ISTAT: aumento delle superfici non residenziali (+11,0%) e abitative (+6,6%), nei permessi di costruire del Q3 2025

ISTAT: aumento delle superfici non residenziali (+11,0%) e di quelle abitative (+6,6%), nei permessi di costruire del Q3 2025

Il terzo trimestre 2025 segna un cambio di passo per il comparto edile in Italia.
La recente analisi congiunturale ISTAT, basata sui dati relativi ai permessi di costruire, certifica infatti una crescita congiunturale sincronizzata tra residenziale e non residenziale, con quest’ultimo che registra performance a doppia cifra:

+11,0%
Edilizia Non Residenziale

Crescita a doppia cifra sul trimestre precedente

Si arresta, inoltre, la lunga fase di contrazione della superficie utile abitabile del settore residenziale, che torna in territorio positivo dopo cinque trimestri di flessione, mentre il settore non residenziale riparte con forza trainato dal rilancio degli investimenti produttivi.

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Durata 1m 47s 15 Gennaio 2026
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La fine del ciclo negativo:

I dati relativi ai permessi di costruire del III trimestre 2025 evidenziano un mercato in fase di risveglio, con l’interruzione di un trend negativo che perdurava da oltre un anno.
Per la prima volta dopo diversi trimestri, infatti, tutti i comparti registrano una crescita congiunturale rispetto al trimestre precedente, al netto dei fattori stagionali.

Nota metodologica:

La rilevazione trimestrale ISTAT, relativa ai permessi di costruire, analizza variabili distinte per comparto.
Per il settore Residenziale vengono considerati sia il numero di abitazioni (riferito ai soli nuovi fabbricati) sia la superficie utile, mentre per il Non Residenziale, invece, l’indicatore riguarda esclusivamente la superficie totale autorizzata (che include sia il nuovo, che gli ampliamenti).

Settore Residenziale: il paradosso della crescita

Il comparto abitativo mostra una dinamica a due velocità, con segnali positivi se guardiamo al breve periodo, ma l’analisi strutturale (anno su anno) svela comunque una trasformazione profonda del mercato:

  • Numero di abitazioni: il rimbalzo trimestrale è netto (+5,8%), ma non basta ancora a colmare il gap sull’anno precedente, che resta in territorio negativo (-0,6%).
  • Superficie utile: qui la ripresa è strutturale. Oltre al balzo trimestrale (+6,6%), anche il confronto annuo è solidamente positivo (+5,7%), confermando che si costruiscono meno unità, ma più grandi.
Analisi della “Forbice”

Questo disallineamento tra numero di abitazioni (ancora in calo sull’anno) e metri quadri totali (in forte aumento) è l’indicatore chiave del 2025.
Il mercato ha smesso di puntare su una maggiore frammentazione degli spazi, per concentrarsi sulla qualità abitativa e su metrature superiori.

Edilizia non residenziale: crescita monolitica

A differenza del residenziale, qui non ci sono chiaroscuri.
Il comparto produttivo e commerciale registra una performance eccezionale che trova conferma sia nella velocità di breve periodo che nella tenuta di lungo periodo:

  • Spinta congiunturale: un incremento del +11,0% rispetto al trimestre precedente, che segnala un’accelerazione immediata dei cantieri.
  • Solidità tendenziale: il dato annuale è speculare (+11,1% rispetto al 2024), dimostrando che non si tratta di un rimbalzo tecnico momentaneo, ma di una fase espansiva consolidata degli investimenti.

I valori del terzo trimestre 2025:

Per una corretta valutazione dell’impatto sul mercato reale, analizziamo i valori assoluti stimati dall’Istat per i nuovi fabbricati (dati al netto della stagionalità).

INDICATORE VALORE ASSOLUTO (STIMA)
Nuove unità abitative 13.342 unità
Superficie utile abitabile 1,19 milioni di mq
Superficie non residenziale 2,89 milioni di mq

Il consolidamento dei volumi e della qualità abitativa:

Il quadro che emerge dal terzo trimestre 2025 è quello di un rimbalzo tecnico che sta assumendo i contorni di una ripresa strutturale, che dopo cinque trimestri consecutivi di diminuzione per la superficie utile abitabile e tre per quella non residenziale, vede il segno “più” tornare a dominare gli indicatori.
Prosegue, inoltre, la flessione del numero di abitazioni, iniziata nel quarto trimestre del 2024, anche se con un’intensità drasticamente ridotta, lasciando spazio a una crescita dei volumi che fa ben sperare per l’apertura dei cantieri nel corso del 2026.

Il “Paradosso” Demografico

Mentre la demografia spinge verso la frammentazione dei nuclei familiari (più single, meno figli), l’edilizia del nuovo risponde con una logica opposta, puntando su metrature più ampie.
Nonostante le famiglie siano numericamente più piccole, le loro esigenze di spazio sono aumentate, guidate dalla ricerca di una migliore qualità abitativa e dalla normalizzazione dello smart working. Se prima una coppia viveva in 60 mq, oggi ne cerca 90 per ricavare uno studio o uno spazio polifunzionale.

Questo è il segnale definitivo che il “nuovo” non intercetta più il bisogno abitativo di base, ma è destinato a un mercato con maggiori disponibilità economiche, posizionandosi come prodotto upgrade per chi cerca uno standard di vita superiore, dove lo spazio extra è il vero lusso.

Fonte: ISTAT – 15 gennaio 2026

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