
Nel secondo trimestre del 2025, l’investimento immobiliare destinato alla locazione ha mostrato una notevole vitalità.
La redditività lorda per l’acquisto di una casa da affittare è salita, infatti, al 9,8%, in aumento rispetto al 9,3% registrato nello stesso periodo del 2024.
Il settore residenziale, tuttavia, come rilevato da una recente analisi del portale immobiliare Idealista, non è il più redditizio in assoluto, visto che i locali commerciali (12,4%) e gli uffici (12,0%) offrono rendimenti ancora superiori.
I box auto, inoltre, con un incremento del 8,2%, hanno registrato la variazione più significativa.
Questa analisi, è basata sul calcolo del rendimento lordo da locazione, che viene ottenuto mettendo in relazione i prezzi di vendita e i canoni di locazione richiesti negli annunci immobiliari del secondo trimestre 2025, per le diverse tipologie di immobili presenti nel portale (residenziale, commerciale, uffici e box auto).
Questa metodologia (Gross Rental Yield) è uno standard di settore che calcola il potenziale profitto di un investimento immobiliare, prima di considerare le spese operative e i costi di gestione.
Pregi e difetti della metodologia di calcolo
È una metrica semplice e veloce per avere una prima idea della redditività potenziale di un immobile, ma è importante ricordare che non tiene conto di tutte le spese associate alla proprietà (come tasse, assicurazioni, manutenzione, ecc.) ed ha, quindi, i suoi punti di forza e limiti:
Pregi (punti di forza)
- Semplicità e chiarezza: il calcolo è diretto e comprensibile anche per un pubblico non specializzato, permettendo un confronto rapido tra diversi mercati e asset.
- Vastità dei dati: basandosi sugli annunci di un portale leader, l’analisi poggia su un campione statistico ampio e rappresentativo dei prezzi richiesti sul mercato, garantendo una buona affidabilità a livello macro.
- Strumento di benchmark: è un punto di partenza rilevante, utile per una prima scrematura e per identificare le aree geografiche o i segmenti immobiliari potenzialmente più interessanti.
Difetti (limitazioni da considerare)
- Rendimento lordo vs. netto: il dato è “lordo”, quindi non tiene conto di costi essenziali che incidono sul rendimento reale, come la tassazione (IMU, TARI, imposte sul reddito), le spese condominiali, i costi di manutenzione, i periodi di sfitto e le eventuali spese di agenzia.
- Prezzi richiesti vs. prezzi effettivi: l’analisi si fonda sui prezzi richiesti negli annunci, non sui prezzi finali di transazione, che sono spesso inferiori a seguito di negoziazione.
- Dato aggregato: il rendimento è una media di mercato. Non riflette le enormi differenze che possono esistere tra un quartiere e l’altro, o addirittura tra immobili nella stessa via. Nasconde le micro-dinamiche locali, che sono cruciali per un investimento mirato.
In sintesi, la metodologia è un indicatore di mercato eccellente per analisi comparative, ma non può ovviamente sostituire una due diligence approfondita se si vuole calcolarne il potenziale rendimento netto.
Negozi e uffici guidano la classifica dei rendimenti:
Analizzando i diversi segmenti, i locali commerciali si confermano come l’investimento più profittevole, seguiti a breve distanza dagli uffici.
La performance dei vari settori immobiliari, ha visto una crescita generalizzata negli ultimi dodici mesi.
Ecco una sintesi dei rendimenti lordi, per tipologia di immobile:
- Negozi: rendimento del 12,4%, in aumento rispetto al 12,0% di un anno fa.
- Uffici: rendimento del 12,0%, con una crescita marcata dal 9,9% precedente.
- Box Auto: rendimento del 8,2%, in crescita rispetto al 7,6% di giugno 2024.
Focus sul residenziale: le città più redditizie
Nel settore residenziale, alcune città offrono rendimenti a doppia cifra, con Verbania che si posiziona come la più redditizia (11,0%), seguita da Ragusa (10,7%), Biella (10,4%) e Trapani (10,1%).
Tra i grandi mercati, Palermo offre la performance migliore con un rendimento dell’8,6%, seguita da Torino (7,7%), Roma (6,9%), Napoli (6,8%) e Milano, che si ferma al 5,8%.
Le città con la redditività più bassa, invece, sono risultate essere Venezia (2,9%), Bolzano (4,0%) e Siena (5,0%).
Locali commerciali: Genova e Palermo in testa
I locali commerciali rappresentano il segmento più redditizio, con picchi del 15,8% a Genova, che precede Terni (15,6%) e Varese (15,5%).
Tra le principali città, Palermo e Torino (entrambe al 14,0%) guidano la classifica, seguite da Napoli (13,8%) e Roma (13,0%), con Milano, con un 11,8%, che si posiziona leggermente al di sotto della media nazionale per questo settore.
I mercati meno performanti, secondo questo metodo di analisi, sono risultati essere Matera (7,3%), Caserta (8,3%) e Lucca (8,4%).
Uffici: Roma offre i rendimenti più elevati
Per quanto riguarda gli uffici, il rendimento più alto si registra a Roma con il 11,3%, seguita da Perugia (11,1%).
Tra gli altri grandi mercati, Palermo si distingue con un 9,7%, superando Torino (8,0%), Napoli (7,2%) e Milano (6,9%).
Le città con la redditività più bassa per gli uffici sono Lecce (5,8%), Rimini e Lucca (entrambe al 6,4%), ma è importante notare che il mercato degli uffici non è uniforme e i dati non sono disponibili per oltre la metà dei capoluoghi italiani.
Box auto: un investimento stabile, anche se meno redditizio
I garage risultano essere l’investimento meno redditizio, ma mostrano comunque una crescita.
La redditività più alta si registrerebbe a Palermo (7,5%), seguita da Bari (7,2%) e Roma (7,1%), mentre Milano si è attestata al 6,4%, con Napoli (3,7%) che ha offerto un rendimento di poco superiore a quello del BTP decennale.
Scenari e prospettive:
I dati sul rendimento (potenziale) lordo del secondo trimestre del 2025, delineano un mercato immobiliare che non solo si conferma essere un bene rifugio, ma si posiziona come un asset ad alto rendimento, capace di costituire un’alternativa a investimenti finanziari tradizionali.
L’analisi evidenzia che, da un lato i segmenti commerciali (negozi a 12,4% e uffici a 12,0%) guidano la classifica, segnalando una forte fiducia nel settore business.
Dall’altro, la mappa geografica mostra un dualismo tra città ad alta redditività immediata (come Palermo o Verbania) e mercati prime (come Milano), dove si investe per la stabilità e l’apprezzamento del valore nel lungo termine.
In sintesi, il mercato sembra offrire opportunità concrete, ma richiede un approccio selettivo.
Il successo di chi investe risiede ovviamente nella capacità di andare oltre il dato lordo, scegliendo l’asset e la location più adatti ai propri obiettivi, per massimizzare il rendimento netto finale.
Fonte: Idealista – 9 luglio 2025
Mercato immobiliare tra ripresa e incertezza: cosa aspettarsi da prezzi, mutui e canoni, nel 2025?