
Il mercato europeo dei mutui ha chiuso il 2024 con segnali di generale ripresa, sebbene con velocità diverse tra i vari Paesi.
È quanto emerge dall’ultimo report della European Mortgage Federation (EMF), che ha analizzato in dettaglio l’andamento del quarto trimestre del 2024, rilevando che, nel quadro continentale, l’Italia si è distinta per una serie di indicatori particolarmente positivi, soprattutto per quanto riguarda il calo dei tassi e la crescita delle erogazioni.
Nello specifico, l’analisi ha preso in considerazione l’andamento del mercato relativo al Belgio, Repubblica Ceca, Germania, Danimarca, Grecia, Spagna, Finlandia, Francia, Ungheria, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Svezia e Regno Unito, che rappresentano circa il 95% del totale dei prestiti ipotecari nell’Unione Europea (UE27) e nel Regno Unito, fornendo così una panoramica molto rappresentativa dell’intero continente.
Chi è la European Mortgage Federation (EMF)?
Fondata nel 1967, la European Mortgage Federation (EMF) è la voce dell’industria europea dei mutui.
Oltre a rappresentare gli interessi degli istituti di credito dialogando con Istituzioni come la Commissione Europea e la Banca Centrale Europea, il suo ruolo chiave è quello di fornire dati e analisi statistiche sull’intero settore.
Per dare un’idea della sua portata, l’EMF monitora un mercato che, a fine 2023, valeva oltre 9.000 miliardi di euro, consolidandosi come la fonte più autorevole per comprendere le dinamiche dei mutui in Europa.
Il quadro del mercato italiano:
L’Italia mostra segnali di notevole vivacità nel mercato dei mutui.
L’ammontare dei finanziamenti in essere ha raggiunto i 426 miliardi di euro, registrando un aumento sia rispetto al trimestre precedente (+0,8%) sia su base annua (+0,4%).
Il dato più significativo è l’impennata delle nuove erogazioni di mutui residenziali, che hanno segnato un +24% rispetto al trimestre precedente e un +1% tendenziale.
Anche il mercato immobiliare ha confermato questo trend positivo nel quarto trimestre 2024, con circa 217.000 compravendite e un incremento del +7,6% su base annua.
La scelta degli italiani: domina il tasso fisso
Un elemento distintivo del mercato italiano è la netta preferenza per la stabilità, con i nuovi contratti di mutuo stipulati nel Q4 2024 che rivelano una scelta quasi plebiscitaria per il tasso fisso:
- Tasso fisso (da 1 a 10 anni): 93,5%
- Tasso variabile: 6,5%
È importante chiarire un punto: la dicitura “da 1 a 10 anni” non si riferisce alla durata totale del mutuo (solitamente di 20-30 anni), ma al periodo iniziale in cui la rata è garantita e bloccata.
Al termine di questa finestra di sicurezza, il finanziamento prosegue per la durata restante, tipicamente con un tasso variabile.
Questa tendenza evidenzia una forte ricerca di sicurezza da parte dei mutuatari italiani, che preferiscono avere certezze di spesa almeno nei primi anni del finanziamento, per proteggersi da future oscillazioni dei mercati.
Dinamiche dei tassi d’interesse: Italia vs Europa
Il dato più atteso, quello sui tassi d’interesse, segna un’inversione di tendenza.
In Italia, il tasso medio per i nuovi mutui per l’acquisto di una casa è sceso al 3,11%, in calo rispetto al 3,31% del trimestre precedente.
Il confronto con le principali economie europee mostra un posizionamento competitivo per il nostro Paese:
- Spagna: 3,05%
- Italia: 3,11%
- Francia: 3,20%
- Germania: 3,60%
Mentre la Spagna presenta il tasso più basso, quindi, l’Italia si colloca su un livello più vantaggioso rispetto a Francia e Germania, dove i costi per l’accensione di un nuovo mutuo rimangono più elevati.
Un esempio pratico: quanto costa un mutuo a luglio 2025?
L’impatto della riduzione dei tassi da parte della BCE si traduce in condizioni di mercato più vantaggiose per i consumatori.
Secondo le analisi di MutuiOnline.it, a luglio 2025 il tasso variabile è tornato a essere decisamente più competitivo rispetto al fisso.
Per un mutuo da 100.000 euro a 30 anni, la differenza è netta:
- Mutuo a tasso fisso: con un TAN del 3,05%, la rata mensile si attesta a circa 424 euro.
- Mutuo a tasso variabile: con un TAN del 2,21%, la rata scende a circa 380 euro.
Questa forbice evidenzia come le nuove politiche monetarie stiano riaprendo opportunità significative, specialmente per chi è disposto a considerare la flessibilità del tasso variabile.
Il boom dei mutui giovani: la generazione Z traina la ripresa
Oltre al calo dei tassi, un altro fenomeno sta caratterizzando la ripresa del mercato: il protagonismo inedito della Generazione Z.
I dati più recenti, relativi a metà 2025, confermano che i giovani sono il segmento più reattivo, con una dinamica trainata non solo da tassi più accessibili, ma anche da nuove abitudini finanziarie e da un uso più consapevole degli strumenti digitali.
Le statistiche evidenziano una vera svolta generazionale:
- Le richieste di mutuo da parte della Generazione Z (under 30) sono esplose, con una crescita del +90,22% a giugno 2025 rispetto all’anno precedente (fonte: Experian).
- La fascia 18-25 anni rappresenta il 4,8% del totale dei richiedenti, il valore più alto degli ultimi due anni (fonte: Osservatorio MutuiOnline.it).
L’andamento europeo:
A livello generale, l’economia dell’Unione Europea ha registrato un’espansione moderata (+0,2% il PIL nel Q4 2024) e un’inflazione contenuta.
L’Italia, con un’inflazione annua del +1,7% a dicembre 2024, si posiziona tra i Paesi più virtuosi, al pari di Irlanda e Finlandia, e ben al di sotto della media dell’Eurozona (+2,4%).
La crescita delle erogazioni di mutui è stata una tendenza comune alla maggior parte dei Paesi, con poche eccezioni come Francia, Portogallo e Repubblica Ceca.
Per quanto riguarda i prezzi delle case, l’Unione Europea ha visto un rialzo medio annuo del +4,9%, mentre la Francia ha registrato un calo dei prezzi (-0,8%), in controtendenza rispetto al quadro generale e alla crescita, seppur moderata, osservata in Italia.
Domanda e standard di credito:
Guardando al futuro, le banche italiane prevedono di mantenere invariati gli standard di accesso al credito per i primi trimestri del 2025, a differenza dei colleghi francesi e tedeschi che si aspettano una stretta.
Questo potrebbe favorire ulteriormente la domanda nel nostro Paese.
La domanda di mutui in tutta l’Eurozona è in forte aumento, spinta principalmente dal calo dei tassi d’interesse e da una rinnovata fiducia nel mercato immobiliare.
Questa tendenza, ampiamente confermata anche in Italia, suggerisce che il mercato potrebbe continuare a mostrare segnali di vitalità anche nei prossimi mesi.
Aspettative: tra cautela e opportunità
In conclusione, il quadro che emerge per l’Italia è complesso, con alcuni dati che disegnano un mercato in ripresa:
- Forte crescita delle erogazioni: i nuovi finanziamenti sono aumentati del +24% sul trimestre precedente.
- Dinamismo del mercato immobiliare: le compravendite sono cresciute del +7,6% su base annua.
- Calo dei tassi d’interesse: il tasso medio per i nuovi mutui è sceso al 3,11%, aprendo una finestra di opportunità.
Dall’altro lato, la scelta quasi totalitaria per il tasso fisso (oltre il 90%) non è solo una preferenza, ma il riflesso di una profonda esigenza di cautela.
In un contesto economico generale che rimane delicato per molte famiglie, bloccare la rata non è un’opzione, ma una necessità per garantire la sostenibilità del bilancio familiare nel lungo periodo.
L’equilibrio attuale, con prezzi delle case che crescono in modo moderato senza impennate speculative, è quindi fondamentale e suggerisce un mercato che, pur offrendo nuove possibilità, si muove con i piedi per terra, guidato più dalla prudenza dei consumatori che da un’euforia generalizzata.
Fonte: European Mortgage Federation
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