Mercato residenziale: aumento degli annunci con prezzi in ribasso in alcune grandi città, nel primo trimestre 2026

Immagine di un'analista di DELLE VITTORIE House Trading, che esamina i dati relativi al mercato residenziale del primo trimestre 2026 che ha registrato un aumento degli annunci con prezzi in ribasso in alcune grandi città

Il mercato immobiliare italiano sta attraversando una fase di profonda ricalibrazione, spinto da dinamiche macroeconomiche che stanno progressivamente mutando la psicologia di acquirenti e venditori.
Dopo anni caratterizzati da un’espansione dei valori immobiliari, spesso slegata dalla reale crescita dei redditi, il 2026 si apre con una domanda che non sembra più disposta ad assecondare incondizionatamente le aspettative dei proprietari, secondo i dati recentemente pubblicati dal portale immobiliare Idealista.

Aumenta, infatti, la percentuale di immobili che subisce una correzione al ribasso nei prezzi richiesti negli annunci di vendita del primo trimestre 2026, con Milano, Firenze e Bologna in particolare evidenza.
Diverso andamento, invece, a livello nazionale, con una percentuale diminuita dell’-1% rispetto allo stesso periodo del 2025 e una dinamica diametralmente opposta a quella dei grandi centri urbani, dove un più alto costo della vita e un più selettivo accesso al credito costringono i venditori a rivedere le proprie pretese.

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Durata 1m 53s 10 giugno 2026
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Milano, Firenze e Bologna guidano le flessioni:

L’analisi dell’andamento dei prezzi richiesti, è uno degli indicatori in grado di misurare la temperatura reale del comparto.
Come già accennato, nelle città in cui il prezzo medio degli immobili è più elevato i venditori iniziano a incontrare una maggiore resistenza da parte degli acquirenti. A differenza del trend generale, infatti, in questi capoluoghi la percentuale di sconti è ampiamente sopra la media e in netta crescita anno su anno:

  • Milano: la quota di case con prezzo ribassato tocca il 13%, registrando un +1% rispetto all’anno precedente. Un segnale fortissimo dalla locomotiva d’Italia.
  • Firenze: segna il balzo più evidente, salendo al 12% con una variazione del +2% su base annua.
  • Bologna: raggiunge la doppia cifra attestandosi al 10%, in crescita del +1% rispetto al Q1 2025.

Nei mercati premium la domanda mostra qualche segnale di affaticamento. Non un crollo, ma una minore spinta — compatibile con il contesto di tassi ancora sostenuti e prezzi che negli ultimi anni hanno corso più dei redditi.
Se la tendenza si consoliderà, potrebbe preludere a un più generale assestamento dei prezzi proprio nelle piazze finora più resilienti.

Vincenzo De Tommaso Responsabile Ufficio Studi Idealista

Focus Roma: stabilità apparente

Analizzando il tessuto immobiliare di Roma, emerge un quadro di maggiore inerzia, specialmente se comparato al contraccolpo immediato registrato a Milano (13%).
La Capitale, infatti, si mantiene sopra la media nazionale, ma mostra una leggera contrazione nella percentuale di sconti concessi.

Nel primo trimestre 2026, il capoluogo romano registra l’11% di annunci ribassati, segnando un -1% rispetto al 12% dello scorso anno. La medesima statistica si riflette a livello della provincia, che scende al 10% (dal precedente 11%, -1%).
Mentre a Milano i venditori correggono freneticamente il tiro, a Roma il mercato sta assorbendo i prezzi di offerta con una stabilità maggiore, pur confermando che l’era delle vendite senza margini di trattativa è temporaneamente sospesa.

Quotazioni immobiliari Roma

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Analisi di mercato

Macrozona OMI


Zona OMI

Quotazione media OMI:

Fonte: Agenzia delle Entrate

Valore medio commerciale:

Elaborazione DELLE VITTORIE House Trading

NTN (Numero Transazioni Normalizzate): numero di compravendite residenziali registrate nell'ultimo anno.

Mappa della zona OMI:

Andamento storico (OMI):

La provincia spaccata: dalle correzioni di Foggia all’immobilità di Nuoro

I dati dei capoluoghi italiani disegnano una geografia immobiliare polarizzata, divisa tra mercati in forte correzione e piazze bloccate da un’inerzia strutturale:

  • Alta frequenza di ribassi: Foggia e Oristano guidano la classifica con il 14%. Seguono La Spezia e Udine (13%), e un blocco al 12% comprendente Genova, Cagliari, Savona, Teramo, Viterbo, Siena e Aosta.
  • Bassa frequenza di ribassi: all’estremo opposto troviamo Enna, Isernia e Nuoro, fermi al 4%. Attenzione alla lettura: questo dato minimo non indica una domanda forte, ma mercati a bassissima intensità di scambio dove il prezzo rimane fermo in vetrina per pura inerzia.

I dati elaborati da Idealista parlano chiaro: il mercato immobiliare residenziale non sta crollando, ma ha perso la propulsione degli anni precedenti. Il muro eretto dalla domanda nei “mercati premium” (Milano, Firenze, Bologna) è il primo avvertimento sistemico.

Per i proprietari si chiude la finestra delle sovrastime. Nei prossimi trimestri, un prezzo di ingresso nel mercato aderente alla reale capacità di spesa locale, diventerà l’unico vero spartiacque tra un immobile venduto e quello destinato a subire probabili sconti progressivi e penalizzanti.
Iniziare una vendita con un prezzo fuori mercato, non è una mossa astuta, ma un errore strategico che può compromettere l’intera operazione. Richiedere un prezzo corretto (fin dal primo giorno) rimane l’unica strada per trovare il giusto acquirente e vendere velocemente.

Fonte: Idealista.it – 9 giugno 2026

Offerta immobiliare: forte diminuzione dello stock di vendita (-5,0%), nel primo trimestre 2026