MUTUI: lieve flessione del TAEG (3,58%), a maggio 2025

MUTUI: lieve flessione del TAEG (3,58%), a maggio 2025

Come comunicato dalla BANCA D’ITALIA, attraverso il consueto report mensile, a maggio 2025 i tassi di interesse sui prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni – comprensivi delle spese accessorie (Taeg, Tasso Annuale Effettivo Globale), si sono collocati al 3,58% (3,67% nel mese precedente, 4,04% a maggio 2024).

La quota di questi prestiti con periodo di determinazione iniziale del tasso fino a 1 anno, è stata del 7,2% (9,3% nel mese precedente), ad indicare che un maggior numero di famiglie ha optato per la stabilità offerta dal tasso fisso.

In calo anche i tassi sulle erogazioni effettive:

A differenza del TAEG, che è un indicatore onnicomprensivo, il tasso sulle erogazioni effettive rappresenta il costo “netto” del finanziamento, ovvero il tasso di interesse puro applicato al capitale effettivamente erogato, escludendo le spese accessorie come istruttoria e perizia.
A maggio scorso, questo valore si è attestato al 3,12%, in calo sia rispetto al 3,22% di aprile 2025, che rispetto al 3,52% registrato a maggio 2024, rafforzando la tendenza a un minor costo del denaro per i mutuatari.

Aumentano i volumi delle nuove erogazioni:

Il calo dei tassi di interesse sembra aver stimolato la domanda.
Le erogazioni di nuovi mutui per l’acquisto di abitazioni, infatti, sono salite a 5,45 miliardi di euro, registrando un netto aumento rispetto ai 4,78 miliardi di aprile e ai 4,23 miliardi di maggio 2024.

Indicando, quindi una rinnovata vivacità del mercato.

In crescita anche lo stock complessivo:

La vivacità del mercato ha inciso anche sullo stock totale dei mutui in essere.
Il debito complessivo delle famiglie per l’acquisto di immobili è infatti salito a 673,3 miliardi di euro, registrando un aumento rispetto ai 671,3 miliardi del mese precedente e confermando il trend positivo del mercato.

Un segnale positivo arriva anche dalle consistenze, ovvero lo stock totale dei mutui ancora attivi.
Il tasso di interesse medio armonizzato applicato a questi prestiti è sceso al 2,73% (rispetto al 2,75% di aprile), pur rimanendo superiore al 2,49% registrato a maggio 2024.

Ma cosa significa esattamente questo indicatore e perché è diverso dal tasso sui nuovi mutui?

  • Riguarda tutti i mutui esistenti: a differenza del TAEG (che guarda solo ai nuovi contratti), questo tasso è la media ponderata dei tassi di interesse di tutti i mutui che le famiglie stanno ancora rimborsando, inclusi quelli stipulati molti anni fa.
    Per questo si muove molto lentamente.
  • È “armonizzato”: cioè, viene calcolato con una metodologia standard per tutta l’Eurozona.
    Questo significa che il dato italiano è direttamente confrontabile con quello di altri paesi come Germania o Francia, offrendo una visione coerente del costo del debito immobiliare a livello europeo.

Lo stock dei prestiti per l’acquisto di abitazioni che sono stati oggetto di cartolarizzazione è sceso a 39,2 miliardi di euro, in calo sia rispetto ai 39,6 miliardi di aprile, che in modo più netto rispetto ai 45,4 miliardi di maggio 2024.

La cartolarizzazione è un’operazione finanziaria con cui una banca “impacchetta” un gruppo di prestiti (in questo caso, mutui) e li trasforma in titoli (obbligazioni) che vende a grandi investitori.
Questo permette alla banca di ottenere subito liquidità e di trasferire il rischio.
Per chi ha contratto il mutuo, comunque, non cambia assolutamente nulla, visto che le condizioni contrattuali, l’importo della rata e l’interlocutore per i pagamenti rimangono gli stessi.

Fonte: BANCA D’ITALIA – 9 luglio 2025

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