MERCATO IMMOBILIARE: la fascia 31-40 anni domina tra gli acquirenti, il 50% dei venditori è over 60

MERCATO IMMOBILIARE: la fascia 31-40 anni domina tra gli acquirenti, il 50% dei venditori è over 60

Il mercato residenziale è molto più di un semplice aggregato di compravendite, rappresentando anche un sismografo della nostra struttura sociale.
I passaggi di proprietà, infatti, mappano con precisione il trasferimento della ricchezza, le necessità abitative e il potere d’acquisto delle diverse generazioni.

Analizzando il profilo dei soggetti che, in qualità di acquirenti o venditori, sono intervenuti nella compravendita di abitazioni, i dati elaborati dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate nel Rapporto 2026 sul settore residenziale, rilevano che sono stati circa 2,4 milioni nel 2025, per il 56% in qualità di venditori e per il restante 44% in quella di acquirenti.
Delineando un ecosistema dominato dalle famiglie, dove la natura giuridica, l’età e l’accesso al credito definiscono le relative regole d’ingaggio.

Ascolta la sintesi Podcast!
Durata 1m 56s 22 maggio 2026
Live

Volume Soggetti interessati👥
2,4 Mln
Individui e società coinvolti attivamente in transazioni residenziali nell’ultimo anno.
Soggetti Venditori📉
56%
Quota predominante del mercato, spinta dalla necessità di liquidità o riallocazione dei capitali.
Soggetti Acquirenti📈
44%
Componente guidata soprattutto dalle generazioni in fase di consolidamento familiare.

Il dominio incontrastato delle famiglie:

Il settore residenziale italiano si conferma un mercato guidato in modo schiacciante dall’economia familiare, relegando gli operatori istituzionali o societari a un ruolo di supporto funzionale.
Esaminando le compravendite, il 96% degli acquisti è finalizzato da Persone fisiche, contro un 4% ascrivibile a Persone Non fisiche (società, fondi, enti).
Sul versante dell’offerta, invece, la situazione è speculare ma con una sfumatura strategica: il 94% di chi vende è una Persona Fisica, mentre le Persone Non Fisiche si attestano al 6%.

Il ciclo vitale del mattone:

Restringendo il perimetro di analisi alle sole persone fisiche, emerge la perfetta specularità anagrafica tra chi compra e chi vende, con un mercato immobiliare che agisce come un vero e proprio nastro trasportatore che mobilita capitali e asset dalle generazioni più mature verso quelle più giovani, assecondando i cicli di vita familiari.

Come vedremo, oltre la metà di chi ha ceduto un immobile (il 50,5%), ha superato i 60 anni di età:

Identikit del Venditore

  • Fino a 30 anni: 2,6%
  • 31 – 40 anni: 8,3%
  • 41 – 50 anni: 14,4%
  • 51 – 60 anni: 24,2%
  • 61 – 70 anni: 25,9%
  • Oltre 70 anni: 24,6%

Identikit dell’Acquirente

  • Fino a 30 anni: 15,3%
  • 31 – 40 anni: 26,6%
  • 41 – 50 anni: 21,9%
  • 51 – 60 anni: 18,6%
  • 61 – 70 anni: 12,1%
  • Oltre 70 anni: 5,5%

I dati evidenziano come quasi il 50% della domanda (il 48,5%) si concentri nella fascia vitale tra i 31 e i 50 anni.
Tuttavia, per comprendere l’impatto economico di questi spostamenti, è fondamentale mappare le età anagrafiche sulle rispettive coorti generazionali:

Coorte Generazionale Quota Acquirenti Quota Venditori
Millennials (1981 – 1995) 38,2% 13,6%
Generazione X (1966 – 1980) 29,7% 30,9%
Baby Boomers (1946 – 1965) 18,1% 43,6%
Generazione Z (Dopo il 1995) 12,9% 2,2%
Silent Generation (Prima 1945) 1,1% 9,7%
Driver del mercato Millennials e Gen X (67,9%) Baby boomers (43,6%)

L’analisi generazionale è inequivocabile: i Baby boomers (1946 – 1965) dominano l’offerta, con motivazioni che spaziano dal downsizing per esigenze di gestione, alla liquidazione di asset ereditati, fino alla necessità di supportare economicamente le generazioni successive.
Dall’altra parte, i Millennials si confermano il motore assoluto della domanda (38,2%), guidati dalla necessità di stabilizzazione abitativa e familiare.

Anatomia del capitale: leva finanziaria vs liquidità

L’elemento più affascinante dell’analisi emerge incrociando l’età con lo strumento di acquisto, che evidenzia come esista una correlazione inversamente proporzionale formidabile tra l’avanzamento anagrafico e la dipendenza dalle banche.
Il mercato immobiliare del nostro Paese è letteralmente diviso in due emisferi finanziari, le cui dinamiche definiscono chi ha il reale potere negoziale:

I due motori del potere d’acquisto

01
Il mercato del debito (mutui)

Isolando il 100% degli acquisti avvenuti con iscrizione ipotecaria, si nota una forte concentrazione giovanile. La fascia 31-40 anni assorbe il 39,1% dei mutui, seguita dai 41-50 anni (23,9%) e dagli under 30 (21,5%). Man mano che l’età avanza, l’accesso al credito crolla: la fascia 51-60 anni pesa per il 12,0%, i 61-70 anni il 3,2%, e gli over 70 si fermano a un fisiologico 0,3%.

02
Il mercato della liquidità (capitali propri)

Prendendo in esame il 100% delle transazioni concluse senza mutuo (in contanti), il baricentro si sposta bruscamente. La fascia 51-60 anni domina i cash buyers con il 24,1%, tallonata dai 41-50 anni (20,3%) e dai 61-70 anni (19,4%). Le fasce più giovani, prive di capitali stratificati, arretrano: i 31-40 anni valgono il 16,1%, gli under 30 solo il 10,1%, mentre i patrimoniati over 70 rappresentano il 10,0% del totale.

L’ecosistema circolare del mercato:

Il quadro sociologico ed economico che emerge da questa analisi fotografa un Paese che viaggia su due binari finanziari perfettamente interdipendenti.
Se da un lato abbiamo osservato l’energia vitale delle generazioni più giovani, che fanno necessariamente leva sul credito bancario per assorbire l’offerta e costruire il proprio nucleo abitativo, dall’altro assistiamo alle manovre di consolidamento e riallocazione patrimoniale della fascia demografica più matura.

Con un mercato di sostituzione, nel quale si vende un immobile sovradimensionato per riversare la liquidità netta in uno più consono alle nuove esigenze o di impiegare i risparmi di una vita per proteggere il capitale dall’inflazione.
In entrambi i casi, confermando la natura del settore residenziale come porto sicuro dei propri capitali.

Fonte: RAPPORTO IMMOBILIARE 2026 | Il settore residenziale – 21 maggio 2026

OMI: quasi 767.000 abitazioni compravendute nel 2025 (+6,4%), con maggiore ricorso ai mutui (+18,3%)