
Il mercato dei mutui ritrova il suo assetto tradizionale, ma le scelte degli italiani raccontano una storia diversa, dominata dalla ricerca di stabilità.
Infatti, nonostante il tasso variabile sia tornato a essere più vantaggioso, la preferenza dei consumatori, nello scorso mese, si è concentrata in modo rilevante sulla sicurezza della rata costante offerta dai mutui a tasso fisso, secondo le recenti rilevazioni dell’Osservatorio MutuiOnline.it.
Una scelta che privilegia la tranquillità a lungo termine, rispetto al risparmio immediato.
Il tasso variabile torna a essere conveniente
Dopo oltre un anno di anomalia, i tassi variabili sono di nuovo più bassi di quelli fissi, segnando una “normalizzazione” del mercato.
A ottobre, i dati dell’Osservatorio MutuiOnline.it indicano un tasso variabile medio del 2,69%, contro un tasso fisso medio del 3,27%.
Questa differenza di 58 punti base, sebbene significativa, non è stata però sufficiente a orientare le decisioni delle famiglie, ancora memori delle recenti impennate.
La prudenza prevale sulla matematica:
Su un mutuo di 150.000 euro a 20 anni, il variabile offrirebbe un risparmio di 43 euro al mese, che su un piano trentennale si tradurrebbe in quasi 17.000 euro di interessi in meno.
Tuttavia, questo vantaggio non basta a compensare il rischio percepito.
Il risultato è che il 96,6% delle richieste di mutuo nel 2025 è stato per il tasso fisso.
Solo il 2,6% opta per il variabile, un dato in timida ripresa rispetto allo 0,5% del 2024 ma drasticamente inferiore al 17,7% registrato nel 2022.
La Lombardia fa da termometro del mercato:
La Lombardia, indicatore chiave del credito immobiliare, conferma questa tendenza ma mostra segnali di rinnovata fiducia.
L’età media dei richiedenti scende a 38 anni e 9 mesi, segnalando un ritorno dei più giovani all’acquisto della casa.
Aumentano anche la durata media dei finanziamenti (che raggiunge i 24 anni e 10 mesi) e il rapporto tra importo richiesto e valore dell’immobile (loan-to-value), che sale al 68,9%.
L’analisi provinciale rivela un quadro eterogeneo, dove emergono dinamiche locali specifiche:
- Milano si conferma essere la piazza più dinamica, con il primato sia per l’importo medio richiesto (178.863 euro) sia per il valore degli immobili (296.737 euro).
- Cremona risulta la provincia più cauta, con una media richiesta di 121.928 euro.
- Pavia registra l’età media più alta dei richiedenti (39 anni e 7 mesi), mentre Sondrio presenta le durate di mutuo più brevi (23 anni e 4 mesi).
Questi dati disegnano la mappa di un territorio nel quale le dinamiche del credito si adattano alle specifiche realtà economiche e demografiche di ogni provincia.
L’acquisto della prima casa resta il motore del mercato:
La finalità principale delle richieste di finanziamento si conferma l’acquisto della prima casa, che rappresenta il 56,7% del totale.
Seguono la surroga (il trasferimento del mutuo), con il 33,1% delle richieste, e i mutui per l’acquisto della seconda casa (7,7%).
Un mercato in cerca di un nuovo equilibrio:
Il 2025 si delinea come un anno di transizione consapevole.
Se da un lato i tassi si stanno stabilizzando su livelli storicamente accettabili, dall’altro la psicologia del risparmiatore italiano, condizionata dall’incertezza e dalla volatilità recenti, privilegia in modo netto la certezza della rata.
Il mercato ha ritrovato il suo passo, ma oggi la partita si gioca più sulla fiducia che sulla mera convenienza.
Fonte: MutuiOnLine – 31 ottobre 2025
MUTUI: lieve aumento del Taeg (3,67%) e preferenza per il tasso variabile, ad agosto 2025