
Il mercato immobiliare italiano si proietta verso una chiusura decisamente positiva, secondo l’ultima Indagine Fimaa-Confcommercio.
Le previsioni di fine anno indicano, infatti, un aumento tendenziale delle compravendite del +4,5% con numeri superiori alle 750.000 unità complessive per il 2025, oltre ad una crescita dei prezzi del +3,9%.
Tuttavia questi numeri nascondono una criticità strutturale, derivante da un’offerta sempre più limitata che fatica a soddisfare una domanda in forte espansione.
Fonte e metodologia: l’osservatorio qualificato degli agenti immobiliari
I dati analizzati provengono dall’indagine sul mercato immobiliare residenziale del secondo quadrimestre 2025, curata da FIMAA-Confcommercio, la principale federazione italiana degli agenti immobiliari in sinergia con la più importante confederazione delle imprese.
La metodologia si basa su un sondaggio qualificato somministrato ad una platea di agenti accreditati su tutto il territorio nazionale.
Piuttosto che basarsi su dati relativi alle effettive compravendite realizzate, l’indagine rileva le percezioni e le aspettative degli operatori riguardo all’andamento di domanda, offerta e prezzi.
Le percentuali, quindi, non misurano le variazioni effettive, ma rappresentano il sentiment del mercato, ovvero la quota di professionisti che registra una tendenza di crescita, stabilità o calo.
Domanda in crescita e offerta in calo: il paradosso del mercato
L’analisi del secondo quadrimestre 2025, condotta da FIMAA-Confcommercio, evidenzia un chiaro paradosso.
La domanda si rafforza in modo deciso, mentre l’offerta di immobili disponibili sul mercato si contrae e questa dinamica genera una tensione che rischia di influenzare l’intero settore nel prossimo futuro.
I dati che confermano il divario:
L’indagine evidenzia questa tendenza con dati precisi.
Le percezioni degli agenti immobiliari mostrano un netto cambiamento rispetto all’anno precedente:
- Sul fronte della domanda:
- La quota di chi rileva una crescita sale al 29,4%, un balzo notevole rispetto al 9,7% del 2024.
- Le opinioni di stabilità scendono al 55,7% (dal 68,3% precedente).
- Le percezioni di calo si riducono al 14,9%.
- Sul fronte dell’offerta:
- Solo l’8,7% degli operatori segnala un aumento (contro il 17,7% del 2024).
- Cresce in modo significativo la quota di chi percepisce una diminuzione, che raggiunge il 43,2% (dal 38,1% dell’anno prima).
Le previsioni per il futuro: ottimismo e preoccupazione
Le aspettative degli agenti immobiliari per i prossimi mesi riflettono questa dinamica.
L’ottimismo prevale per la domanda, con il 28,8% che prevede un’ulteriore crescita, ma la preoccupazione domina il lato dell’offerta, dove quasi il 40% degli operatori si attende un’ulteriore contrazione.
Anche sul fronte dei prezzi, le attese sono contrastanti: il 32,2% prevede un aumento, ma cresce anche la quota di chi ipotizza un calo (15,7%).
Fattori chiave: cosa spinge e cosa frena il settore
A influenzare il mercato sono fattori contrapposti che ne determinano l’equilibrio.
- Elementi che sostengono il mercato:
- Tassi dei mutui favorevoli (indicati dal 33,1% degli operatori).
- Buon rendimento degli affitti brevi (17,9%).
- Prezzi vantaggiosi per immobili a bassa efficienza energetica (14,6%).
- Ostacoli principali alla crescita:
- Costo elevato delle ristrutturazioni (23,5%).
- Scarsità di immobili ristrutturati di piccole e medie dimensioni (15,9%).
- Aumento generalizzato dei prezzi (15,3%).
La soluzione: rigenerazione urbana e meno burocrazia
Secondo Santino Taverna, Presidente di FIMAA-Confcommercio, è cruciale intervenire per sostenere l’offerta.
La strada da percorrere include la rigenerazione urbana e l’efficientamento energetico, supportati da tempi certi nei procedimenti autorizzativi e da incentivi selettivi per gli immobili riqualificati.
Servirebbero inoltre, secondo Santino Taverna, misure mirate per giovani, famiglie e fasce deboli, così da ridurre i tempi di ricerca e contenere le spinte rialziste dei prezzi.
Un chiaro appello a superare la logica dell’emergenza e ad abbracciare una visione industriale del settore immobiliare, trattandolo non più come un mercato a sé stante, ma come un asset strategico per lo sviluppo sociale ed economico del Paese.
Fonte: FIMAA – 11 novembre 2025
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