
Secondo i dati appena rilasciati dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate relativi al secondo trimestre 2026, il comparto residenziale ha registrato 201.596 abitazioni compravendute su scala nazionale, con un sostanziale consolidamento (+0,1%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente ma un consistente aumento del +12,2% sul trimestre scorso.
Se il dato complessivo suggerisce una calma apparente, l’analisi disaggregata rivela invece dinamiche interne di forte intensità. Assistiamo, infatti, a un cambio di paradigma abitativo in cui la vera forza motrice del mercato non è più l’usato (che flette leggermente del -0,8%), bensì una rilevante domanda verso le nuove costruzioni, che crescono del +15,6%.
Il segno positivo, seppur contenuto, si registra nelle regioni del Sud (+0,6%) e del Nord Ovest (+0,4%), che compensano il lieve arretramento del Centro Italia. Buone performance per le città di Napoli (+4,2%) e Genova (+2,9%).
Grandi città: Napoli cresce, in flessione gli scambi a Firenze
L’aggregato delle otto principali città italiane per popolazione chiude il trimestre in lieve territorio positivo (+0,3%), sebbene i singoli mercati urbani procedano a ritmi asincroni. Napoli registra la crescita tendenziale più elevata con un +4,2%, seguita da Genova (+2,9%) e Bologna (+1,1%).
Di contro, si osserva una contrazione a Palermo (-2,6%) e una più marcata flessione a Firenze (-8,3%). Il calo dei volumi nel capoluogo toscano merita attenzione analitica: sebbene OMI rilevi una percezione diffusa (nel 65% delle agenzie del Centro-Sud) sull’incidenza delle locazioni brevi, la statistica attuale non isola il nesso causale diretto tra pressione turistica, livello dei prezzi e diminuzione dell’offerta residenziale ordinaria.
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1Napoli+4,2%
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2Genova+2,9%
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3Bologna+1,1%
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4Torino+0,6%
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5Roma+0,4%
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6Milano0,0%
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7Palermo-2,6%
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8Firenze-8,3%
Focus Roma: elevata incidenza degli acquisti assistiti dall’agevolazione “prima casa”:
Osservando i dati in valore assoluto, Roma si conferma essere il motore quantitativamente insuperabile del panorama immobiliare italiano. Con ben 9.883 transazioni nel solo trimestre (in lieve ma costante crescita del +0,4%), la Capitale muove da sola un volume di scambi che surclassa ampiamente qualsiasi altra metropoli, dimostrando un’elasticità e una profondità di mercato senza eguali.
Il dato che definisce l’identità socio-economica di Roma è il ricorso alle agevolazioni fiscali: un impressionante 85,3% degli acquisti effettuati da persone fisiche è destinato all’abitazione principale (“Prima Casa”), la quota in assoluto più alta tra le grandi città, confermando la propensione di acquisti dettati soprattutto dal soddisfare un’esigenza vitale e duratura.
A supportare questa immensa spinta “familiare” è il sistema creditizio, intervenuto nel 58,9% delle operazioni.
La Capitale, però, mostra un ritardo strutturale nell’innovazione edilizia: le nuove costruzioni coprono appena il 7,8% del mercato, evidenziando una cronica dipendenza dal patrimonio esistente da riqualificare.
Quotazioni immobiliari Roma
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Analisi di mercato
Macrozona OMI
Zona OMI
Quotazione media OMI:
Fonte: Agenzia delle Entrate
Valore medio commerciale:
Elaborazione DELLE VITTORIE House Trading
NTN (Numero Transazioni Normalizzate): numero di compravendite residenziali registrate nell'ultimo anno.
Mappa della zona OMI:
Andamento storico (OMI):
Roma vs Milano: due filosofie immobiliari agli antipodi
La polarizzazione tra le due maggiori piazze finanziarie e residenziali d’Italia non è mai stata così marcata. I dati del Q2 2026, infatti, fotografano due modelli di sviluppo che rispondono a regole, necessità e barriere all’ingresso totalmente differenti:
Roma La Città Famiglia
- Volumi scambiati: sfiorando le 10.000 transazioni in tre mesi, Roma domina i volumi assoluti, mantenendo un segno positivo (+0,4%).
- Propensione prima casa: l’85,3% degli acquisti delle persone fisiche beneficia delle relative agevolazioni fiscali.
- Dipendenza dal credito: quasi il 60% degli acquisti effettuati da persone fisiche registra l’iscrizione di un’ipoteca a garanzia di un mutuo, riflettendo la rilevante necessità del credito nel mercato immobiliare della Capitale.
Milano Il Polo finanziario
- Frenata fisiologica: dopo anni di corse a due cifre, i volumi si stabilizzano (0,0%, con 6.492 scambi). I prezzi “prime” limitano i nuovi ingressi.
- Vena speculativa: solo il 70,2% è “prima casa”, suggerendo una maggiore incidenza di acquisti per investimento, seconde case o finalità societarie.
- Leadership dell’innovazione: Milano guarda al futuro. Ben il 12,1% delle case vendute è di nuova costruzione, il valore più alto tra le metropoli.
L’inarrestabile migrazione verso le nuove costruzioni:
Il dato statisticamente più dirompente del trimestre è la netta differenza comportamentale rilevata dal mercato. Mentre le abitazioni esistenti, infatti, hanno registrato una flessione del -0,8% (scendendo a 188.633 scambi), il mercato delle nuove costruzioni è aumentato del +15,6%, sfiorando le 13.000 unità compravendute a livello nazionale. A innescare questa differenza è un mix letale di fattori, tra l’ombra normativa della Direttiva Europea Case Green e l’aumento sistematico dei costi e dei tempi di ristrutturazione.
Questo segmento, inoltre, ha registrato una forte accelerazione congiunturale, passando dai 10.872 contratti del primo trimestre ai 12.962 del secondo trimestre, con un incremento del +19,2%
Gli acquirenti, a parità di budget complessivo (prezzo di acquisto sommato ai lavori di adeguamento), preferiscono oggi indirizzare i propri sforzi economici su immobili “chiavi in mano” in classe energetica elevata, accettando un maggiore prezzo iniziale pur di mettersi al riparo da futuri obblighi di riqualificazione energetica e dal rischio di deprezzamento del valore nel lungo periodo.
La mutazione genetica del comparto affitti: fuga dal contratto libero, balzo del concordato
Parallelamente alle compravendite, il comparto delle locazioni, con oltre 248.000 nuovi contratti registrati (+3,1%) sta subendo una metamorfosi dettata da pressanti necessità di ottimizzazione fiscale. Nei grandi centri urbani ad alta tensione abitativa, infatti, il classico contratto “libero” di lungo periodo sta progressivamente scomparendo dai radar:
- Il declino del mercato libero: i contratti ordinari privi di agevolazioni (ORD_L) perdono il -0,8% dei volumi a livello nazionale, con cali fino al -1,9% nei comuni ad alta tensione abitativa. A Milano il tracollo di questa formula è verticale (-10,2%).
- Il rifugio nel canone concordato: proprietari e inquilini trovano ossigeno vitale nei contratti agevolati (AGE_L). Su scala nazionale, i volumi balzano di quasi il +10%, generando un aumento dei canoni complessivi pattuiti pari al +16,0%. Milano registra un surreale +76,8% di stipule per questa tipologia, seguita dalla solida crescita di Roma (+7,8%).
- Il fenomeno delle stanze condivise: sintomo inequivocabile della crisi di affordability, le locazioni transitorie di singole stanze (“locate in porzione”) segnano un allarmante +12,1%, con i canoni che schizzano verso l’alto (+14,4%).
La lettura di questi dati è inequivocabile: la cedolare secca agevolata al 10% è oggi l’unico scudo fiscale in grado di spingere i proprietari a mantenere gli immobili nel circuito residenziale (invece di destinarli ai B&B), garantendo al tempo stesso un affitto “moderatamente” calmierato a inquilini sempre più provati dall’inflazione e dal caro vita.
Canone Concordato (stima sintetica)
Seleziona la zona e inserisci le superfici richieste
I dati consuntivi del secondo trimestre 2026 restituiscono il quadro di un mercato residenziale solido, capace di mantenere il volume di transazioni dell’anno precedente pur a fronte di tassi di interesse stabilizzati intorno al 3,57%.
L’assorbimento delle compravendite smentisce quindi, allo stato attuale, scenari di forte contrazione quantitativa.
Le evidenze più rilevanti riguardano la polarizzazione della domanda.
Sul fronte delle compravendite, la preferenza accordata al nuovo (+15,6%) impone un’attenta valutazione dell’usato, specie per immobili che necessitano di profondi adeguamenti energetici, mentre sul fronte delle locazioni, i dati suggeriscono ai proprietari di monitorare con attenzione le opportunità derivanti dai contratti a canone concordato, i cui volumi risultano in netta espansione nelle principali aree metropolitane.