
Come comunicato dalla BANCA D’ITALIA, attraverso il consueto report mensile, a giugno 2025 i tassi di interesse sui nuovi prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni – comprensivi delle spese accessorie (Taeg, Tasso Annuale Effettivo Globale), si sono collocati al 3,60% (3,58% nel mese precedente).
Il comparto dei mutui per l’acquisto di abitazioni, inoltre, ha confermato la sua solidità, con un aumento tendenziale del +2,1% dell’ammontare complessivo dei finanziamenti in essere, evidenziando, quindi, che le nuove richieste di mutuo sono state più numerose e consistenti di quelli che sono stati completamente rimborsati.
Un chiaro segnale che le famiglie continuano a investire con fiducia nell’acquisto di un’abitazione.
Meno famiglie in difficoltà con il pagamento delle rate:
Un segnale estremamente positivo arriva dall’analisi della salute finanziaria dei mutuatari, con la flessione del tasso di deterioramento del credito, che misura l’incidenza dei nuovi prestiti diventati inefficaci (le cosiddette “sofferenze”).
Questo indica che un numero minore di famiglie sta riscontrando difficoltà nel pagare le rate del mutuo, un fattore che rafforza la stabilità dell’intero settore.
Aumenta la quota di nuovi mutui a tasso variabile:
Un segnale interessante emerge dall’analisi delle tipologie di tasso.
La quota di nuovi mutui con periodo di determinazione iniziale del tasso fino a 1 anno (che include i variabili e i fissi di brevissimo periodo) è salita al 8,8%, rispetto al 7,2% del mese precedente.
Sebbene il tasso fisso rimanga la scelta predominante, questo incremento suggerisce un cauto e crescente interesse verso soluzioni più flessibili, probabilmente in risposta alle recenti dinamiche dei tassi di riferimento.
Dinamiche di mercato e prospettive future:
L’attuale scenario dei tassi di interesse presenta una doppia faccia, influenzando direttamente la scelta dei consumatori.
Per comprendere meglio le tendenze, è utile osservare i due indici di riferimento principali.
- Indici Euribor: i parametri che determinano il costo dei mutui a tasso variabile si sono mantenuti relativamente stabili negli ultimi mesi, dopo il ciclo di allentamento monetario della BCE.
- Indici IRS: al contrario, gli indici che definiscono il costo dei mutui a tasso fisso hanno mostrato un leggero e graduale rialzo, rendendoli leggermente meno convenienti rispetto a qualche mese fa.
Questa dinamica ha ridotto il differenziale tra le due tipologie di tasso, con il variabile che in alcuni casi torna a essere più competitivo.
Un mercato resiliente:
Il quadro che emerge a giugno 2025 descrive un mercato dei mutui casa che sembra godere di buona salute.
La crescita costante dei volumi e il miglioramento della qualità del credito, rivelano una rinnovata fiducia ed una maggiore sostenibilità dell’investimento nella proprietà immobiliare.
Il leggero aumento dei tassi non sembra frenare la domanda, mentre il timido ritorno di interesse per il variabile segnala un mercato maturo, in cui i consumatori iniziano a valutare strategie differenziate in un contesto di ritrovata stabilità.
Fonte: BANCA D’ITALIA – 11 agosto 2025
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