Mutui: flessione delle richieste (-5,9%) e importo medio di circa 154.000 euro, nel primo semestre 2026

Mutui: flessione delle richieste (-5,9%) e importo medio stabile di circa 154.000 euro, nel primo semestre 2026
Nel primo semestre 2026, la domanda di mutui immobiliari in Italia registra una contrazione del -5,9%, accompagnata da un drastico calo delle surroghe (-38,4% nel I trimestre). L’importo medio richiesto si consolida a 153.972 euro, con le famiglie che prediligono piani di rimborso lunghi per ammortizzare il peso della rata nel bilancio domestico. Il 43,8% delle richieste risulta essere concentrato nella durata 25-30 anni.Sintesi curata da DELLE VITTORIE House Trading, su dati del Barometro CRIF (EURISC).

Nel primo semestre del 2026, l’ecosistema del credito immobiliare in Italia ha attraversato una fase di riassestamento, con le famiglie che hanno mantengono un approccio difensivo verso il nuovo indebitamento.
I dati elaborati dal Barometro CRIF, attingendo al Sistema di Informazioni Creditizie EURISC, certificano infatti una contrazione generale delle richieste, bilanciata però da una tenuta degli importi medi e da una chiara preferenza per i piani di ammortamento a lungo termine per massimizzare la sostenibilità del debito:

Domanda Mutui (I semestre 2026) 📉
-5,9%
Flessione delle richieste, rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente.
Importo medio richiesto 💶
153.972 euro
Sostanziale stabilità dell’importo (-0,2%), trainata dai costi non comprimibili.
Dinamica Surroghe (I trimestre 2026) ⚠️
-38,4%
Brusca frenata delle portabilità, sintomo di un bacino rinegoziabile ormai esaurito.

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Durata 2m 11s 16 luglio 2026
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Rallenta la domanda, si esaurisce la spinta delle surroghe:

L’analisi temporale dei primi sei mesi dell’anno evidenzia un mercato col freno a mano tirato, con l’unica eccezione del mese di maggio, capace di segnare un debole +0,4% rispetto ai volumi storici.
Il driver principale in negativo è rappresentato dalle surroghe: il crollo del -38,4% nel primo trimestre del 2026 dimostra che la stragrande maggioranza dei mutuatari in Italia ha già blindato e ottimizzato i propri contratti durante i primi segnali di ribasso dei tassi, svuotando di fatto il mercato potenziale della portabilità.

Il secondo semestre 2026 dipenderà fortemente dalle mosse della BCE e dalla capacità delle banche italiane di tradurre i tagli dei tassi in offerte commerciali più aggressive, specialmente per il segmento dei mutui green, ormai driver imprescindibile per la riqualificazione del patrimonio abitativo in Italia.

Analisi di scenario: l’effetto tassi

Il paradosso apparente tra tassi in discesa e domanda in calo si spiega con due fattori convergenti: i requisiti regolamentari più rigidi adottati dagli Istituti bancari (che abbassano il tasso di approvazione) e la prudenza dei consumatori italiani, che preferiscono ritardare le operazioni in attesa di ulteriori tagli del costo del denaro da parte della Banca Centrale.

Ingegneria del debito: importi sostenibili e durate massimizzate

L’esame della segmentazione del credito conferma una forte razionalizzazione delle esposizioni finanziarie, con oltre sei richieste su dieci che si concentrano nel blocco centrale tra i 100.000 e i 300.000 euro. Una forbice che garantisce l’accesso all’acquisto, senza sforare i limiti del Loan To Value (LTV) tollerati dalle banche.

Parallelamente, per disinnescare il rischio di insolvenza mensile, oltre nove mutuatari su dieci in Italia optano per durate superiori ai 15 anni, spalmando l’onere finanziario su un orizzonte generazionale:

Classe di Importo Richiesto Quota di Mercato (%)
Fino a 75.000 € 15,1%
75.001 – 100.000 € 16,9%
100.001 – 150.000 € 30,9%
150.001 – 300.000 € 31,1%
Oltre 300.000 € 6,0%
Durata Quota di Mercato (%)
Fino a 5 anni 0,5%
5 – 10 anni 3,9%
10 – 15 anni 9,2%
15 – 20 anni 15,6%
20 – 25 anni 19,8%
25 – 30 anni 43,8%
Oltre 30 anni 7,2%

Identikit socio-demografico dei richiedenti:

L’accesso al mutuo si conferma fisiologicamente incatenato al momento di massima spinta vitale e produttiva. La macro-fascia compresa tra i 25 e i 54 anni, infatti, domina incontrastata, drenando l’84,3% della domanda complessiva. Si tratta delle coorti generazionali in cui convergono il consolidamento dei redditi lavorativi e l’espansione dei nuclei familiari.

Decisamente più marginale la partecipazione degli over 55 (appena il 12,9% del totale), coerentemente con un ciclo di vita in cui le esigenze abitative primarie sono generalmente già risolte o si predilige l’impiego diretto della liquidità patrimoniale:

Fascia Anagrafica Richiedenti Quota di Mercato (%)
18 – 24 anni 2,8%
25 – 34 anni 31,4%
35 – 44 anni 31,3%
45 – 54 anni 21,6%
55 – 64 anni 10,6%
65 – 74 anni 2,3%

Il progressivo allentamento della politica monetaria, avviato nella seconda metà del 2024 e proseguito fino a maggio 2026, ha contribuito a ridurre il costo del credito, rafforzando l’equilibrio finanziario delle famiglie.
In uno scenario ancora caratterizzato da incertezza, la domanda di credito dovrebbe rimanere improntata alla cautela, con un ambito di crescente interesse per i mutui destinati all’acquisto di abitazioni ad alta efficienza energetica.

Simone Capecchi Executive Director, CRIF

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