
Il Rapporto Immobiliare 2025 sul mercato non residenziale, recentemente pubblicato dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) dell’Agenzia delle Entrate, ha offerto un’analisi dettagliata sull’andamento relativo allo scorso anno.
Questa edizione, arricchita dalla collaborazione di Assilea (Associazione Nazionale delle Società di Leasing), si è concentrata sugli immobili a destinazione terziaria, commerciale e produttiva, delineando le dinamiche di compravendita e le tendenze del leasing immobiliare in Italia.
Andamento del mercato 2024:
Le compravendite di unità non residenziali (uffici, negozi, settore produttivo) sono aumentate complessivamente del +5,1% rispetto al 2023, rappresentando circa il 10% delle transazioni totali e poco più del 14% dello stock immobiliare nazionale.
Si è registrata una crescita generalizzata in tutti i segmenti, con un incremento particolarmente accentuato nel comparto “Altre destinazioni” (+24,9%), favorito anche da incentivi come il “sismabonus acquisti”.
Nel dettaglio:
- Settore produttivo: +6,5% di unità scambiate.
- Negozi: +5,3% di compravendite.
- Uffici: +2,9% nelle transazioni.
Dinamiche dei prezzi (quotazioni medie OMI 2024):
Le quotazioni immobiliari nel 2024 hanno mostrato andamenti differenziati:
- Uffici: 1.316 euro/mq, con un lieve incremento del +0,4% rispetto al 2023. Dal 2011, i prezzi degli uffici hanno subito un calo complessivo del -16%, ma il 2024 ha segnato una leggera inversione di tendenza.
- Negozi: 1.422 euro/mq, in leggera flessione del -0,3%, hanno registrato la perdita di valore più consistente dal 2011 (-23%).
- Immobili produttivi (capannoni): 448 euro/mq, con un calo del -0,5%.
Focus sui segmenti chiave:
Il Rapporto 2025 ha dedicato un’attenzione particolare alle tre tipologie immobiliari non residenziali maggiormente rappresentative: uffici (categoria catastale A/10), negozi e laboratori (C/1 e C/3), e immobili del settore produttivo come opifici e industrie (D/1 e D/7).
L’analisi, infatti, ha approfondito le dinamiche di stock, compravendite, intensità di mercato e quotazioni per ciascun segmento, offrendo una panoramica dettagliata delle specificità e delle performance nel corso del 2024.
Il Mercato degli uffici (Categoria Catastale A/10):
- Stock: quasi 626.000 unità censite, con oltre il 50% nel Nord Italia (Lombardia al 21,1%).
- Compravendite (NTN): 13.633 unità scambiate (+2,9% vs 2023), con crescita trainata da Centro (+6,3%), Sud (+7,8%) e Nord Est (+3,1%). La Lombardia, inoltre, rappresenta quasi un quarto delle transazioni nazionali.
- Intensità di Mercato (IMI): l’IMI nazionale è del 2,18%, con le regioni del Nord Est che mostrano la maggiore dinamicità.
- Quotazioni: media nazionale di 1.316 euro/mq. La Liguria è la più cara (oltre 1.900 euro/mq), Umbria e Calabria sono risultate essere le più economiche (circa 835 euro/mq), mentre nelle grandi città, Venezia (3.791 euro/mq) e Milano (3.674 euro/mq) presentano i valori più elevati.
Il mercato dei negozi (Categorie catastali C/1 e C/3):
- Stock: poco meno di 2,5 milioni di unità, con la quota maggiore al Sud (27,3%).
- Compravendite (NTN): circa 43.000 unità scambiate (+5,3% vs 2023), con il Nord Est che ha registrato l’aumento più significativo (+6,8%).
- Intensità di Mercato (IMI): l’IMI nazionale è dell’1,72%, con Lombardia ed Emilia-Romagna che hanno superato il 2,0%.
- Quotazioni: media nazionale di 1.422 euro/mq, con Liguria e Lombardia che hanno raggiunto i valori più alti (oltre 1.800 euro/mq).
- Locazioni: quasi 115.000 nuovi contratti di locazione stipulati nel 2024 (+1,4% vs 2023), con un Indice di Mercato delle Locazioni (IML) del 6%. Il canone medio annuo per unità di superficie è di circa 125 euro al mq, con un aumento del +2,7%.
Il mercato del settore produttivo:
- Stock: oltre 830.000 unità, concentrate per quasi il 60% nel Nord.
- Compravendite (NTN): 16.715 unità scambiate (+6,5% vs 2023), con crescita trainata da Nord e Sud.
- Intensità di Mercato (IMI): l’IMI nazionale è del 2,01%. Il Nord Ovest è l’area più dinamica (IMI 2,51%), con la Lombardia al 2,76%.
- Quotazioni: media nazionale di 448 euro/mq, con un calo del -0,5%. Liguria (circa 690 euro/mq) e Valle d’Aosta (683 euro/mq) sono risultate essere le più costose.
Valore complessivo degli scambi nel 2024:
Il valore di scambio stimato per i tre settori (uffici, negozi, capannoni) ammonta a 19,2 miliardi di euro nel 2024, con un incremento di oltre il +10% rispetto al 2023.
Questa crescita è stata trainata da:
- Capannoni: +18,3% (valore di scambio di circa 7,7 miliardi di euro).
- Negozi: +5,9% (valore di scambio di circa 8,1 miliardi di euro).
- Uffici: +5,8% (valore di scambio di circa 3,4 miliardi di euro).
Oltre il 60% del fatturato totale, inoltre, è stato generato nelle regioni del Nord.
Approfondimento sul Leasing immobiliare:
Il leasing immobiliare si conferma uno strumento finanziario apprezzato, soprattutto dalle PMI.
Nel 2024 si è evidenziato quanto segue:
- Contratti e Valori Complessivi: Sono stati stipulati 2.592 contratti, per un valore complessivo di oltre 3 miliardi di euro (+5,3% rispetto al 2023).
- Valore Medio Contratto: È salito a 1,170 milioni di euro (+10,9%).
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Tipologie di Immobili in Leasing (per valore):
- Immobili industriali: 51,5%
- Immobili commerciali: 24,9%
- Immobili uso ufficio: 16,1%
- Alberghi e centri ricreativi: 4,7%
- Immobili residenziali: 2,7%
- Leasing su Immobili “Costruiti”: Rappresenta l’83,5% dei contratti e il 62,8% del valore realizzato nel 2024, con una crescita del +18,2%.
- Leasing su Immobili “Da Costruire”: Ha visto un calo del -15,6% nel numero di contratti e del -11,0% nel valore.
- Focus Uffici (Leasing): Il leasing di immobili ad uso ufficio ha registrato l’incremento più elevato (+40,4% nel valore dello stipulato).
Conclusioni:
In sintesi, il Rapporto Immobiliare 2025 ha evidenziato un mercato non residenziale in ripresa, con dinamiche positive nelle compravendite del 2024 e un ruolo cruciale del leasing.
Sebbene con andamenti eterogenei, tra i diversi segmenti ed aree geografiche.
Fonte: RAPPORTO IMMOBILIARE 2025 | Il settore non residenziale – 29 maggio 2025