MERCATO IMMOBILIARE: aumento delle compravendite (+6,6%), dei prezzi (+4,3%) e dei mutui (+18,8%), nel 2025

MERCATO IMMOBILIARE: aumento delle compravendite (+6,6%), dei prezzi (+4,3%) e dei mutui (+18,8%), nel 2025

Il 2025 archivia alcuni anni di incertezza, restituendoci un mercato immobiliare italiano in forte espansione, con famiglie che sono tornate ad acquistare e le banche a erogare mutui.
L’analisi dei Dati Statistici Notarili (DSN), pubblicato dal Consiglio Nazionale del Notariato, infatti, restituisce la fotografia di un “sistema Paese” capace di assorbire gli shock inflattivi e le rigidezze passate, trovando un nuovo e solido punto di equilibrio:

I Numeri Chiave del Mercato 2025

  • Compravendite
    Abitazioni Vendute
    676.538

    634.498 nel 2024

    Un mercato guidato dalla voglia di “Prima Casa”, che da sola assorbe il 65% degli acquisti totali grazie agli sconti fiscali statali.

  • Variazione Tendenziale
    Trend Compravendite
    +6,6%

    Su base annua

    Il mercato delle abitazioni registra un’espansione decisa rispetto all’anno precedente, consolidando definitivamente il trend di ripresa.

  • Prezzi e Valore
    Crescita dei Valori
    +4,3%

    Sul 2024

    Oltre all’aumento delle compravendite, si registra un innalzamento generalizzato dei prezzi delle case a livello nazionale.

l valore complessivo delle transazioni ha superato i 145 miliardi di euro, con una crescita di oltre 6 miliardi rispetto al 2024.
Nel passaggio tra il primo e il secondo semestre, inoltre, a fronte di un aumento delle compravendite del +4,68%, i capitali utilizzati sono cresciuti a velocità quasi tripla, segnando un +12,2% (con un’iniezione di oltre 8,3 miliardi di euro aggiuntivi), con un’asimmetria che è il sintomo matematico di un innalzamento progressivo dei prezzi medi.

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Durata 5m 58s 13 maggio 2026
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Il comparto residenziale: il ritorno della fiducia

Il settore abitativo si conferma la vera spina dorsale dell’attività notarile, consolidando la ripresa già abbozzata nel corso del 2024.
Il vero motore propulsivo di questo segmento resta l’agevolazione fiscale per la “Prima Casa“, che ha interessato 437.305 compravendite (+7,5%), coprendo circa il 65% del totale delle transazioni residenziali.

Si conferma la schiacciante prevalenza degli scambi tra soggetti privati, che assorbono l’89,42% del mercato totale. Le compravendite di prime case tra privati, inoltre, crescono dell’+11,57%, mentre si registra una contrazione fisiologica degli acquisti direttamente dalle imprese costruttrici (-18,48%), fortemente limitati dalla disponibilità di nuovo stock immobiliare e dall’aumento dei costi di acquisto.

La grande differenza: comprare l’usato o il nuovo?

Oggi il mercato è spaccato in due. Acquistare una casa usata direttamente da un privato ha un costo, mentre comprare una casa appena costruita (o totalmente riqualificata) da un’impresa edile richiede un budget molto più alto, principalmente a causa dei rincari sui materiali e del maggior valore degli immobili in classe energetica elevata:

Segmento Le dinamiche del mercato 2025 Prezzo medio
Prima casa da Privato La scelta numero uno per la famiglia media italiana (circa l’89% del mercato totale). Più dei tre quarti delle compravendite (il 76,4%) si conclude spendendo meno di 200.000 euro. È il segmento delle case che, quasi sempre, richiedono qualche intervento di ristrutturazione. 125.000 euro
Prima casa da Impresa I prezzi qui decollano. Chi compra il nuovo lo fa per avere case in classe energetica elevata, con consumi vicini allo zero. Questo spinge quasi metà del mercato (il 47,7%) nella fascia di spesa compresa tra 200.000 e 400.000 euro. 262.500 euro
Seconda casa da Privato Chi acquista una seconda abitazione punta spesso al risparmio, cercando occasioni in borghi storici o zone di provincia. Il 68,5% degli acquisti avviene spendendo meno di 99.000 euro. Discorso a parte per il segmento degli immobili di lusso, che resta vivissimo nelle mete esclusive. < 99.000 euro

Il ritorno del credito: erogazioni in crescita del +18,8%

Se le compravendite mostrano una crescita solida, è il comparto del credito a registrare un vero e proprio boom. Dopo il biennio di forte contrazione causato dal rialzo verticale dei tassi di interesse imposto dalla BCE, il 2025 segna un adattamento sistemico al nuovo costo del denaro e un allentamento delle maglie creditizie da parte degli istituti bancari.
Il vero indicatore della salute dell’intero settore è il credito. Dopo mesi difficili causati dall’impennata dei tassi d’interesse, nel 2025 gli italiani hanno ripreso a finanziare le proprie case:

Totale erogazioni per i mutui casa
75,6 Miliardi €
Una crescita del +30,4% rispetto al 2024.

I numeri assoluti delineano una ripresa vertiginosa, con 404.530 finanziamenti erogati (+18,8%).
Di particolare interesse è la lettura combinata dei volumi e dei capitali: l’aumento percentuale delle somme erogate (+30,4%) è quasi il doppio dell’aumento del numero di mutui. Questo fenomeno si traduce in un innalzamento drastico dell’importo medio del singolo mutuo, che sale a 195.227 euro (+9,5% rispetto ai 178.247 euro del 2024).

Questo riflette l’aumento dei listini immobiliari e una rinnovata capacità reddituale delle famiglie di sostenere rateazioni più corpose. Le operazioni riguardano quasi esclusivamente nuovi mutui per acquistare casa (quasi il 95%).
Per quanto riguarda l’importo dei mutui, la fascia medio-alta si conferma la più rappresentativa del mercato: i finanziamenti compresi tra 100.000 e 149.999 euro coprono il 33,05% del totale, seguiti dalla fascia 50.000-99.999 euro (28,03%). Rimangono limitate le operazioni di importo inferiore ai 50.000 euro (2,86%) e quelle superiori ai 500.000 euro (2,61%), segno che l’innalzamento dei tassi continua ad agire da calmiere soprattutto sugli investimenti di importo più elevato.

Le surroghe, cioè chi sposta il vecchio mutuo in una nuova banca, rimangono ferme ad appena il 4,5% del totale delle tipologie di finanziamento (18.616 atti, in sostanziale tenuta rispetto al 4,8% registrato nel 2024).
Un segnale che i tassi attuali sono stabili, ma non ancora così bassi da spingere molti a rinegoziare i contratti passati.

Chi compra casa? I giovani salvano il mercato, il Nord domina

Oltre ai numeri puramente economici, i notai registrano con esattezza l’età di chi compra e in quale regione viene firmato l’atto. Ne emerge una fotografia nitidissima delle forze che spingono il settore in Italia.

  • La rivincita dei giovani (under 35)I giovani sono il vero motore del settore immobiliare. Le persone tra i 18 e i 35 anni rappresentano il 25,6% di tutti gli acquirenti e, dato ancora più impressionante, stipulano quasi il 41% di tutti i mutui italiani (oltre 192.000 prestiti). Le agevolazioni fiscali funzionano e permettono alle nuove generazioni di accedere alla proprietà. Segue la fascia 36-45 anni, che copre il 29,59% delle operazioni.
    Sotto il profilo del genere, si registra una prevalenza maschile con un rapporto di mascolinità di 109,05.
    Chi vende, invece, appartiene soprattutto alle fasce più mature (il 27% dei venditori ha tra i 56 e i 65 anni).
  • Il Nord gestisce la ricchezzaLa geografia degli acquisti è sbilanciata. Il Nord Italia assorbe da solo oltre il 53% degli scambi immobiliari e più del 58% del credito erogato. La Lombardia si conferma la super-potenza nazionale: in questa regione si concentra quasi il 20% di tutte le vendite italiane e il 23% dei mutui, seguita dagli ottimi numeri di Piemonte, Lazio ed Emilia Romagna.
  • La propensione all’indebitamento localeSe smettiamo di guardare i grandi numeri e analizziamo invece l’incidenza sulla popolazione locale, scopriamo che il Friuli-Venezia Giulia è la regione con la maggiore predisposizione al mutuo in Italia, con oltre mille nuovi finanziamenti ogni 100.000 abitanti, staccando per vivacità di investimenti anche Lombardia e Veneto.

Il calendario del mattone: quando gli italiani comprano casa

L’analisi temporale delle compravendite conferma una spiccata ciclicità del mercato, strettamente legata alle scadenze sociali e fiscali del Paese.
Le compravendite si concentrano con maggiore intensità nel secondo semestre, che assorbe il 51,34% delle transazioni totali (747.670 atti, contro i 708.763 della prima metà dell’anno).

Questa asimmetria è guidata da due mesi che, storicamente, registrano veri e propri picchi di iper-attività contrattuale:

Periodo di riferimento Volume compravendite Incidenza sulle vendite Incidenza sui mutui
Luglio (picco massimo) 161.146 11,06% 11,20%
Dicembre (rush di fine anno) 154.170 10,59% 9,39%
Agosto (minimo fisiologico) 44.137 3,03% 2,97%

Il mese di luglio domina incontrastato il mercato, rappresentando da solo oltre l’11% dell’intero anno sia per le transazioni immobiliari che per l’erogazione dei mutui, seguito da dicembre, che chiude l’anno con oltre 154.000 compravendite.
All’estremo opposto, agosto si conferma il mese di totale stasi, con i volumi che crollano fisiologicamente intorno al 3%.

La sovrapposizione millimetrica tra i picchi delle compravendite e quelli dei mutui (Luglio e Dicembre) dimostra che il mercato italiano è totalmente dipendente dal credito bancario.
L’accelerazione di luglio è dettata dalla volontà delle famiglie di chiudere le pratiche prima della pausa feriale e dell’inizio dell’anno scolastico, mentre il rush di dicembre è storicamente guidato dalla necessità di concludere le transazioni prima della chiusura dell’anno fiscale, per beneficiare di agevolazioni o esigenze di chiusura dei bilanci aziendali.

Fonte: Consiglio Nazionale del Notariato – 12 maggio 2026

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