MUTUI: aumento del Taeg (3,81%) e delle richieste per il tasso variabile, a dicembre 2025

MUTUI: aumento del Taeg (3,81%) e delle richieste per il tasso variabile, a dicembre 2025

Come comunicato dalla BANCA D’ITALIA, attraverso il consueto report mensile, a dicembre 2025 i tassi di interesse sui nuovi prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni – comprensivi delle spese accessorie (Taeg, Tasso Annuale Effettivo Globale), si sono collocati al 3,81% (3,72% nel mese precedente, 3,55% a dicembre 2024).

La quota di questi prestiti, con periodo di determinazione iniziale del tasso fino a 1 anno, è stata del 18,5% (14,9% nel mese precedente), mentre il tasso di erogazione effettivo è stato del 3,37% (3,28% nel mese precedente, 3,02% a dicembre 2024).

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Durata 2m 33s 10 Febbraio 2026
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Analisi dello scenario: cosa ci dicono questi numeri?

L’ultimo rilevamento statistico “Banche e moneta” evidenzia una lieve inversione di tendenza nella parte finale del 2025.
Dopo una fase di stabilità autunnale, infatti, il costo complessivo del finanziamento per l’acquisto della casa (TAEG) ha registrato un incremento di 9 punti base, portandosi ai massimi del trimestre.

Il ritorno del tasso variabile: una scommessa sul futuro?

Il dato più rilevante dal punto di vista strategico non è il tasso in sé, ma la composizione della domanda.
La quota di nuovi mutui a tasso variabile (o con periodo di determinazione iniziale del tasso inferiore a un anno) ha subito un’accelerazione improvvisa, passando dal 14,9% di novembre al 18,5% di dicembre.

Questo spostamento significativo verso il tasso variabile suggerisce due possibili chiavi di lettura:

  • Aspettative di ribasso: le famiglie e i consulenti finanziari potrebbero prevedere un calo dei tassi di riferimento nel breve-medio periodo, ritenendo meno conveniente bloccare un tasso fisso al 3,81% per l’intera durata del piano di ammortamento.
  • Sostenibilità della rata: in un contesto di tassi fissi leggermente in rialzo, il variabile potrebbe aver offerto, nel mese di dicembre, una rata d’ingresso più bassa e quindi più accessibile per superare i criteri di merito creditizio (rapporto rata/reddito).

Il volume dei prestiti e la risposta del mercato:

Nonostante il lieve rincaro dei tassi, il mercato del credito alle famiglie dimostra resilienza.
Secondo i dati generali riportati da Banca d’Italia, i prestiti alle famiglie su base annua sono aumentati del +2,5% (rispetto al +2,3% registrato nel mese precedente).

Nel solo mese di dicembre 2025, inoltre, le banche hanno erogato nuovi prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni per un totale di 6.318 milioni di euro. Questo dato rappresenta:

  • Un netto balzo in avanti rispetto ai 5.748 milioni erogati a novembre 2025 (+9,9% su base mensile).
  • Un risultato superiore, seppur di misura, anche rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (a dicembre 2024 erano stati erogati 6.303 milioni).

La domanda abitativa, quindi, rimane tonica e l’accesso al credito continua a essere un motore attivo, seppur con costi di finanziamento che richiedono una pianificazione finanziaria più attenta rispetto al passato recente.

Il “Fattore rata” e l’incognita della futura surroga:

Alla luce dei dati relativi a dicembre 2025, chi si appresta a richiedere un mutuo si trova davanti a uno scenario che richiede prudenza ma offre opportunità.
L’aumento della preferenza per i tassi a breve termine (variabili) indica una maggiore propensione al rischio da parte dei mutuatari, che sembrano voler evitare di cristallizzare i costi attuali, in attesa di politiche monetarie più favorevoli.

Per molte famiglie, la scelta potrebbe essere dettata dalla sostenibilità immediata, con il variabile che in questo momento può offrire una rata d’ingresso più leggera rispetto al fisso, permettendo di rientrare nei rigidi parametri di merito creditizio (rapporto rata/reddito) imposti dalle banche.
Molti mutuatari, però, sottoscrivono oggi un tasso variabile contando sulla possibilità di una surroga (portabilità del mutuo) non appena i tassi fissi torneranno a scendere. Questa strategia nasconde un rischio spesso sottovalutato: la surroga non è un diritto automatico.

La Banca presso cui si intende spostare il mutuo, infatti, valuterà nuovamente il merito creditizio da zero e, se nel frattempo la situazione lavorativa fosse cambiata, se si sono contratti altri debiti o se il valore dell’immobile è sceso (alzando il Loan-To-Value), potrebbe rifiutare la pratica, lasciando il mutuatario “prigioniero” del tasso variabile proprio nel momento in cui vorrebbe uscirne.

Il consiglio per chi si appresta a firmare oggi è di non guardare solo alla rata del primo mese, ma di simulare la sostenibilità del debito in una prospettiva futura.
La flessibilità è uno strumento potente, ma va gestita calcolando sempre tutte le variabili.

Note e precisazioni:

Il presente approfondimento ha scopo esclusivamente informativo e divulgativo. I dati statistici citati fanno riferimento al report ufficiale “Banche e moneta” della Banca d’Italia (Febbraio 2026).
Le analisi riportate non costituiscono in alcun modo consulenza finanziaria personalizzata, offerta al pubblico o sollecitazione al risparmio.

Le condizioni dei mutui (TAEG, spread, indici Euribor/Eurirs) sono soggette a fluttuazioni di mercato quotidiane. Si invita pertanto l’utente a verificare le condizioni economiche aggiornate direttamente presso gli Istituti di credito o tramite consulenti finanziari abilitati, prima di assumere qualsiasi impegno contrattuale.
DELLE VITTORIE House Trading declina ogni responsabilità per decisioni assunte autonomamente dal lettore sulla base delle informazioni qui contenute.

Fonte: BANCA D’ITALIA – 13 febbraio 2026

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