
Come comunicato dalla BANCA D’ITALIA, attraverso il consueto report mensile, a ottobre 2025 i tassi di interesse sui nuovi prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni – comprensivi delle spese accessorie (Taeg, Tasso Annuale Effettivo Globale), si sono collocati al 3,73% (3,71% nel mese precedente, 3,74% a ottobre 2024).
La quota di questi prestiti, con periodo di determinazione iniziale del tasso fino a 1 anno, è stata del 16,1% (11,5% nel mese precedente), indicando un significativo ritorno di interesse delle famiglie verso le soluzioni a tasso variabile.
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Analisi dello scenario: stabilità apparente e nuove strategie
I dati di ottobre 2025 restituiscono la fotografia di un mercato immobiliare e creditizio in fase di assestamento.
Se da un lato il costo complessivo del finanziamento (TAEG) mostra una sostanziale stabilità tecnica rispetto all’anno precedente, dall’altro emerge un cambiamento rilevante nel comportamento dei mutuatari e nelle dinamiche di offerta bancaria.
Il lieve incremento mensile (+0,02% rispetto a settembre) non deve distogliere l’attenzione dal ritorno di interesse verso forme di tasso variabile o misto.
Il ritorno del tasso variabile: una scommessa sul futuro?
Il dato più significativo del report di Banca d’Italia riguarda la composizione della domanda, con una quota di nuovi mutui a tasso variabile (o con periodo di determinazione iniziale fino a un anno) che ha registrato un’impennata notevole, passando dall’11,5% di settembre al 16,1% di ottobre.
Questo incremento di +4,6 punti percentuali, in un solo mese, può essere interpretato attraverso due chiavi di lettura strategiche:
- Aspettative al ribasso: le famiglie potrebbero aver ripreso a scegliere il tasso variabile scommettendo su una prossima discesa dei tassi di riferimento europei (EURIBOR), ritenendo l’attuale tasso fisso troppo oneroso per essere bloccato a lungo termine.
- Politiche commerciali: le istituzioni finanziarie potrebbero aver introdotto offerte promozionali aggressive sui tassi variabili iniziali (o mutui con CAP) per stimolare un mercato che necessita di maggiori volumi. Un tentativo mirato a riattivare la domanda di credito, facendo leva su rate d’ingresso più sostenibili
In definitiva, sebbene la stabilità dei tassi fissi offra ancora un porto sicuro, la vivacità del comparto variabile impone ai futuri mutuatari un’attenta valutazione del proprio profilo di rischio, trasformando la scelta del finanziamento da semplice calcolo di rata a vera e propria strategia di pianificazione patrimoniale.
Scenari e strategie future:
Alla luce dei dati attuali, chi si appresta a richiedere un finanziamento per la prima casa fronteggia uno scenario meno monolitico rispetto al passato.
Se la stabilità del TAEG certifica l’assorbimento delle precedenti politiche monetarie, la crescita della quota a tasso variabile segnala l’apertura di nuove finestre di opportunità per una gestione più attiva del debito.
In questa fase di rinnovata dinamicità, diventa quindi cruciale valutare non solo il tasso di ingresso, ma l’intera curva attesa per il prossimo biennio, monitorando con estrema attenzione le future mosse di politica monetaria.
Fonte: BANCA D’ITALIA – 10 dicembre 2025
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