
A maggio 2025, la produzione nelle costruzioni in Italia ha registrato una leggera frenata congiunturale.
Secondo le stime preliminari dell’Istat, infatti, l’indice destagionalizzato ha segnato una diminuzione del -1,4% rispetto al mese di aprile.
Il quadro generale degli ultimi mesi, però, è rimasto comunque positivo, delineando uno scenario di moderata crescita anche su base annua.
Il bilancio trimestrale si conferma positivo:
Nonostante la flessione mensile, l’analisi sul periodo più ampio mostra segnali di tenuta.
Nella media del trimestre marzo-maggio 2025, infatti, la produzione è aumentata del +1,5% in confronto al trimestre precedente.
Questo dato conferma, quindi, un andamento di fondo ancora solido per il settore.
Crescita tendenziale, ma con un ritmo più lento:
I dati di maggio 2025, confrontati con lo stesso mese del 2024, evidenziano un andamento differenziato a seconda dell’indice considerato:
- L’indice corretto per gli effetti di calendario (con 21 giorni lavorativi contro i 22 di maggio 2024) registra un aumento del +3,9%.
- L’indice grezzo mostra una crescita più contenuta, pari al +0,3%.
L’andamento dall’inizio del 2025:
Considerando i primi cinque mesi dell’anno, il bilancio si mantiene positivo.
Confermando la traiettoria di sviluppo del settore, con una media che mostra un incremento del +4,0% per l’indice corretto per gli effetti di calendario e del +1,7% per l’indice grezzo.
La situazione rilevata da Eurostat:
Secondo le prime stime di Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea, a maggio 2025 la produzione destagionalizzata nelle costruzioni è diminuita del -1,7% nella zona euro e del -1,3% nell’UE rispetto ad aprile 2025.
Su base annua, invece, il confronto con maggio 2024 mostra un andamento positivo, con una crescita della produzione del +2,9% nella zona euro e del +2,7% nell’UE.
Confronto mensile, per settore e Stato membro:
A livello settoriale, nella zona euro si registrano cali per la costruzione di edifici (-1,3%), l’ingegneria civile (-0,7%) e le costruzioni specializzate (-1,7%).
Anche nell’UE si è osservata una diminuzione in tutti i comparti.
Tra gli Stati membri, le maggiori diminuzioni mensili sono state registrate in Germania (-3,9%), Belgio (-2,2%) e Paesi Bassi (-1,8%).
Gli aumenti più significativi, invece, si sono visti in Slovenia (+5,4%), Ungheria (+2,5%) e Repubblica Ceca (+2,3%).
Confronto annuale, per settore e Stato membro:
Su base annua, tutti i settori mostrano una crescita sia nella zona euro che nell’UE, in particolare la costruzione di edifici che segna un +6,4% nell’area euro e un +5,3% nell’UE.
Tra gli Stati membri, gli aumenti annui più elevati sono stati osservati in Spagna (+44,6%), Repubblica Ceca (+11,6%), Ungheria e Portogallo (entrambi +5,4%).
Le diminuzioni maggiori, invece, si sono registrate in Polonia (-4,8%), Germania (-3,4%) e Francia (-3,3%).
Come viene elaborato l’indice?
L’Indice della Produzione nelle Costruzioni (IPC) è un indicatore chiave che misura l’evoluzione del volume di produzione del settore.
A partire da gennaio 2024, inoltre, la sua metodologia di stima è stata completamente rivista in conformità con i regolamenti europei (Regolamento UE 2019/2152) e le più recenti linee guida EBS (Eurostat).
Il calcolo, basato su un approccio indiretto che utilizza le ore lavorate come input principale, produce un indice con base di riferimento 2021=100.
È importante sottolineare che l’Indice della Produzione nelle Costruzioni (IPC) non si limita al solo comparto residenziale, ma copre l’intero settore delle costruzioni identificato dalla sezione F della classificazione ATECO.
L’indice osserva tre grandi aree:
- Costruzione di edifici: questa categoria include sia l’edilizia residenziale (abitazioni) sia quella non residenziale (uffici, negozi, capannoni).
- Ingegneria civile: comprende la realizzazione di grandi infrastrutture come strade, ferrovie, ponti e gallerie.
- Lavori di costruzione specializzati: riguarda attività come demolizioni, installazione di impianti, finiture e completamento degli edifici.
Una copertura a 360 gradi, in grado di restituire la reale dinamica del settore.
Fonte: ISTAT ed EUROSTAT – 18 luglio 2025