
Il mercato immobiliare italiano prosegue la sua corsa, confermando il trend di crescita.
Secondo le stime preliminari diffuse dall’ISTAT, infatti, l’indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) nel secondo trimestre del 2025, ha registrato un incremento congiunturale del +2,7% ed un rialzo del +3,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
A spingere l’indice sono stati principalmente i prezzi delle abitazioni esistenti, che segnano un robusto aumento del +4,5% su base annua, con una lieve decelerazione rispetto al +4,9% del primo trimestre del 2025.
Al contrario, l’aumento per le abitazioni nuove appare molto più contenuto (+1,1%) ed in calo rispetto al +1,5% del trimestre precedente.
Compravendite in lieve rallentamento:
Questi andamenti si inseriscono in un contesto di mercato delle compravendite ancora dinamico, ma con segnali di assestamento.
I volumi di scambio nel settore residenziale, infatti, nel secondo trimestre 2025 sono aumentati del +8,1% su base annua, come rilevato dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate.
Un dato positivo, ma inferiore rispetto al più esuberante +11,2% registrato nel primo trimestre, a prosecuzione della crescita iniziata nel secondo trimestre del 2024.
La dinamica congiunturale:
Su base congiunturale, l’aumento complessivo dell’IPAB (+2,7%) è attribuibile a una spinta positiva di entrambe le componenti del mercato.
Nello specifico, i prezzi delle abitazioni nuove sono cresciuti del +4,4% rispetto al trimestre precedente, mentre quelli delle abitazioni esistenti hanno segnato un +2,4%.
Il tasso di variazione acquisito per l’intero 2025 – ovvero la crescita media che si otterrebbe per l’intero anno, se i prezzi non subissero ulteriori variazioni da oggi fino a dicembre – si attesta quindi al +3,5%.
Il paradosso del mercato: l’usato supera il nuovo
Una delle dinamiche più interessanti evidenziate dal report, è la divergenza di performance tra le abitazioni esistenti e quelle di nuova costruzione.
Questo divario può essere probabilmente attribuibile a due dinamiche di mercato complementari:
- I costi del nuovo: l’aumento dei prezzi delle materie prime e gli standard di efficienza energetica, spingono i prezzi di partenza delle nuove costruzioni a livelli molto alti, riducendo il potenziale ulteriore apprezzamento nel breve termine.
- L’attrattività dell’esistente: di contro, le abitazioni già presenti sul mercato, spesso situate in posizioni strategiche e percepite come più accessibili, attirano una domanda robusta che ne alimenta costantemente la crescita di valore.
Le tendenze a livello territoriale:
L’aumento dei prezzi si conferma un fenomeno diffuso in tutta la penisola, sebbene con velocità differenti.
Le performance più significative, si osservano in queste aree:
- Nord-Est: si conferma l’area più dinamica con una crescita tendenziale del +5,4%, guidata dal forte rialzo delle abitazioni esistenti (+6,5%).
- Centro: registra un solido incremento del +3,8%, pur rallentando rispetto al trimestre precedente.
- Sud e Isole: la crescita si attesta al +3,6%.
- Nord-Ovest: segna un aumento più contenuto del +3,4%.
Focus sulle grandi città: Roma, Milano e Torino
L’andamento dei prezzi nelle principali metropoli italiane, risulta piuttosto eterogeneo:
- Roma: registra una crescita annua del +4,4%, sebbene in rallentamento.
- Milano: mostra una forte accelerazione con un rialzo del +2,0%, invertendo il trend negativo del primo trimestre (-0,1%).
- Torino: segna una crescita dell’+1,9%, ma in netta decelerazione rispetto al +6,4% precedente.
Un mercato in fase di normalizzazione:
In sintesi, i dati ISTAT delineano un mercato immobiliare italiano che, pur mantenendo una solida resilienza, mostra i primi segnali di assestamento.
La crescita dei prezzi, trainata con vigore dal comparto delle abitazioni esistenti, rimane un fenomeno diffuso a livello nazionale, confermando comunque l’attrattività del mattone come bene rifugio e di investimento.
Tuttavia, la leggera decelerazione della crescita tendenziale, unita al rallentamento del volume delle compravendite, suggerisce che il mercato sta entrando in una fase di crescita più matura e sostenibile, dopo il dinamismo dei periodi precedenti.
Le eterogeneità tra le diverse aree geografiche e le performance divergenti delle grandi città, inoltre, evidenziano una complessità crescente, con le dinamiche locali che potrebbero assumere un’importanza sempre maggiore nel definire le traiettorie future del settore.
Fonte: ISTAT – 18 settembre 2025
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