
Nel secondo trimestre del 2025, il panorama immobiliare italiano ha evidenziato due trend opposti, con la diminuzione dell’indice relativo all’esborso economico per l’acquisto di un’abitazione tramite mutuo e la crescita di quello relativo all’affitto.
Secondo una recente analisi del portale immobiliare Idealista, infatti, il “tasso di sforzo” — indicatore basato sui prezzi e canoni richiesti negli annunci pubblicati sul proprio portale, che misura l’incidenza del costo dell’abitazione sul reddito familiare (dati ISTAT) — è sceso significativamente per l’acquisto, ad indicare una diminuzione della quota di reddito necessaria a coprire la rata media di un mutuo (calcolata sui tassi BCE aggiornati), passata dal 20% al 17%.
Al contrario, per la locazione, il dato calcolato sul canone medio di offerta per un trilocale ha raggiunto il 31%, segnando un aumento rispetto al 30% del 2024.
Acquistare casa diventa più sostenibile:
Sul fronte della compravendita, il quadro è più roseo.
Il tasso di sforzo per l’acquisto di una casa, infatti, è diminuito in modo diffuso in 93 capoluoghi italiani.
Bolzano si posiziona come la città più esigente con un tasso del 35%, seguita da Venezia (34%) e Milano (30%).
Tra gli altri centri con valori rilevanti troviamo Rimini (28%), Napoli (27%), oltre a Roma e Firenze, entrambe al 26%.
Variazioni annuali del tasso di sforzo:
- Riduzione più marcata: a Barletta, con una diminuzione del -9%.
- Cali importanti: si sono visti anche a Milano e Venezia (entrambe -5%), Firenze (-4%) e Bologna (-3%).
- Altre contrazioni: Roma, Palermo, Torino e Cagliari hanno registrato un calo del -2%.
- Leggeri aumenti: si sono registrati solo in poche città, come Como (+2%), Lucca, Brescia e Belluno (+1%).
La città più accessibile per l’acquisto di una casa rimane Biella, con un tasso di sforzo di appena il 6%.
Cresce l’impegno economico per l’affitto:
Il peso dei canoni di locazione, sulle finanze familiari, si fa sempre più sentire.
Massa si conferma la città più onerosa, dove il canone di locazione assorbe ben il 57% del reddito familiare.
Seguono grandi centri urbani come Milano, Roma e Napoli, tutti con un tasso di sforzo del 38%, e Venezia con il 37%.
Anche Como (36%), Firenze (35%) e Bolzano (33%) superano ampiamente la media nazionale, confermando una pressione elevata sui mercati delle locazioni.
Variazioni annuali del tasso di sforzo:
- Maggiori contrazioni: si sono registrate a Vicenza e Ravenna (entrambe con un calo del -10%), seguite da Latina e Rimini (-7%).
- Aumenti più marcati: si sono verificati a Massa (+10%), Grosseto (+7%) e Bolzano (+5%).
- Andamento grandi città: si osserva una diminuzione a Napoli (-3%), Firenze, Bologna (-2%) e Milano (-1%), mentre a Roma l’aumento è stato più contenuto (+1%).
Analisi a livello provinciale:
Anche a livello provinciale emergono tendenze simili:
- Per l’acquisto: la Provincia di Bolzano è l’area più onerosa (37%), seguita dalle province di Savona, Imperia e Rimini (30%).
La Provincia di Roma si attesta al 22%, mentre la Provincia di Biella si conferma la più accessibile con solo il 5% del reddito familiare destinato al mutuo. - Per l’affitto: 23 province superano la soglia del 31% del reddito, con la Provincia di Belluno (60%) e la Provincia di Aosta (52%) che registrano i valori più alti.
Le province di Milano (43%) e Roma (39%) mostrano anch’esse un impegno economico molto elevato.
Tendenze di mercato e lettura dei dati:
I dati del secondo trimestre 2025 delineano un mercato immobiliare italiano a due velocità, con un crescente onere per l’affitto e una maggiore sostenibilità per l’acquisto.
Questa forbice segnala una pressione continua sul mercato delle locazioni, probabilmente alimentata da una domanda che fatica a trovare sbocco nell’acquisto, a fronte di un mercato della compravendita che mostra segnali di assestamento.
È fondamentale sottolineare, per una corretta interpretazione, che l’analisi si basa sui canoni di locazione e prezzi di vendita richiesti negli annunci pubblicati sul portale e, di conseguenza, i valori effettivi presi in considerazione non sono quelli delle reali transazioni.
Questo rende lo studio, quindi, uno strumento efficace non tanto per misurare l’ effettivo andamento dei valori di scambio, quanto per cogliere con tempestività le tendenze e il sentiment del mercato.
Offrendo una preziosa fotografia delle intenzioni di venditori e locatori, in grado di anticipare le possibili traiettorie future del settore.
Fonte: Idealista – 29 luglio 2025