
Le condizioni di finanziamento più favorevoli stanno avendo un impatto positivo sulla domanda interna dell’Area euro, con un’eco particolare nel mercato delle abitazioni.
La recente analisi – contenuta nel Bollettino Economico n. 5/2025 della Banca Centrale Europea (BCE) – ha offerto una visione chiara dello stato di salute dell’economia delle famiglie europee e delle sue prospettive future, attraverso l’esame delle dinamiche in atto nel settore abitativo e nel mercato dei mutui ipotecari.
Questa pubblicazione, rilasciata otto volte l’anno, offre una dettagliata disamina della situazione economica e monetaria dell’area dell’euro, rappresentando una fonte autorevole per comprendere le dinamiche macroeconomiche e l’effetto delle decisioni di politica monetaria.
Crescita degli investimenti in edilizia residenziale:
Nel primo trimestre del 2025, gli investimenti nel settore dell’edilizia residenziale hanno registrato un aumento, interrompendo un lungo periodo di calo iniziato nel 2022.
I dati mostrano una crescita dello +0,7% rispetto al +0,1% del trimestre precedente.
Gli indicatori suggeriscono che questa ripresa sia proseguita anche nel secondo trimestre, come evidenziato dai seguenti fattori:
- Aumento della produzione nel settore delle costruzioni, che tra aprile e maggio ha superato del +1,7% i livelli del primo trimestre.
- Miglioramento dell’accessibilità economica delle abitazioni, grazie a condizioni di finanziamento più vantaggiose e alla ripresa dei redditi.
- Vivace domanda di mutui per l’acquisto di case, come rilevato dall’indagine sul credito bancario di luglio.
Tuttavia, il modesto incremento delle concessioni edilizie residenziali e il peggioramento delle valutazioni delle imprese edili sugli ordini, indicano prospettive di crescita ancora moderate.
Si prevede, infatti, che gli investimenti manterranno una traiettoria di moderata ripresa.
Andamento dei tassi sui mutui ipotecari:
A maggio 2025, il tasso di interesse medio sui nuovi mutui ipotecari nell’area euro è rimasto pressoché stabile al +3,3%, un valore di circa 80 punti base inferiore al picco di novembre 2023.
Parallelamente, i tassi sui prestiti in essere per l’acquisto di abitazioni sono rimasti stabili al +2,4% e, nello stesso mese, la crescita dei mutui è aumentata al +2,0%.
Questo andamento riflette le differenze nei periodi di determinazione dei tassi: per quelli fino a cinque anni i tassi risultano in calo, mentre sono in aumento per i periodi più lunghi.
Per quanto riguarda l’Italia, il bollettino mostra che il paese si posiziona con tassi sui mutui ipotecari leggermente inferiori alla media dell’area euro, seguendo comunque un andamento complessivo molto simile.
Dinamica dei prestiti alle famiglie in Italia:
Analizzando la crescita dei prestiti concessi alle famiglie, i dati evidenziano una particolarità per l’Italia.
Rispetto alla media dell’area euro e ad altri grandi paesi come la Germania, infatti, la dinamica della crescita dei prestiti alle famiglie appare più contenuta.
Nonostante la crescita dei mutui per la casa, infatti, la ripresa complessiva dei prestiti alle famiglie mostra segnali di rallentamento, indicando un ritmo di espansione del credito per l’acquisto di abitazioni più moderato.
Criteri di concessione e domanda di credito:
Nel secondo trimestre del 2025 si è registrato un lieve irrigidimento dei criteri per la concessione di mutui per l’acquisto di abitazioni, sebbene la quota di richieste respinte sia rimasta sostanzialmente invariata.
Le banche si attendono un leggero allentamento nel trimestre successivo.
Nonostante ciò, la domanda di mutui è aumentata in modo significativo, sostenuta principalmente da:
- Il calo dei tassi di interesse.
- Il miglioramento delle prospettive del mercato immobiliare.
- Un aumento della fiducia dei consumatori.
Le banche prevedono che la domanda continuerà a crescere significativamente nel terzo trimestre, con le famiglie che si attendono un lieve allentamento dell’accesso al credito nei prossimi dodici mesi.
Impatto dei cambiamenti climatici sui mutui:
Negli ultimi dodici mesi, i rischi climatici hanno influenzato le condizioni creditizie.
Le banche hanno segnalato che i criteri di concessione sono stati allentati per gli edifici con elevate prestazioni energetiche e, al contrario, irrigiditi per quelli a bassa prestazione.
Il rischio fisico del settore immobiliare, è stato un fattore chiave per questo inasprimento.
Di conseguenza, la domanda di prestiti è risultata positiva per gli immobili ad alta efficienza e negativa per quelli a bassa efficienza.
Gli investimenti per la riqualificazione energetica sono stati un motore chiave, mentre l’incertezza sulla normativa futura ha agito da freno.
Dinamica dei canoni di locazione:
Il Bollettino Economico della BCE classifica la spesa per le abitazioni, inclusa la locazione, come una spesa essenziale per le famiglie, sottolineandone l’impatto diretto sul bilancio domestico.
L’analisi dei dati sull’inflazione nell’area euro rivela un aumento costante e significativo dei canoni di affitto.
Sebbene il documento non fornisca una disaggregazione specifica per l’Italia, la tendenza generale a livello europeo indica una chiara pressione al rialzo.
Le variazioni percentuali annue dei costi di locazione per l’area euro sono state: +1,7% nel 2022, +2,7% nel 2023, +2,9% nel 2024, con una proiezione che si mantiene su un +2,9% nel primo trimestre del 2025 e sale al +3,0% nel secondo.
Questo scenario suggerisce una pressione crescente e continua sui bilanci delle famiglie che vivono in affitto in tutta l’eurozona.
Un mercato immobiliare in delicato equilibrio:
L’analisi dei dati sul mercato abitativo dell’area euro per il 2025 delinea un quadro di delicata ripresa, caratterizzato da una chiara dicotomia.
Da un lato, l’allentamento, seppur cauto, della politica monetaria agisce come catalizzatore, stimolando una domanda di mutui robusta e sostenendo la ripresa degli investimenti residenziali.
Questo segnala un ritorno di fiducia da parte delle famiglie, che interpretano le condizioni di finanziamento più stabili come un’opportunità per l’acquisto.
D’altro canto, questa spinta dal lato della domanda è frenata da fattori significativi: i tassi di interesse, sebbene in calo, rimangono su livelli storicamente più elevati, erodendo il potere d’acquisto, mentre i criteri di concessione del credito da parte delle banche restano prudenti.
A complicare lo scenario interviene la dinamica inflazionistica dei canoni di locazione, in costante e decisa ascesa.
Questo fenomeno non solo erode la capacità di risparmio delle famiglie in affitto, potenziali acquirenti futuri, ma introduce anche una pressione strutturale che potrebbe mantenere alta la domanda di acquisto come alternativa all’affitto.
Il quadro dell’Italia, con una crescita dei prestiti più contenuta e un debito pubblico che si attesta al 137,9% del PIL, esemplifica come le vulnerabilità macroeconomiche nazionali possano frenare la trasmissione degli impulsi positivi.
In sintesi, il mercato si trova in un equilibrio precario, nel quale la sua resilienza futura dipenderà dalla capacità delle politiche monetarie di tradursi in un reale e sostenibile miglioramento dell’accessibilità economica per un’ampia platea di famiglie.
Fonte: BCE – 7 agosto 2025