ISTAT: aumento tendenziale (+8,7%) e congiunturale (+1,5%) delle compravendite, nel primo trimestre 2025

ISTAT: aumento tendenziale (+8,7%) e congiunturale (+1,5%) delle compravendite immobiliari, nel primo trimestre 2025

Secondo quanto comunicato oggi dall’ISTAT, nel primo trimestre 2025 sono state registrate oltre 228.000 convenzioni notarili di compravendita e atti traslativi a titolo oneroso, con un incremento del +1,5% rispetto al trimestre precedente e del +8,7% su base annua.
I dati riguardano tutti i contratti stipulati alla presenza di un notaio (rogiti, ma anche permute o cessioni di usufrutto), per il trasferimento di proprietà immobiliare a fronte di un corrispettivo economico.

Il mercato ha confermato quindi una dinamica espansiva nel periodo in esame, con un’accelerazione trainata esclusivamente dal comparto abitativo (+9,5%), vista la lieve flessione del settore economico (-0,5%).
Un quadro complessivamente positivo, sostenuto da una forte ripresa dell’accesso al credito.

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Analisi dei volumi complessivi:

Entrando nel dettaglio numerico, il trimestre si è chiuso esattamente con 228.623 transazioni. La ripartizione ha visto il settore abitativo dominare con il 93,8% del mercato (214.545 scambi), mentre il settore economico (negozi, uffici, produttivo) si è fermato al 5,8% (13.311 transazioni).

Tuttavia, scendendo in profondità nei dati territoriali, emerge un trend in controtendenza molto interessante: mentre il Centro (-8,7%) e il Nord-est (-4,8%) vedono crollare le transazioni commerciali, il Sud registra una performance sorprendente con una crescita del +9,3% nel comparto economico.
Questo dato suggerisce una vivacità imprenditoriale o un riposizionamento degli asset commerciali nel Mezzogiorno, che non trova riscontro nel resto della penisola.

La distribuzione della crescita residenziale conferma un marcato divario geografico, con il Nord che funge da locomotiva, mentre il Centro Italia vive una fase di stallo.

Queste le variazioni annuali:

  • Nord-ovest: +17,2% (Leader nazionale).
  • Nord-est: +13,2%.
  • Isole: +6,9%.
  • Sud: +6,1%.
  • Centro: -4,0%.

Analizzando i dati disaggregati per regione, emerge con forza il ruolo trainante della Lombardia. Con 52.455 convenzioni totali, infatti, la regione genera da sola quasi il 23% dell’intero volume nazionale, superando per numero di transazioni l’intera area del Nord-est (46.983) e staccando nettamente la seconda regione in classifica, il Piemonte (20.597).

Nel resto d’Italia si osservano dinamiche competitive interessanti:

  • La sfida del Nord-Est: testa a testa serrato tra Veneto (18.887) ed Emilia-Romagna (18.780), che mostrano volumi pressoché identici.
  • Il sorpasso al Centro: nonostante la presenza della Capitale, la Toscana (14.449 transazioni) supera il Lazio (14.303) per volume complessivo di scambi, confermandosi un mercato estremamente liquido e attrattivo.
  • Il podio del Sud e Isole: la Sicilia domina l’area insulare con 15.630 transazioni. Nel Mezzogiorno peninsulare, la leadership è contesa tra Puglia (14.371) e Campania (13.652), le uniche regioni meridionali a superare la soglia delle 10.000 unità scambiate.

Il dato più eclatante del trimestre riguarda il ritorno prepotente dei mutui, con 88.820 convenzioni e un incremento su base annua del +31,5% (dato grezzo).
La ripresa è trainata dal Nord-ovest (+40,5%), coerentemente con il boom delle vendite.

È però interessante notare l’anomalia dell’area Centro, dove le compravendite abitative calano del -4,0%, mentre i mutui erogati crescono del +13,2%.
Evidenziando come, sebbene si vendano meno case, chi acquista dipenda molto di più dal supporto bancario rispetto al passato, o che è in atto una significativa attività di surroga e rinegoziazione del debito esistente, non direttamente collegata a nuove compravendite.

Per interpretare correttamente i dati è fondamentale distinguere quelli comunicati da ISTAT-Notariato rispetto alle rilevazioni registrate con carenza periodica dall’Agenzia delle Entrate (OMI).
Le differenze, infatti, non sono solo formali, ma sostanziali:

  • Metodo di calcolo (convenzioni vs NTN): ISTAT conta le “convenzioni notarili” con una logica a soglia, che vede il trasferimento di una quota di proprietà pari o superiore al 50% essere conteggiato statisticamente come una intera unità (50% = 1).
    Al contrario, l’OMI utilizza il NTN (Numero Transazioni Normalizzate), un’unità di misura ponderata che somma le quote reali e che considera la vendita del 50% di un immobile valere esattamente 0,5 NTN (50% = 0,5).
  • Copertura geografica: basandosi sull’atto notarile al momento della firma, l’ISTAT copre il 100% del territorio nazionale.
    I dati OMI, invece, derivando dalle note di trascrizione, escludono storicamente le aree gestite col sistema del “Catasto Tavolare” (province di Trento, Bolzano e alcune zone del Friuli-Venezia Giulia), creando una discrepanza nel totale.

Infine, una precisazione essenziale sulle percentuali di crescita indicate:

  • Dato grezzo (+8,7%): è il numero reale e fisico degli atti stipulati.
    È l’unico indicatore corretto per i confronti annuali (andamento tendenziale), poiché paragona due periodi che condividono la stessa stagionalità.
  • Dato destagionalizzato (+1,5%): è un valore rielaborato matematicamente per eliminare gli “effetti calendario” (ferie, festività, numero di giorni lavorativi).
    È indispensabile per i confronti trimestrali (trend congiunturale), permettendo di capire se il mercato sta accelerando o frenando rispetto ai tre mesi precedenti, al netto del periodo dell’anno.

Fine dell’attesa, ritorna la liquidità:

I dati del primo trimestre 2025 certificano la fine della fase di attesa strategica, che aveva congelato il mercato nel biennio precedente.
La correlazione diretta tra l’esplosione dei mutui (+31,5%) e la ripresa delle transazioni (+8,7%) dimostra che la domanda abitativa non era scomparsa, ma solo latente, frenata esclusivamente dalle barriere all’accesso al credito.

Con la riapertura dei canali di finanziamento, il mercato ha reagito rapidamente, specialmente nelle aree più dinamiche del Paese (Nord-ovest).
Resta da monitorare la tenuta del Centro Italia e la sostenibilità della ripresa nel comparto commerciale, che al momento mostra segnali di vitalità strutturale solo nel Mezzogiorno.

Fonte: ISTAT – 10 dicembre 2025

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