Mercato non residenziale: incremento delle vendite (+1,8%) nel Q1 2026, anche di uffici e negozi a Roma e Milano

Immagine dell'analisi del mercato non residenziale Q1 2026 dell'OMI

Nel primo trimestre del 2026, il mercato immobiliare non residenziale italiano si muove su binari differenziati ma positivi, chiudendo con un solido +1,8% su base annua e oltre 58.000 transazioni (NTN 58.341).
Secondo quanto pubblicato dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, il settore conferma la sua centralità nell’economia del Paese, pur rivelando profonde differenze tra i vari comparti:

I Numeri Chiave del I Trimestre 2026

  • Terziario e Commerciale
    +2,1%Trend Nazionale
    Trainato da: Depositi e Box (+4,7%)
  • Settore Produttivo
    -5,7%Trend Nazionale
    Comuni Capoluogo: -22,0%
  • Settore Agricolo
    +6,2%Trend Nazionale
    Stato del settore: In espansione

Sebbene il trend sia favorevole, si registra un fisiologico rallentamento rispetto alle dinamiche espansive osservate nel corso del 2025. Analizzando i segmenti, è il comparto terziario-commerciale ad essere il vero motore del sistema, con i depositi commerciali e le autorimesse che segnano un notevole incremento.
Ottime performance si registrano anche nel settore agricolo, mentre il ramo produttivo e industriale hanno subito una battuta d’arresto.

Ascolta la sintesi Podcast!
Durata 2m 11s 17 giugno 2026
Live

Nota metodologica: i volumi di scambio indicati nel report si basano sul NTN (Numero di Transazioni Normalizzate). Questa metrica, adottata dall’Agenzia delle Entrate, non conta i semplici contratti, ma calcola la quota effettiva di proprietà trasferita. È l’indicatore più affidabile per misurare quante unità immobiliari sono state realmente e interamente compravendute, offrendo un quadro al netto delle quote frazionarie.

Il comparto uffici: la sfida tra i poli economici

Le compravendite direzionali segnano una leggera crescita nazionale del +1,2%, un dato che tuttavia maschera una forte polarizzazione geografica:

Nord Ovest+12,8%
Isole+12,1%
Centro+3,9%
Sud Italia-13,7%

Scendendo nel dettaglio metropolitano, emerge una netta spaccatura non solo nei volumi (NTN), ma anche nelle dimensioni degli immobili, misurate tramite le Superfici Transazioni Normalizzate (STN). È qui che si gioca la vera partita tra Milano e Roma:

Milano:

  • Dinamica scambi: le transazioni schizzano del +25,1%.
  • Dinamica superfici: la metratura complessiva scende del -1,0%.
  • Interpretazione: nel capoluogo lombardo aumentano le operazioni, ma si acquistano uffici più piccoli. È l’affermazione del modello ibrido: si preferiscono sedi prestigiose ma con spazi ridotti e iper-ottimizzati.

Roma:

  • Dinamica scambi: crescita imperiosa del +22,5%.
  • Dinamica superfici: balzo clamoroso del +50,1%.
  • Interpretazione: la Capitale viaggia in direzione opposta. Istituzioni, grandi corporate e player internazionali stanno acquisendo interi building e palazzi cielo-terra, siglando investimenti di grande portata volumetrica.

Nel resto d’Italia, eccezion fatta per lo straordinario exploit di Genova (+48,2%), le città secondarie come Torino e Napoli denotano contrazioni marcate e allarmanti, perdendo rispettivamente il -50,7% e il -23,3%.

Negozi al dettaglio: grandi città in controtendenza

Mentre la media nazionale dei locali commerciali segna un -2,1% – registrando una forte flessione nel Sud (-14%), nelle Isole (-21,5%) – il “retail fisico” delle otto grandi metropoli compie un vero miracolo economico.
Nelle piazze urbane strategiche le transazioni volano al +10,8%, confermando che i grandi brand sono tornati a investire pesantemente nelle zone ad alta frequentazione:

Posizione
Città
Variazione (NTN)
  1. 1
    Palermo Forte rivalutazione
    +36,9%
  2. 2
    Genova
    +19,5%
  3. 3
    Roma
    +12,0%
  4. 4
    Milano Solida
    +8,9%
  5. 8
    Bologna Flessione
    -8,4%

L’esplosione di Palermo e Genova certifica la prepotente attrattiva turistico-commerciale delle città costiere, mentre la tenuta robusta dell’asse Roma-Milano assicura la stabilità della grande distribuzione e del lusso.
A dispetto della media nazionale, i centri maggiori (con l’eccezione isolata di Bologna) attraggono ingenti capitali. Nel Nord Ovest le superfici destinate a negozi aumentan di oltre l’11%, confermando che il commercio su strada vive e prolifera laddove i flussi turistici e cittadini sono densi.

Settore produttivo: la resa dei capoluoghi storici

Il segmento manifatturiero e logistico è quello che subisce la battuta d’arresto più violenta dell’intero report. Il calo nazionale è del -5,7%, ma spulciando i dati si nota un crollo verticale del -22,2% concentrato unicamente nei grandi comuni capoluogo.
Solo il Nord Ovest argina l’emorragia, limitando i danni a un trascurabile -0,8%.

Dietro questo dato in apparenza preoccupante, si nasconde la fisiologica riconfigurazione della mappa industriale italiana. Province storicamente manifatturiere come Brescia (-22,2%) e Varese (-19,2%) segnano il passo, mentre l’e-commerce e le nuove esigenze della filiera stanno premiando snodi strategici specifici:

Polo Logistico e Industriale Dinamica e Riconfigurazione Territoriale Variazione
Torino
Resiliente
Nonostante la crisi storica dell’automotive, il capoluogo piemontese mostra una solidità eccezionale, riposizionando i propri spazi sulle nuove catene di fornitura. +6,0%
Milano
Polo Vitale
Assorbe le massicce richieste dell’e-commerce, confermandosi l’hub logistico e di smistamento più avanzato e ineludibile dell’intero Nord Italia.

Questa profonda eterogeneità, quindi, non significa che l’industria sia ferma, ma che la logistica sta cambiando pelle, spostandosi chirurgicamente in base alle specificità locali.

L’anomalia della Capitale: Roma domina il mercato 2026

Mentre altre metropoli faticano a bilanciare i vari settori, Roma si impone come l’indiscussa dominatrice del primo trimestre 2026. La città, infatti, ha generato un ciclo di transazioni che non ha eguali sul territorio nazionale:

🏛️

  • Il monopolio dei grandi uffici: con l’aumento delle transazioni direzionali (+22,5%) abbinato all’incredibile impennata delle superfici (+50,1%), la Capitale si afferma come un’importante destinazione italiana per i maxi-headquarter istituzionali e multinazionali.
  • Retail inarrestabile: il commercio fisico nei negozi romani cresce del +12,0%, surclassando i ritmi milanesi e assorbendo massicci capitali rivolti al turismo e allo shopping su strada.
  • Lo shock logistico: il dato più sbalorditivo in assoluto proviene dalle compravendite di capannoni e asset produttivi, che registrano un vertiginoso +58,5%.

Questa anomalia statistica nei capannoni non è casuale e testimonia una riorganizzazione massiccia dei flussi merci, riflettendo la probabile volontà dei grandi player logistici di trasformare la Capitale nel principale snodo di approvvigionamento per l’intero Centro-Sud Italia.


Fonte: Osservatorio del Mercato Immobiliare NON RESIDENZIALE | Statistiche I trimestre 2026 – 10 giugno 2026

Mercato Non Residenziale: Terziario-Commerciale a +6,7%, con uffici e comparto produttivo a trainare la crescita nel Q4 2025