ISTAT: canoni in aumento e mutui più onerosi nel 2024, per le famiglie italiane

ISTAT: canoni in aumento e mutui più onerosi, per le famiglie italiane

Il panorama della spesa abitativa in Italia evidenzia un quadro complesso, con un numero significativo di famiglie che deve affrontare l’incremento generale dei costi.

Il recente Report ISTAT “Le spese per i consumi delle famiglie“, ha registrato quali siano stati questi aumenti nel 2024 per le 4,7 milioni di famiglie che vivono in locazione e per le 3,8 milioni che pagano un mutuo.
Rilevando profonde differenze territoriali ed un impatto variabile in relazione alla dimensione dei Comuni ed alla composizione del nucleo familiare.

La metodologia e le caratteristiche dell’indagine:

L’indagine ISTAT sulle “Spese per i consumi delle famiglie” è una delle principali rilevazioni statistiche in Italia, essenziale per fotografare in dettaglio le abitudini di spesa, il tenore di vita e le disuguaglianze economiche della popolazione.

La metodologia utilizzata è complessa e si basa su un approccio combinato, per garantire la massima accuratezza.
Le voci di spesa relative ad affitto e mutui, tra le più onerose per il bilancio familiare, sono oggetto di una rilevazione specifica durante le interviste dirette condotte da un rilevatore.

In pratica, durante l’intervista, il rilevatore Istat pone queste domande:

  • A chi vive in affitto: “A quanto ammonta il canone mensile?”
  • A chi ha un mutuo: “Qual è l’importo della rata mensile?”

La parte più interessante riguarda i proprietari di casa (con o senza mutuo), a cui viene chiesto di stimare l’affitto figurativo. La domanda è: “Se oggi mettesse in affitto la sua casa, quale sarebbe il canone mensile che richiederebbe?”
Questo dato misura il “costo opportunità” per il proprietario, ovvero quale sia il canone di locazione che percepirebbe affittandola a qualcun altro. Questa “mancata entrata” è un costo economico che può essere paragonato all’uscita reale di chi paga l’affitto e, in questo modo, le due situazioni diventano statisticamente confrontabili.

Questo approccio strutturato garantisce che i dati sul costo della casa, al centro di questa analisi, siano estremamente accurati e affidabili.

Il mercato della locazione in Italia:

In Italia, il 18% delle famiglie vive in una abitazione in affitto.
Il canone medio mensile si attesta a 423 euro, segnando un leggero aumento (+0,5%) rispetto ai 421 euro del 2023.
Questa spesa, tuttavia, non è uniforme su tutto il territorio nazionale, ma varia in modo significativo tra le diverse aree geografiche, con una netta spaccatura del Paese e costi più elevati concentrati soprattutto nelle Regioni settentrionali e centrali:

  • Nord: circa 450 euro mensili.
  • Centro: 443 euro mensili.
  • Mezzogiorno: ben al di sotto dei 400 euro mensili (con 358 euro al Sud e 370 euro nelle Isole).

La quota più alta di famiglie in affitto si registra nei principali centri urbani (23,5%), dove anche il canone medio raggiunge il suo picco (472 euro mensili).

Aumenta la spesa relativa ai mutui:

Il 19,5% delle famiglie proprietarie di casa, corrispondente a 3,8 milioni di nuclei, sta pagando un mutuo.
Per loro, l’esborso mensile è decisamente più consistente, con una rata media nel 2024 che ammontava a 581 euro, in crescita (+2,5%) rispetto ai 567 euro del 2023.

Sebbene il valore della rata continui a salire, si registra un rallentamento nel ritmo di crescita rispetto all’anno precedente.

Anche per i mutui si osserva un forte squilibrio territoriale, con una maggiore incidenza nelle regioni più ricche del Paese.

La percentuale di famiglie proprietarie con un mutuo attivo nel 2024, è stata la seguente:

  • Nord: la quota è maggiore, con il 24,9% nel Nord-ovest e il 24,6% nel Nord-est.
  • Centro: si attesta al 21,7%.
  • Sud e Isole: scende drasticamente, rispettivamente al 9,3% e all’11,3%.

Ancora una volta, sono le principali città metropolitane a registrare il valore medio della rata più elevato, che ha raggiunto i 618 euro mensili.

Le spese per abitazione, acqua, elettricità e gas, rappresentano alcune delle voci più pesanti sul bilancio familiare, ma il loro peso varia notevolmente in base al numero di componenti.
In Trentino-Alto Adige, ad esempio, questa categoria assorbe il 42,0% della spesa totale, contro una media nazionale del 35,7%.

Questo fenomeno si spiega con le cosiddette ‘economie di scala’, che in questo caso giocano un ruolo cruciale. Ovvero, il principio per il quale i costi non aumentano in modo proporzionale al numero di persone.
Per le persone che vivono sole, infatti, i costi per la casa rappresentano il 43,9% del budget, mentre per le famiglie con cinque o più membri la quota scende al 28,6%.

Cosa ci dicono questi dati?

Le rilevazioni ISTAT del 2024, confermano un quadro del mercato abitativo italiano profondamente diviso.
La spesa per la casa non è solo una scelta tra affitto e mutuo, ma anche una variabile legata alla geografia. Il divario tra un Nord dai costi elevati e un Mezzogiorno più accessibile, infatti, emerge con forza, così come la differenza tra i grandi centri urbani e le aree meno popolate.

L’aumento delle rate dei mutui, più marcato rispetto a quello dei canoni, segnala una crescente pressione economica.
In definitiva, la spesa per l’abitazione si conferma non solo come la voce più pesante sul bilancio di milioni di famiglie, ma anche come un indicatore chiave delle disuguaglianze economiche e sociali che attraversano il nostro Paese.

Fonte: ISTAT – 7 ottobre 2025

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