
A febbraio 2025, l’ISTAT stima che l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni cresca del +0,3% rispetto al mese precedente.
Nella media del trimestre dicembre 2024 – febbraio 2025, inoltre, la produzione nelle costruzioni è cresciuta del +2,6% nel confronto con il trimestre precedente.
Su base tendenziale, invece, l’indice corretto per gli effetti di calendario ha registrato una aumento del +6,0% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 20 contro i 21 di febbraio 2024), mentre l’indice grezzo è cresciuto del +1,4%.
Nella media dei primi due mesi del 2025, l’indice corretto per gli effetti di calendario è aumentato del +4,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre l’indice grezzo è cresciuto del +0,1%.
Il commento: a febbraio 2025, l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni registra una lieve crescita congiunturale, in rallentamento rispetto al mese precedente.
Complessivamente, i livelli produttivi rimangono elevati e anche nella media degli ultimi tre mesi l’incremento rispetto al trimestre precedente rimane sostenuto.Inoltre, nella serie corretta per gli effetti di calendario, si rileva, per il secondo mese consecutivo, una dinamica tendenziale positiva.
Cosa misura l’indice?
L’Indice della Produzione nelle Costruzioni pubblicato dall’ISTAT è un indicatore economico che misura la variazione del volume della produzione nel settore delle costruzioni.
In sintesi, rileva:
- Andamento del settore: misura l’evoluzione nel tempo dell’attività produttiva delle imprese di costruzione. Indica se il settore sta crescendo, diminuendo o rimanendo stabile rispetto ai periodi precedenti (mese su mese, trimestre su trimestre, anno su anno).
- Volume fisico: l’indice mira a misurare le variazioni “reali” della produzione, cioè al netto delle variazioni dei prezzi. Si concentra sulla quantità di lavoro svolto (ore lavorate, valore aggiunto a prezzi costanti, ecc.), non sul valore monetario corrente che potrebbe essere influenzato dall’inflazione.
- Copertura: Include la produzione relativa a:
- Edifici: sia residenziali che non residenziali (uffici, capannoni, negozi, ecc.).
- Opere di ingegneria civile: strade, ponti, ferrovie, reti idriche, fognature, ecc.
- Tempestività: essendo un indicatore congiunturale, viene rilasciato con una certa frequenza (solitamente mensile) per fornire un quadro aggiornato dello stato di salute del settore.
- Base di riferimento: Come tutti gli indici, ha un anno base (attualmente 2015=100) rispetto al quale vengono calcolate le variazioni percentuali. Un indice pari a 110 significa che il volume di produzione è aumentato del 10% rispetto alla media dell’anno base.
In sostanza, l’indice ti dice quanto si sta costruendo in Italia in termini di volume, e come questa attività sta cambiando nel breve periodo.
È un termometro importante per l’economia, dato che il settore delle costruzioni ha un impatto significativo sul PIL e sull’occupazione.
Quali attività comprende?
L’Indice della Produzione nelle Costruzioni dell’ISTAT copre le attività economiche classificate nella Sezione F – COSTRUZIONI della classificazione delle attività economiche ATECO 2007 (che è l’adattamento italiano della classificazione europea NACE Rev. 2).
Questa sezione include tre divisioni principali:
Divisione 41: COSTRUZIONE DI EDIFICI
- Comprende la costruzione di edifici residenziali (case unifamiliari, condomini, ecc.) e non residenziali (uffici, negozi, capannoni industriali, ospedali, scuole, alberghi, edifici pubblici, ecc.).
- Include sia lo sviluppo di progetti immobiliari per la costruzione (organizzazione dei mezzi finanziari, tecnici e fisici per realizzare i progetti) sia la costruzione vera e propria.
- Copre sia le nuove costruzioni che le ristrutturazioni, i restauri, gli ampliamenti e le riparazioni significative di edifici esistenti.
Divisione 42: INGEGNERIA CIVILE
- Riguarda la costruzione di opere infrastrutturali.
- Include specificamente:
- Costruzione di strade e autostrade.
- Costruzione di linee ferroviarie e metropolitane.
- Costruzione di ponti e gallerie.
- Costruzione di reti per fluidi (acquedotti, fognature, oleodotti, gasdotti).
- Costruzione di reti per l’energia e le telecomunicazioni (linee elettriche, linee di comunicazione).
- Costruzione di altre opere di ingegneria civile (vie navigabili, porti, dighe, stadi, impianti industriali esclusi gli edifici, ecc.).
- Anche qui, sono inclusi sia i nuovi lavori che la manutenzione straordinaria, le riparazioni e gli adeguamenti di queste infrastrutture.
Divisione 43: LAVORI DI COSTRUZIONE SPECIALIZZATI
- Questa divisione comprende le attività specialistiche che sono parte integrante del processo costruttivo, spesso svolte in subappalto.
- Include una vasta gamma di lavori, tra cui:
- Demolizione e preparazione del cantiere (demolizioni, scavi, movimento terra).
- Installazione di impianti elettrici, idraulici, di riscaldamento, di ventilazione e condizionamento (HVAC), del gas, antincendio, ecc.
- Altri lavori di costruzione e installazione (isolamento termico/acustico, installazione di ascensori e scale mobili, impermeabilizzazioni).
- Completamento e finitura di edifici (intonacatura, posa in opera di infissi, pavimentazione e rivestimento, tinteggiatura e posa in opera di vetri).
- Altri lavori specializzati (coperture, montaggio di strutture metalliche, lavori in muratura, montaggio e smontaggio di ponteggi, lavori di fondazione specializzati).
- Questi lavori possono essere eseguiti sia su edifici (Divisione 41) che su opere di ingegneria civile (Divisione 42).
In sintesi, la copertura dell’indice ISTAT include:
- La costruzione completa di edifici (residenziali e non).
- La costruzione completa di opere di ingegneria civile (strade, ferrovie, reti, ecc.).
- Tutti i lavori specializzati necessari per realizzare o completare queste opere (impiantistica, finiture, demolizioni, ecc.).
Cosa NON è incluso (generalmente):
- Le attività di progettazione architettonica e ingegneristica (classificate nella Sezione M – Attività professionali, scientifiche e tecniche).
- La produzione di materiali da costruzione (cemento, mattoni, acciaio, ecc., classificata nella Sezione C – Attività manifatturiere).
- Le attività immobiliari (compravendita, affitto, gestione di immobili, classificate nella Sezione L).
L’indice misura quindi l’output, il volume di lavoro prodotto, dalle imprese la cui attività principale ricade in una delle categorie della Sezione F dell’ATECO.
Fonte: ISTAT – 18 aprile 2025