Mercato residenziale: aumentano i tempi di vendita in Italia (5,5 mesi), Milano domina, Roma frena

Mercato residenziale: aumentano i tempi medi di vendita in Italia (5,5 mesi), Milano domina, Roma frena

Il mercato immobiliare italiano nel 2026 registra un progressivo rallentamento dell’assorbimento dell’offerta, con un allungamento nazionale dei tempi medi di vendita (Time to sell) del +6%. Milano si conferma essere la metropoli più reattiva d’Italia chiudendo le transazioni in 2,9 mesi, Roma evidenzia un profondo divario tra le aspettative economiche dei venditori e la qualità degli immobili, con una media di 23 contatti per annuncio prima di finalizzare la compravendita.Analisi e sintesi curate da DELLE VITTORIE House Trading, su dati ufficiali e rilevazioni statistiche di Immobiliare.it Insights 2026.

Il mercato residenziale italiano mostra chiari segnali di rallentamento, secondo l’ultimo report elaborato da Immobiliare.it Insights.
Nel corso dell’ultimo anno, infatti, i tempi medi necessari per vendere una casa in Italia sono aumentati, passando dai 5,2 mesi ai 5,5 mesi attuali, marcando un incremento del +6% rispetto all’anno precedente.

Nonostante la domanda si mantenga solida, inoltre, i dati rivelano un crescente scollamento tra le aspettative di chi vende e la capacità di spesa di chi vorrebbe acquistare, con differenze abissali tra il Nord e il Meridione.
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Metodologia del report:è fondamentale precisare che il parametro “Time to sell”, analizzato nello studio, non misura il tempo effettivo per arrivare al rogito notarile, bensì il tempo medio di permanenza online degli annunci sul portale prima della loro rimozione. Questa metrica è il termometro dell’assorbimento dell’offerta ed indica quanto tempo sia necessario prima di trovare un acquirente disposto a formulare un’offerta congrua tale da spingere l’inserzionista a eliminare l’annuncio dal mercato.

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Durata 1m 42s 01 luglio 2026
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La spaccatura territoriale: il Meridione frena

L’allungamento delle tempistiche di vendita non colpisce la penisola in modo omogeneo.
Dividendo il Paese nelle macro-aree di riferimento, infatti, emerge chiaramente come le zone con minore trazione economica stiano subendo la stagnazione più marcata dell’offerta abitativa:

  • Sud e Isole: la stagnazione dell’offerta

    Il Meridione subisce la frenata più violenta del Paese. Al Sud, il Time to sell passa da 5,2 a 5,9 mesi, mentre nelle Isole sfonda la soglia critica raggiungendo i 6,2 mesi. Significa che un asset immobiliare resta parcheggiato sul mercato per oltre un semestre prima di attrarre un compratore concreto.

    IL DATO CRITICO: incremento annuo del +13% per il Sud e del +11% per le Isole.

  • Centro e Nord-Ovest: rallentamento contenuto

    Le due macro-aree che inglobano gran parte dei centri direzionali e dei motori turistici mostrano una dinamica speculare. La resistenza del tessuto economico riesce ad assorbire parzialmente l’aumento dei prezzi, stabilizzando il tempo di vendita medio a 5,4 mesi.

    IL DATO: incremento medio da 5,2 a 5,4 mesi.

  • Nord-Est: il mercato più fluido d’Italia

    Il Triveneto e l’Emilia-Romagna si confermano l’isola felice dell’efficienza immobiliare. Nonostante un leggerissimo rialzo rispetto all’anno scorso, le abitazioni si vendono con una rapidità che non ha eguali nel resto della penisola.

    IL DATO: 5,2 mesi, il record di liquidità macro-territoriale.

Metropoli a due velocità: Milano brucia i tempi, Messina crolla

Scendendo al livello dei capoluoghi, la ricerca di Immobiliare.it Insights fotografa dinamiche di mercato diametralmente opposte, guidate dalla polarizzazione del lavoro e dei servizi.
Le città universitarie e industriali polverizzano le tempistiche, mentre i capoluoghi meridionali faticano a smaltire lo stock:

Mercati ad Alta Liquidità (Top 3)

  • Milano: 2,9 mesi. Si conferma la regina incontrastata della velocità di vendita, mantenendo una stabilità assoluta rispetto all’anno precedente. Un mercato aggressivo dove le case “spariscono” in meno di un trimestre.
  • Bologna: 3,5 mesi. Ottima performance con una contrazione dei tempi del -3%.
  • Trieste: 3,5 mesi. Registra la migliore accelerazione tra le grandi città, riducendo i tempi di permanenza del -8%.

Mercati a Bassa Liquidità (Flop 3)

  • Messina: 7,4 mesi. È la città con la tempistica più elevata del Paese, subendo un drammatico incremento del +32% in soli dodici mesi.
  • Lucca: 6,5 mesi. Sebbene in lieve miglioramento (-8%), resta uno dei mercati dove l’offerta fatica maggiormente a incontrare la domanda.
  • Taranto: 5,6 mesi. Mercato stabile rispetto allo scorso anno, ma caratterizzato da tempi di assorbimento ancora troppo lunghi.

Roma: interesse elevato, ma efficienza critica degli annunci

Il dato forse più interessante e complesso dell’intero studio riguarda la Capitale, dove il Time to sell si attesta a 3,6 mesi, un dato apparentemente competitivo e identico a quello di Firenze. Ma, mentre il capoluogo toscano è in miglioramento (-3%), Roma segna un allungamento dei tempi del +5%.

Ma la vera anomalia romana emerge incrociando i mesi di permanenza con una seconda metrica fondamentale: i contatti necessari per chiudere la vendita.

IL PARADOSSO DELLA CAPITALE: IL TASSO DI CONVERSIONEPer rimuovere un annuncio dal mercato a Roma servono mediamente ben 23 contatti, contro i soli 8 contatti sufficienti a Milano o i 6 di Firenze (la città più efficiente d’Italia sotto questo profilo).
Questo indicatore rivela che l’interesse verso la Capitale è massiccio (generando molti click e contatti), ma la qualità dell’offerta spesso delude le aspettative dei compratori. Prezzi percepiti come eccessivi rispetto allo stato manutentivo dell’immobile, costringono gli acquirenti romani a visionare o scartare un numero molto alto di soluzioni prima di prendere la decisione finale.

Indice di Efficienza: i contatti necessari per vendere

Il numero di interazioni generate prima dell’eliminazione dell’annuncio definisce l’adeguatezza del prezzo richiesto e la qualità dello stock immobiliare locale.
Di seguito, i dati comparativi tra le principali piazze italiane, che mostrano chiaramente come mercati apparentemente simili nascondano dinamiche di vendita completamente differenti:

Posizione
Capoluogo
Contatti Medi
  1. 1
    Firenze
    6
  2. 2
    Treviso e Reggio Emilia
    7
  3. 3
    Milano, Venezia e Padova
    8
  4. 4
    Taranto
    9
  5. 15
    Roma
    23
  6. 16
    Torino
    25
  7. 17
    Monza
    27

Nonostante la domanda continui a mantenersi solida, l’allungamento dei tempi di vendita riflette uno squilibrio sempre più evidente tra richiesta di mercato e offerta, alimentando a sua volta la tensione abitativa e la crescita dei prezzi del mattone.

Paolo Giabardo, Direttore Generale di Immobiliare.it

SINTESI OPERATIVA: in conclusione, i dati di Immobiliare.it Insights delineano un panorama immobiliare che si sta “raffreddando”, non tanto per una scomparsa della domanda, quanto per una mancata sinergia strutturale.
Servono interventi in grado di riqualificare lo stock esistente per immettere sul mercato soluzioni abitative realmente in linea con le esigenze e il potere d’acquisto dei moderni compratori italiani.

Il mercato immobiliare non è fermo, ma è divenuto implacabilmente selettivo.
I tempi si accorciano solo lì dove l’offerta risponde ai nuovi standard abitativi o a rigorose logiche di investimento (Milano, Bologna), mentre si dilatano, invece, nei territori in cui prevale uno stock obsoleto e i prezzi richiesti dai proprietari non sono adeguati.
Il recupero del patrimonio esistente e il riposizionamento dei prezzi saranno le uniche leve vitali per sbloccare le vendite nel biennio a venire.

Ti ricordiamo comunque che puoi verificare se il tuo immobile corrisponda alle richieste dei nostri privati acquirenti: persone come te, che vogliono sottrarsi al caratteristico rumore del mercato immobiliare.
Descrivi la tua casa e verifica con riservatezza l’eventuale corrispondenza con le ricerche in corso!

Fonte: Immobiliare.it – 1 luglio 2026

Grandi città: compravendite e mutui in crescita, con una domanda trainata dagli under 35