
Il mercato immobiliare e quello creditizio, stanno vivendo una trasformazione all’insegna della sostenibilità.
Guidati da normative europee come la Direttiva EPBD, dagli obiettivi ESG (Environmental, Social, Governance) delle stesse istituzioni finanziarie, ma anche dalla crescente consapevolezza ambientale dei consumatori.
Al centro di questo cambiamento troviamo i mutui green, prodotti finanziari specificamente pensati per chi desidera costruire, ristrutturare o acquistare un immobile con elevati standard di efficienza energetica.
Si differenziano dai mutui tradizionali perché offrono condizioni economiche più vantaggiose, a patto che l’immobile garantisca un miglioramento del consumo energetico di almeno il 30% rispetto agli standard.
Questo criterio del miglioramento del 30% deriva specificamente dalle linee guida e dalle definizioni sviluppate a livello europeo, in particolare nell’ambito dell’Energy Efficient Mortgages Action Plan (EeMAP) e delle successive definizioni dell’Autorità Bancaria Europea (EBA) ed è stato identificato come soglia significativa per definire un intervento di ristrutturazione come “green”.
È importante precisare, però, che sebbene il 30% sia un benchmark tecnico importante, citato nelle definizioni formali, nella pratica commerciale delle banche italiane i criteri di accesso possono essere espressi anche in modi più diretti per il consumatore, come:
- Acquisto di un immobile in classe energetica “A” o “B”.
- Ristrutturazione, che porti l’immobile a raggiungere almeno la classe “B” o a migliorare la classe energetica di almeno due livelli (es. da G a E).
Questi criteri più semplici (classe A/B o salto di due classi) sono spesso considerati equivalenti o rappresentativi di un miglioramento energetico sostanziale, potenzialmente in linea con la soglia del 30%, comunque sufficienti per qualificare l’operazione come “green”, secondo le policy della banca.
Crescita dei volumi e profilo del richiedente:
Il mercato dei mutui green in Italia, sta mostrando una crescita robusta e costante.
Partiti da una quota di circa il 3% sul totale dei mutui nel 2020, hanno superato stabilmente il 10% delle nuove erogazioni nel 2024, con picchi mensili fino al 16%.
I dati del primo trimestre 2025 confermano il trend, con circa 19 milioni di euro erogati (pari al 5,3% delle richieste totali).
Chi sceglie un mutuo green ha un profilo distintivo:
- Età media inferiore: circa 35 anni, rispetto ai 39 dei mutuatari tradizionali.
- Tipologia: spesso, coppie tra i 30 e i 40 anni.
- Localizzazione: prevalenza al Nord (Lombardia, Veneto, Lazio), ma in crescita anche nel Centro-Sud.
I vantaggi economici:
Il principale fattore di attrazione dei mutui green sono le condizioni economiche favorevoli.
Secondo le rilevazioni di MutuiOnline.it, a marzo 2025 il tasso fisso minimo, per durate di 20 o 30 anni, è stato del 2,25%, nettamente inferiore al 2,64% medio dei finanziamenti classici.
Oltre al tasso, bisogna considerare:
- Risparmio energetico diretto: un immobile in classe A o B permette di ridurre le spese per le utenze di oltre 1.000 euro all’anno (in 30 anni, questo si traduce in un risparmio potenziale superiore a 30.000 euro).
- Ammortamento del costo iniziale: l’eventuale maggior costo per un’abitazione green (stimato tra il 20% e il 30% in più) viene recuperato nel tempo grazie ai minori consumi e alle condizioni del mutuo.
- Offerte dedicate: le banche propongono spesso pacchetti specifici, che, per immobili in classe A/B, possono includere TAN vantaggiosi (es. 2,19%), azzeramento delle spese di istruttoria/perizia e sconti aggiuntivi sul tasso per interventi di riqualificazione.
La spinta della normativa europea:
La transizione verso edifici più sostenibili, è fortemente incoraggiata dalla normativa europea.
La Direttiva UE sulle prestazioni energetiche (EPBD, Marzo 2024), infatti, ha fissato obiettivi chiari:
- Tutti i nuovi edifici dovranno essere a emissioni zero dal 2030.
- Il consumo energetico medio degli edifici residenziali dovrà ridursi del 16%, entro il 2030.
- Entro il 2050, gli edifici più energivori dovranno migliorare le loro prestazioni del 55%.
Per l’Italia, questo significa dover ristrutturare circa il 42% degli edifici entro il 2033, un’operazione stimata tra i 260 e i 320 miliardi di euro, che verrà in gran parte finanziata tramite mutui e prestiti.
Il ruolo chiave dei mutui green:
I mutui green si configurano, quindi, come uno strumento essenziale per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità.
La combinazione di incentivi economici, consapevolezza crescente dei consumatori e normative stringenti, li posiziona quindi come un pilastro fondamentale per finanziare il futuro dell’edilizia efficiente e a basso impatto ambientale in Italia.
Contribuendo attivamente alla riduzione dell’impatto ambientale degli edifici, un fattore cruciale nella lotta al cambiamento climatico e nel percorso di raggiungimento degli obiettivi della direttiva europea.
Fonte: Mutuionline – 1 maggio 2025