
Il mercato della locazione in Italia sta attraversando una fase complessa, caratterizzata da una domanda crescente che si scontra con un’offerta sempre più ridotta.
Questa dinamica, aggravata dall’aumento generale dei prezzi delle abitazioni, ha spinto i canoni di locazione verso l’alto, con incrementi medi del 3-4% negli ultimi due anni e picchi significativi in città come Bologna (+5,2%. nel 2024) e Milano (+3,2%, nel 2024).
I dati emergono dall’Osservatorio Affitti 2024, realizzato da Nomisma per conto di CRIF e in collaborazione con Confabitare, che ha offerto un’analisi delle tendenze e delle criticità del settore.
Le cause dietro la stretta del mercato:
Sebbene una politica monetaria più accomodante stia favorendo una timida ripresa delle compravendite immobiliari (con previsioni di aumento per le transazioni via mutuo nel 2025), il costo del credito ancora elevato e i prezzi di acquisto sostenuti continuano a spingere molte persone verso l’affitto come soluzione abitativa.
Tuttavia, l’offerta fatica a tenere il passo.
Uno dei fattori chiave è l’enorme numero di abitazioni inutilizzate o sottoutilizzate nel Paese, che si stima siano circa 4,5 milioni a livello nazionale.
Di queste, circa 80.000 si trovano a Milano e 18.000 a Bologna, città dove peraltro la quota di case in locazione è più alta della media (25% a Milano, 30% a Bologna), segno di mercati potenzialmente più dinamici ma anche sotto pressione.
Focus su Milano | canoni elevati:
- Canoni elevati: dal 2021, gli affitti a Milano sono cresciuti più della media nazionale.
Il canone medio per i nuovi contratti, infatti, nel 2023 si attestava a 1.052 Euro, quasi il doppio della media italiana (541 Euro). - Motivazioni dei proprietari: il 63% dei locatori milanesi affitta per integrare il proprio reddito, mentre per il 38% è una forma di investimento del patrimonio familiare.
- Gestione e garanzie: a Milano è più diffuso l’intermediazione di agenzie immobiliari (41%).
Lo screening degli inquilini è rigoroso (il 65% chiede buste paga e referenze), il deposito cauzionale è la garanzia principale, mentre la fideiussione bancaria è meno comune (11%) rispetto alla media nazionale (18%).
Focus su Bologna | mercato dinamico:
- Canoni in crescita: anche a Bologna i canoni sono saliti più della media nazionale dal 2021, con un canone medio per nuovi contratti di 813 Euro nel 2023.
- Motivazioni dei proprietari: similmente a Milano, il 60% affitta per integrare il reddito e il 31% lo considera un investimento.
- Gestione e garanzie: a differenza di Milano, a Bologna è più frequente l’affitto diretto a conoscenti (31%).
Lo screening è comunque attento (il 60% chiede documenti reddituali), il deposito cauzionale è richiesto dal 67% dei locatori, ma la fideiussione bancaria è più utilizzata (23%) sia rispetto a Milano che alla media nazionale.
Il difficile rapporto tra proprietari e inquilini:
L’Osservatorio ha messo in luce le tensioni esistenti tra chi offre e chi cerca casa in affitto.
Dal lato degli inquilini, per il 35% l’affitto rappresenta una soluzione stabile, soprattutto per gli over 60 (il 71% di chi vive in affitto da oltre 15 anni, appartiene a questa fascia d’età).
Questo dato evidenzia la difficoltà di cambiare casa in età avanzata, ma solleva anche preoccupazioni sull’incidenza del canone sulle pensioni, destinate a ridursi con il passaggio al sistema contributivo.
Dal lato dei proprietari, le preoccupazioni principali sono:
- Il rischio di danni all’immobile (50%);
- La difficoltà nel trovare inquilini affidabili e puntuali nei pagamenti (47%);
- Una percezione di normative sbilanciate a favore degli inquilini.
Questi timori, uniti al rischio di morosità, spingono molti proprietari a non mettere l’immobile sul mercato.
Circa il 30% dei proprietari non intende affittare e un ulteriore 9% ha smesso di farlo, spesso per paura di mancati pagamenti, danni o difficoltà nel rientrare in possesso dell’immobile.
Queste asimmetrie informative, ovvero la difficoltà per il proprietario di conoscere l’affidabilità dell’inquilino – e viceversa – rendono conseguentemente più difficile l’incontro tra domanda e offerta, contribuendo all’aumento dei canoni.
Il nodo della puntualità e della morosità:
La regolarità dei pagamenti è cruciale e, sebbene 3 inquilini su 5 dichiarino di pagare sempre puntualmente e un altro 24% ci riesca pur con qualche difficoltà, circa il 20% degli affittuari ammette di aver avuto episodi di ritardo o morosità, spesso legati a perdita temporanea del lavoro o difficoltà reddituali.
Dal punto di vista dei proprietari, il 24% conferma di aver ricevuto pagamenti in ritardo e il 10% dichiara di non aver ricevuto affitti dovuti.
Tuttavia, di fronte alla morosità, l’approccio prevalente è attendista.
Solo un terzo dei proprietari interessati, infatti, ha intrapreso azioni specifiche, mentre due terzi non hanno ancora avviato azioni legali.
Le proposte di FIMAA per aumentare l’offerta di abitazioni:
La Federazione Italiana Mediatori Agenti Affari (FIMAA-Confcommercio) ha recentemente espresso la propria posizione, in merito al rilancio del mercato delle locazioni in Italia, durante un’audizione alla Commissione Ambiente della Camera, nell’ambito dell’esame del Ddl Programma nazionale edilizia.
Secondo FIMAA, la crisi abitativa non è primariamente attribuibile alle locazioni turistiche o alla mancanza di immobili, bensì alla pressione fiscale eccessiva e ai rischi che gravano sui proprietari con contratti di locazione residenziale ordinari.
Per incentivare la collocazione sul mercato di un ingente numero di case vuote (9,5 milioni, a livello nazionale), FIMAA ha avanzato una serie di proposte volte a tutelare maggiormente i proprietari e a rendere più attrattiva la locazione residenziale:
- Riduzione della pressione fiscale:
- Dimezzamento dell’IMU per chi loca con un contratto abitativo ordinario, al fine di favorire una maggiore offerta di alloggi a prezzi accessibili.
- Prevedere aliquote impositive agevolate per le locazioni di lungo periodo, per contrastare la volatilità del mercato e promuovere soluzioni abitative più stabili.
- Riconoscere agevolazioni fiscali per i proprietari che locano a categorie svantaggiate, come studenti, giovani lavoratori e famiglie meno abbienti.
- Maggiore tutela per i proprietari:
- Riconoscimento del contratto di locazione come titolo esecutivo nei casi di inquilini morosi, permettendo al proprietario di rientrare più facilmente in possesso dell’immobile.
- Adozione di strumenti di garanzia per coprire eventuali morosità, come fondi di compensazione pubblici o agevolazioni assicurative che riducano il rischio di mancati pagamenti.
- Esenzione dal pagamento dell’IMU e delle imposte sui canoni non percepiti, nei casi di morosità dell’inquilino.
- Creazione di una banca dati delle morosità (sul modello di quella del CRIF nel settore del credito) per valutare l’affidabilità degli inquilini prima della stipula del contratto di locazione.
FIMAA ritiene che intervenire su questi aspetti, con una regolamentazione più attuale e idonea, possa rispondere alle esigenze del settore e motivare i proprietari a locare con contratti residenziali ordinari.
Nuove norme (articolo 634-bis del Codice penale):
Oltre alle sfide del mercato degli affitti regolari, una crescente preoccupazione riguarda il fenomeno dell’occupazione abusiva di immobili privati.
Per contrastare questa pratica illecita, che viola il diritto di proprietà, sono intervenute negli anni sia proposte di legge che provvedimenti governativi più recenti.
Una specifica proposta di legge, approvata dalla Camera Dei Deputati, ha introdotto l’articolo 634-bis del Codice Penale, che mira a modificare l’articolo 633 del codice penale, introducendo misure più severe e procedure accelerate.
Tra i punti chiave proposti:
- Inasprimento delle Pene: l’articolo 1 della proposta prevedeva la reclusione da 2 a 6 anni e una multa da 3.000 a 7.000 euro per chi invade edifici altrui (pubblici o privati) per occuparli o trarne profitto.
La pena sarebbe aumentata di un terzo se l’invasione riguarda un’abitazione (anche saltuaria) e causa l’estromissione del legittimo proprietario o utilizzatore. - Procedure d’urgenza: in caso di flagranza o quasi flagranza, la polizia giudiziaria dovrebbe intervenire immediatamente.
L’autorità giudiziaria, ricevuta la notizia di reato, dovrebbe procedere entro 48 ore al sequestro preventivo dell’immobile, disponendo lo sgombero e l’immediata restituzione all’avente diritto. - Esenzioni fiscali: gli articoli 3 e 4 della proposta introducevano l’esenzione dal pagamento di IMU e TARI per il proprietario, qualora l’immobile rimanesse occupato nonostante l’azione penale e lo sgombero fosse impedito per cause non imputabili al proprietario stesso.
Più recentemente, come annunciato nel comunicato stampa n. 122 del Consiglio dei Ministri del 4 aprile 2025, è stato approvato un decreto-legge “sicurezza” che introduce misure specifiche e operative:
- Una nuova fattispecie di reato, specificamente mirata a contrastare le occupazioni abusive di immobili.
- Una pena detentiva da due a sette anni di reclusione, per chi occupa abusivamente un’abitazione.
- Una procedura accelerata, volta a velocizzare la liberazione dell’immobile occupato, in particolare quando questo risulta essere l’unica abitazione del proprietario che ha sporto denuncia.
Questi interventi normativi, sia proposti che attuati, evidenziano l’attenzione crescente verso la tutela della proprietà privata e la necessità di fornire ai proprietari strumenti più rapidi ed efficaci per contrastare le occupazioni illegali e recuperare i propri beni.
Conclusioni:
L’Osservatorio Affitti 2024 dipinge un quadro del mercato della locazione italiano caratterizzato da una forte tensione, dovuta a un aumento della domanda e una contestuale diminuzione dell’offerta.
Le preoccupazioni dei proprietari riguardo alla morosità e ai danni agli immobili, unite a un elevato numero di case inutilizzate, contribuiscono a limitare ulteriormente l’offerta.
In questo contesto, le iniziative proposte potrebbero essere strumenti efficaci per aumentare la fiducia tra locatori e inquilini, rendendo il mercato più dinamico e accessibile.
LOCAZIONE: canoni (richiesti) in crescita, nel primo trimestre 2025