
L’Unione Europea ha aggiornato la sua strategia climatica per il prossimo decennio, adottando un approccio che unisce una maggiore ambizione ad una nuova flessibilità.
La nuova rotta del Green Deal si basa, infatti, su due pilastri interconnessi:
- L’introduzione di obiettivi di riduzione delle emissioni numericamente più ambiziosi per il 2035 e 2040;
- L’istituzione di un meccanismo che permette agli Stati membri di raggiungere una piccola parte di tali obiettivi (fino al 5%) tramite crediti di carbonio internazionali.
Questa doppia mossa mira ad accelerare la transizione, garantendone al contempo la sostenibilità economica.
Una meta più ambiziosa: gli obiettivi climatici rafforzati al 2035 e 2040
Sul fronte della direzione strategica, l’impegno dell’UE non è mai stato così forte.
La novità non è una mitigazione, ma un potenziamento degli obiettivi che va oltre il pacchetto “Fit for 55”:
- Nuovo obiettivo 2035: viene introdotto un traguardo di riduzione delle emissioni nette compreso tra il -66,25% e il -72,5%.
- Nuovo obiettivo 2040: si formalizza un target di riduzione del -90% come base per la futura legislazione.
Questi numeri dimostrano che la destinazione finale, la neutralità climatica al 2050, è confermata e il percorso per raggiungerla è stato reso ancora più stringente e definito.
Il dettaglio chiave: la flessibilità del 5% sui crediti di carbonio
Proprio all’interno del nuovo obiettivo per il 2040 si trova l’esempio più chiaro del nuovo pragmatismo europeo.
La proposta introduce, infatti, un meccanismo di flessibilità basato sui crediti di carbonio internazionali.
Come funziona:
- Obiettivo collettivo UE: l’Unione Europea nel suo insieme si impegna a raggiungere un obiettivo di riduzione netta del -90% entro il 2040.
- Obiettivo nazionale vincolante: ogni singolo Stato membro sarà legalmente obbligato a realizzare una riduzione di almeno l’85% attraverso azioni domestiche (energie rinnovabili, efficienza energetica, decarbonizzazione industriale interna, ecc.).
- Il margine del 5%: la differenza, fino a un massimo del 5%, potrà essere colmata attraverso l’acquisto di crediti di carbonio internazionali di alta qualità.
Cosa sono i “crediti di carbonio internazionali”?
In sintesi, un credito di carbonio è un certificato che rappresenta la riduzione o la rimozione di una tonnellata di CO2 dall’atmosfera.
Sono “internazionali” perché vengono generati da progetti concreti realizzati al di fuori dei confini dell’Unione Europea e, acquistandoli, uno Stato membro finanzia iniziative come:
- Progetti di riforestazione e conservazione delle foreste.
- Installazione di impianti di energia rinnovabile in paesi in via di sviluppo.
- Programmi di efficienza energetica o di cattura del metano da discariche.
L’UE richiede che siano “di alta qualità”, ovvero che i progetti garantiscano riduzioni delle emissioni reali, permanenti e certificate da enti indipendenti.
Il motivo della scelta:
Questa flessibilità permette a uno Stato membro, che trovasse eccessivamente costoso ridurre le ultime tonnellate di CO2 sul proprio territorio, di raggiungere l’obiettivo in modo più efficiente.
Riconosce le diverse realtà economiche e industriali dei 27 paesi, garantendo al contempo che la stragrande maggioranza dello sforzo (85%) avvenga obbligatoriamente all’interno dei confini europei.
Il cambio di passo: meno rigidità, più implementazione sostenibile
Il meccanismo del 5% è l’emblema di un approccio più ampio.
La Commissione ha preso atto delle forti pressioni economiche e sociali, decidendo di rendere l’implementazione del Green Deal più flessibile:
- Agricoltura: si preferisce un approccio basato su incentivi e dialogo piuttosto che su imposizioni rigide, come dimostra il ritiro della proposta sulla riduzione dei pesticidi.
- Industria e Competitività: l’enfasi si è spostata verso un “Clean Industrial Deal“, per garantire che la transizione verde non si traduca in una perdita di competitività e posti di lavoro.
Un approccio più maturo:
In conclusione, l’approccio dell’Unione Europea al Green Deal sta entrando in una fase più matura.
Ha fissato una destinazione finale ancora più ambiziosa, ma ha capito che per raggiungerla è necessario adattare il percorso, rendendolo percorribile per tutti i settori della sua economia e della sua società.
Si tratta di un equilibrio complesso: mantenere una ferrea ambizione strategica sui grandi obiettivi e, allo stesso tempo, dimostrare massima flessibilità tattica nell’applicazione delle singole politiche.
È questo il nuovo volto del Green Deal europeo.
Fonte: Commissione Europea – 5 novembre 2025