
Il VI Rapporto Annuale sulla Certificazione Energetica degli Edifici (RACEE) di ENEA, si conferma essere una risorsa chiave per comprendere lo stato di salute energetico del patrimonio immobiliare italiano.
L’edizione 2025, inoltre, assume un’importanza strategica alla luce della nuova Direttiva Europea EPBD IV, che impegna anche l’Italia ad accelerare verso un parco edilizio completamente decarbonizzato entro il 2050.
In questo scenario, l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) evolve: da strumento tecnico si trasforma in una leva sociale e culturale, fondamentale per informare i cittadini, orientare gli investimenti e guidare la transizione energetica del Paese.
La fotografia del patrimonio edilizio nel 2024:
L’analisi, basata su circa 1,2 milioni di APE validi e raccolti dal Sistema Informativo nazionale SIAPE, offre un quadro dettagliato sull’efficienza degli immobili italiani.
I dati del 2024 confermano la netta prevalenza del settore residenziale, che rappresenta l’88,7% degli attestati.
A livello complessivo, la quota di immobili nelle classi più basse (F-G) si attesta al 43,7%, registrando una diminuzione del -2,9% rispetto al 2023.
Il progresso più significativo si osserva nel comparto non residenziale, dove gli edifici più energivori crollano al 30,9%, con una diminuzione record del -9,9%, mentre nel settore residenziale gli immobili in classe F e G scendono al 45,3%, con una diminuzione del -2,1% rispetto all’anno precedente.
I fattori chiave dell’efficienza energetica
L’analisi del rapporto ENEA-CTI ha permesso di identificare i principali fattori che influenzano le performance energetiche:
- Età dell’edificio: l’anno di costruzione è decisivo. Gli edifici più recenti mostrano un indice di prestazione energetica (EPgl) mediamente quasi tre volte inferiore rispetto a quelli costruiti prima del 1945, a testimonianza dell’impatto positivo delle normative più rigorose.
- Motivazione dell’APE: gli attestati emessi per nuove costruzioni (il 3,7% del totale) e riqualificazioni sono associati alle performance migliori. Al contrario, quelli legati a passaggi di proprietà e locazioni caratterizzano immobili meno efficienti, su cui è più urgente intervenire.
- Zona climatica: nelle zone climatiche più rigide (E e F), si registra una maggiore incidenza di immobili nelle classi più efficienti. Questo indica una cultura dell’efficienza consolidata in risposta a necessità climatiche più severe.
- Patrimonio pubblico: pur rappresentando solo l’1,2% del campione, mostra prestazioni mediamente migliori rispetto a quello privato, segnalando un potenziale ruolo di traino da parte della Pubblica Amministrazione.
Garantire l’affidabilità: i controlli di qualità sugli APE
Per trasformare l’APE in uno strumento decisionale affidabile, è essenziale assicurarne l’accuratezza.
Poiché quasi la metà dei controlli a posteriori rivela anomalie, ENEA ha sviluppato una metodologia di verifica preventiva (ex ante).
Questo sistema, sperimentato con successo in Campania, individua errori e incoerenze prima dell’invio definitivo dell’attestato, segnalando al certificatore le potenziali criticità tramite avvisi e permettendo correzioni in tempo reale.
Parallelamente, la collaborazione con i produttori di software, attraverso il Gruppo Consultivo “Software-House” del CTI, punta a integrare questi controlli direttamente negli applicativi usati dai professionisti.
Verso un’infrastruttura dati integrata:
Superare l’attuale frammentazione delle informazioni è un passo cruciale.
La visione strategica è quella di creare un sistema informativo moderno, trasparente ed efficace.
Il Catasto Energetico Unico (CEU):
La revisione del D.P.R. 74/2013 affida a ENEA il compito di integrare il Catasto Impianti Termici Nazionale con il SIAPE.
Nascerà così una banca dati unificata su edifici e impianti, che userà i dati ufficiali dell’Agenzia delle Entrate per garantire coerenza a livello nazionale.
Il portale PnPE2:
ENEA ha sviluppato il Portale Nazionale (PnPE2), uno sportello digitale per supportare la riqualificazione.
Offre strumenti pratici come il Passaporto dell’Immobile (una carta d’identità digitale dell’edificio) e il Sistema Esperto (SEPE), che simula interventi fornendo stime su costi, risparmi e incentivi.
La parola agli amministratori: percezioni e ostacoli
Il rapporto ha dato voce a 1.505 amministratori di condominio tramite un questionario realizzato in collaborazione con ANACI, per comprendere le sfide sul campo.
Il 77,7% degli amministratori considera l’APE uno strumento utile e comprensibile, ma emerge un forte interesse per un’evoluzione verso un APE a livello di intero edificio, per una visione più strategica.
Nonostante i consumi energetici siano un problema sentito per l’82,7% dei condòmini, la strada verso la riqualificazione è ancora in salita.
Le principali barriere identificate sono:
- Disponibilità economica: citata dall’81,5% come l’ostacolo principale.
- Burocrazia e incertezza normativa: indicate dal 47,4% come un forte deterrente.
- Impatto del post-Superbonus: si registra un netto calo di interesse dopo la fine degli incentivi più vantaggiosi.
- Altre priorità: l’efficienza energetica compete con temi come la sicurezza al fuoco, la sicurezza sismica e il comfort acustico.
L’APE come motore della transizione:
Il Rapporto RACEE 2025 delinea un quadro orientato al miglioramento.
Il patrimonio edilizio italiano migliora dal punto di vista energetico e si sta costruendo un’infrastruttura digitale sempre più robusta.
Per accelerare la transizione e rispettare gli obiettivi europei, però, è necessario che l’APE consolidi il suo ruolo di strumento decisionale affidabile.
La vera sfida sarà superare le barriere economiche e burocratiche, mobilitando tutti gli attori coinvolti per trasformare il patrimonio immobiliare in un motore di sostenibilità, efficienza e sicurezza.
Fonte: ENEA – 23 ottobre 2025
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