EUROSTAT: aumento tendenziale dei prezzi (+5,5%) e dei canoni (+3,2%), nel mercato residenziale del Q4 2025

EUROSTAT: aumento tendenziale dei prezzi (+5,5%) e dei canoni (+3,2%), nel mercato residenziale del Q4 2025

Il mercato immobiliare italiano ha chiuso l’ultimo trimestre del 2025 con un aumento tendenziale dei prezzi delle abitazioni del +4,1%, come certificato dall’ISTAT.
Un traguardo rassicurante che ha evidenziato, però, una netta divergenza tra la vertiginosa corsa dell’usato e la brusca contrazione del nuovo.

Per decodificare il reale potenziale di questa rivalutazione, è comunque preferibile varcare i confini nazionali analizzando i dati diffusi oggi da EUROSTAT, che evidenziano come nel quarto trimestre 2025 l’Unione Europea sia stata teatro di una massiccia ripartenza (+5,5%), con l’Area Euro che si è mossa a ritmi sostenuti e fortemente asimmetrici.
Ma quanta parte di questa crescita sopravvive all’erosione dell’inflazione? E l’acquisto, continua a essere più conveniente rispetto alla locazione?

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Durata 2m 06s 8 aprile 2026
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Il quadro italiano: la spinta dell’usato contro il crollo del nuovo

Secondo i dati ufficiali, la crescita in Italia è trainata esclusivamente dalla straordinaria performance delle abitazioni esistenti, che accelerano con un robusto +5,2% su base annua.
Fa da contraltare il segmento delle abitazioni nuove, che subisce un’inversione di tendenza e arretra del -1,2%, zavorrato dall’aumento dei costi di costruzione e dalla contrazione dei cantieri.

Questa dicotomia fissa la media di crescita, per l’intero 2025, ad un consolidato +4,0%.

Ripartenza in Europa: la mappa delle performance

Allargando lo spettro analitico, i dati dell’ultimo trimestre mostrano un’accelerazione marcata, nella quale i prezzi delle case sono saliti in media del +5,1% nell’Area Euro e del +5,5% nell’Unione Europea.
Una ripartenza decisa che si lascia alle spalle la frenata sistemica del 2023, seppur con velocità profondamente asimmetriche tra i vari Stati membri.

Rispetto alle altre grandi economie, l’Italia (+4,1%) ha dimostrato una resilienza superiore a quella di Germania (+3,0%) e Francia (+1,0%), restando però distante dalle performance a doppia cifra registrate in Spagna (+12,9%).
Scomponendo l’indicatore aggregato fornito da Eurostat, inoltre, emergono dinamiche territoriali estremamente frammentate, con ben venticinque Nazioni in positivo e una sola in recessione:

Area geografica Dinamica di Mercato e Analisi Trend
Est Europa e BalcaniIper-Crescita A guidare il mercato continentale sono i Paesi dell’est, protagonisti di rivalutazioni a doppia cifra inarrestabili. L’Ungheria polverizza ogni record segnando un +21,2% tendenziale, seguita a ruota dalla Croazia (+16,1%) e dalla Bulgaria (+12,6%). Rilevante anche l’avanzata delle Repubbliche Baltiche, con Lettonia (+11,0%) e Lituania (+10,8%) in forte espansione.
Penisola IbericaBoom Strutturale Il sud-ovest europeo si conferma un polo d’attrazione formidabile. Il Portogallo continua a viaggiare su percentuali vertiginose (+18,9%), sostenuto da capitali esteri e defiscalizzazione, mentre la Spagna consolida una performance eccezionale del +12,9%, superando di oltre otto punti percentuali il dato italiano.
Resilienza nordicaTenuta del Valore I mercati storicamente più stabili mantengono una traiettoria rialzista solida ma meno aggressiva. I Paesi Bassi segnano un +6,2%, tallonati dall’Irlanda (+7,0%). Rispetto alle principali economie, la Germania si riaffaccia debolmente con un +3,0% annuo, dimostrando una faticosa ma progressiva uscita dalla palude degli anni precedenti.
Aree in sofferenzaFlessione / Stasi L’unica flessione strutturale sull’intero anno si registra in Finlandia (-3,1%). Anche la Francia, pur chiudendo l’anno in territorio lievemente positivo (+1,0%), mostra evidenti segnali di affaticamento e scarsa reattività della domanda interna.

Osservando la variazione del solo quarto trimestre 2025, rispetto al terzo, spiccano gli scatti improvvisi di Slovenia (+5,1% nel solo trimestre), Ungheria (+4,2%) e Portogallo (+4,0%). Preoccupante, invece, la retromarcia immediata della Francia, che incassa un -0,7% rispetto al trimestre precedente.

Il peso dell’inflazione:

L’indicatore più strategico rilasciato a livello europeo è l’indice dei prezzi deflazionato, che misura la crescita del valore netto al riparo dall’inflazione dei prezzi al consumo.
Nel 2025, i prezzi nell’Area Euro sono cresciuti del +3,1% in termini reali, con l’Italia che si è confermata in territorio positivo, entrando nel gruppo dei Paesi in cui l’immobile ha generato un aumento del suo valore.

Al contrario, in nazioni come Lussemburgo, Austria, Romania e Svezia, gli aumenti nominali non sono bastati a compensare l’erosione del potere d’acquisto.

Il gap decennale: prezzi vs canoni di locazione

La prospettiva di lungo periodo (2015-2025) svela la dinamica più impressionante dell’Unione Europea, ovvero la forbice strutturale tra il mercato delle compravendite e quello degli affitti.
Sebbene entrambi i settori siano in crescita, l’apprezzamento patrimoniale ha surclassato in modo schiacciante il costo dei canoni di locazione:

Capitale patrimoniale

  • Aumento cumulato dei prezzi di acquisto delle abitazioni nell’ultimo decennio: +64,9%

Costo Locazione

  • Aumento cumulato dei canoni di affitto sostenuti dagli inquilini nello stesso periodo: +21,8%

Questa asimmetria dimostra inequivocabilmente come l’acquisto immobiliare in Europa si sia consolidato non solo come bene rifugio, ma come il vettore primario di accelerazione della ricchezza.
L’acquisto di un immobile si conferma essere, quindi, una strategia di investimento più performante, un fattore che continua a sostenere la domanda di acquisto in tutta l’Unione europea.

Fonte: EUROSTAT – 7 aprile 2026

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