiente, riuscendo a contenere le pendenze (59% oltre i 5 anni e 22% oltre i 10).
Al contrario, nel Sud e nelle Isole la situazione è più critica, con i procedimenti aperti da oltre 10 anni che raggiungono punte del 30%.
L’impatto delle dimensioni del tribunale:
I tribunali di grandi dimensioni sono i più esposti ai ritardi, a causa dell’enorme volume di fascicoli da gestire, ma anche i tribunali più piccoli mostrano delle fragilità, spesso legate a limiti organizzativi e strutturali.
Le corti di medie dimensioni, come nel caso virtuoso di Bolzano, dimostrano invece una maggiore capacità di contenere l’arretrato.
Le cause principali dei rallentamenti:
L’analisi ha individuato due fattori critici che incidono in modo significativo sull’allungamento dei tempi delle procedure.
Questi i dati chiave:
- La sostituzione del giudice, che si verifica nel 57% dei casi, aumenta la durata media di un procedimento del +37%. Questo fattore pesa soprattutto nei tribunali di Centro, Sud, Isole e in quelli di dimensioni più contenute.
- Le proroghe per la consulenza tecnica (CTU), sebbene presenti in poco più del 25% dei casi, allungano i tempi del +26%. La loro distribuzione è più omogenea sul territorio, ma con valori più elevati nel Centro e nelle Isole.
Una sfida che diventa un’opportunità:
Le differenze territoriali non rappresentano solo una sfida, ma anche un’opportunità.
Valorizzare le esperienze più efficienti e promuovere la diffusione di buone pratiche, può diventare la chiave per rendere più snelle ed efficaci le procedure di esecuzione immobiliare in tutto il Paese.
Trasformando i modelli di successo, in uno standard nazionale.
Fonte: Associazione T6 – 15 ottobre 2025
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