
Nel rapporto di novembre 2024 “L’economia italiana in breve” della BANCA D’ITALIA, sono raccolte le principali sintesi mensili sugli indicatori dell’economia italiana, tra cui crescita economica, PIL, inflazione, occupazione, produzione industriale, finanza pubblica, mercati finanziari, esportazioni ed altri interessanti indicatori macroeconomici.
Tra questi, vi è anche un’analisi dettagliata sull’andamento delle compravendite e dei prezzi delle abitazioni in Italia, riassunta in uno specifico grafico che ne evidenzia l’andamento dal 2006.
Questa analisi permette di esplorare le principali tendenze del mercato immobiliare, con un’attenzione particolare alle fluttuazioni economiche e agli eventi che hanno influenzato il settore negli ultimi due decenni. Con tre indicatori principali, tutti indicizzati a base 2015=100:
- il prezzo nominale delle abitazioni (linea rossa);
- il prezzo reale corretto per l’inflazione (linea con cerchi);
- il numero di compravendite (linea blu).
Metodologia di analisi dei dati: I prezzi delle abitazioni sono stati deflazionati tramite l’indice dei prezzi al consumo, offrendo una visione realistica del valore delle abitazioni in termini di potere d’acquisto. Il numero di compravendite è stato corretto per la stagionalità e gli effetti di calendario, per evitare distorsioni dovute a variazioni periodiche e occasionali. Questa combinazione di dati rende il grafico un’interessante strumento per comprendere alcune delle dinamiche del mercato immobiliare italiano.
Sintesi dei punti chiave: L’analisi evidenzia le seguenti tendenze nel mercato immobiliare italiano:
- Andamento dei prezzi: i prezzi nominali delle abitazioni sono rimasti relativamente stabili dal 2015, con una leggera ripresa a partire dal 2020. Tuttavia, i prezzi reali, che tengono conto dell’inflazione, mostrano una riduzione più significativa, riflettendo una diminuzione del potere d’acquisto delle abitazioni.
- Compravendite: dopo una marcata flessione tra il 2006 e il 2013 dovuta alla crisi economica, il numero di compravendite ha mostrato una ripresa dal 2014. Tuttavia, si è osservata una diminuzione dal 2022 al 2024, influenzata dall’aumento dei tassi di interesse e dai cambiamenti nelle preferenze abitative post-pandemia.
- Prospettive future: il mercato immobiliare attuale appare in una fase di assestamento, con una domanda moderata e prezzi nominali in lieve aumento, con dinamiche future che dipenderanno dalle politiche economiche e dall’evoluzione dei tassi di interesse.
Prezzi nominali e reali delle abitazioni: I prezzi delle abitazioni (linea rossa) mostrano un andamento stabile per gran parte del periodo considerato, con un leggero calo subito dopo la crisi finanziaria del 2008-2009 e una stabilizzazione intorno al 2015. La curva dei prezzi reali (linea con cerchi), che tiene conto dell’inflazione, evidenzia invece un calo più marcato del valore reale delle abitazioni, segnalando, nonostante una stabilità apparente in termini nominali, una perdita del potere di acquisto.
Dal 2020, si osserva una lenta ripresa dei prezzi nominali, indicativa di una domanda rinnovata o di un cambiamento nelle dinamiche del mercato post-pandemia. Tuttavia, la discrepanza tra i prezzi nominali e quelli reali suggerisce che l’inflazione abbia eroso il valore effettivo delle abitazioni.
Numero di compravendite: La linea blu, che rappresenta il numero di compravendite, evidenzia un andamento discendente piuttosto netto dal 2006 al 2013, in un periodo caratterizzato dalla crisi economica globale e dalla successiva crisi del debito sovrano europeo. Durante questi anni, molte famiglie italiane hanno affrontato difficoltà economiche, riducendo la domanda immobiliare.
Dal 2014, si nota una graduale ripresa delle compravendite, segno di una ripresa economica e di un rinnovato interesse per il mercato immobiliare. Tuttavia, il picco registrato tra il 2020 e il 2022 è stato seguito da una flessione dovuta principalmente agli effetti della pandemia da COVID-19, che ha alterato temporaneamente le preferenze abitative, con una maggiore domanda di spazi all’aperto o di abitazioni fuori dai centri urbani.
Le dinamiche recenti: Negli anni dal 2022 al 2024, si è osservata una riduzione del numero di compravendite rispetto ai massimi raggiunti durante la pandemia, influenzata dall’aumento dei tassi di interesse, che ha reso i mutui più costosi e limitato la capacità di acquisto, soprattutto per i giovani acquirenti della prima casa. Questo ha portato ad un rallentamento del mercato, soprattutto per gli acquirenti della prima casa.
Allo stesso tempo, il leggero aumento dei prezzi nominali nel 2023-2024 potrebbe riflettere una domanda stabile nelle aree più richieste o l’incremento dei costi di costruzione. Tuttavia, il limitato aumento dei prezzi reali suggerisce che il mercato non stia attraversando un vero boom, bensì una fase di equilibrio tra domanda e offerta, condizionata dalle difficoltà di accesso al credito.
Le prospettive future: Il mercato attuale si presenta, quindi, in una fase di assestamento, con prezzi nominali in leggero aumento ed una moderata domanda causata anche dagli elevati tassi di interesse. Il futuro del mercato dipenderà ovviamente dalla loro evoluzione e dalle politiche economiche, che influenzeranno fortemente le capacità di acquisto.
L’impatto delle politiche fiscali: Le politiche fiscali, come le detrazioni fiscali per l’acquisto della prima casa e gli incentivi per le ristrutturazioni edilizie, hanno dimostrato di facilitare l’accesso alla proprietà abitativa, specialmente per giovani coppie e famiglie a basso reddito. Questi strumenti possono aumentare la domanda di immobili, contribuendo a una ripresa del mercato e – anche se l’efficacia di tali politiche può essere limitata – il loro mancato rinnovo o ampliamento potrebbe portare ad una nuova fase di stagnazione.
Il ruolo dei tassi di interesse: Il potenziale abbassamento dei tassi di interesse potrebbe riattivare la domanda di mutui e stimolare ulteriormente il mercato. Tuttavia, senza fondamentali economici solidi, il mercato potrebbe rimanere vulnerabile a fluttuazioni future, con una crescita come sempre dipendente dalla capacità di bilanciare regolamentazioni e incentivi per promuovere un ambiente favorevole all’acquisto ed agli investimenti.
Fonte: BANCA D’ITALIA – L’economia italiana in breve, n. 11 – novembre 2024
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