
Nel secondo trimestre del 2025, il settore dell’edilizia ha invertito la rotta ed è tornata in territorio positivo, interrompendo la dinamica negativa dei periodi precedenti.
L’analisi congiunturale ISTAT, basata sui dati dei permessi di costruire (indicatore chiave che anticipa l’attività economica futura) ha evidenziato, infatti, una crescita diffusa.
A trainare la ripresa è stato soprattutto il comparto non residenziale, sebbene anche il settore residenziale ha mostrato incoraggianti segnali di vitalità.
La metodologia: dati più precisi e tempestivi
L’affidabilità di questi indicatori si fonda su una metodologia Istat rigorosa e recentemente potenziata.
Dal 2021, la rilevazione trimestrale non si basa più su un campione, ma su una copertura censuaria dell’intero universo dei comuni italiani, garantendo maggiore precisione. Questa innovazione ha permesso di migliorare la tempestività, riducendo i tempi di diffusione dei dati a circa 110 giorni dalla fine del trimestre di riferimento.
Per una corretta interpretazione, è fondamentale comprendere che i dati sui permessi di costruire misurano esclusivamente gli interventi che creano nuovo volume edilizio.
Le attività contemplate sono due:
- Nuovi fabbricati: edifici costruiti interamente da zero, incluse le ricostruzioni integrali dopo una demolizione.
- Ampliamenti di volume: interventi su edifici esistenti che ne aumentano il volume complessivo (es. sopraelevazioni o aggiunta di nuove ali).
Sono quindi deliberatamente escluse dalla statistica tutte le altre attività edilizie, come ristrutturazioni interne, frazionamenti, cambi di destinazione d’uso e interventi di manutenzione che non comportino un aumento di volume.
È importante notare, inoltre, che questi dati trimestrali hanno natura provvisoria e diventano definitivi solo con la pubblicazione dell’indagine annuale.
Crescita contenuta per il settore residenziale:
Il settore residenziale mostra segnali di ripresa, con un incremento congiunturale del +1,5% nel numero di nuove abitazioni autorizzate e del +2,1% nella superficie utile abitabile.
In termini assoluti, nel trimestre sono state stimate 12.460 nuove unità abitative, per un totale di circa 1,10 milioni di metri quadrati.
Forte slancio per il comparto non residenziale:
La performance più significativa si registra nell’edilizia non residenziale, che segna un notevole balzo in avanti, con una crescita del +13,6% rispetto al trimestre precedente.
La superficie autorizzata per nuove costruzioni non residenziali, inoltre, si attesta poco al di sotto dei 2,59 milioni di metri quadrati.
Confronto annuo: una flessione in via di attenuazione
Nonostante la ripresa congiunturale, il confronto su base annua rivela comunque un andamento negativo, con una flessione tendenziale per entrambi i comparti.
Tuttavia, questa diminuzione appare più contenuta in confronto ai trimestri precedenti, suggerendo un progressivo rallentamento del calo.
Per una visione d’insieme, ecco i principali indicatori di variazione registrati::
- Numero di abitazioni: -7,3%
- Superficie utile abitabile: -1,6%
- Superficie non residenziale: -3,8%
Una ripresa da consolidare:
I dati del secondo trimestre 2025 offrono un quadro di cauto ottimismo.
La crescita congiunturale, specialmente il vigore del settore non residenziale, è un segnale positivo che interrompe un ciclo negativo e indica una potenziale ripartenza degli investimenti.
Tuttavia, la persistente flessione tendenziale ricorda che il settore opera ancora al di sotto dei livelli dello scorso anno e la vera sfida, quindi, sarà consolidare questa ripresa nei prossimi trimestri per trasformarla in una crescita strutturale e duratura.
Fonte: ISTAT – 10 ottobre 2025
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