
Nel panorama del Real Estate, i servizi rivestono una crescente rilevanza.
Il comparto della gestione e consulenza immobiliare, infatti, si conferma essere il vero motore del settore in Europa, con un fatturato 2024 di quasi 450 miliardi di euro (+3,6%) e previsioni di ulteriore crescita (+2,5%) per il 2025.
In questo scenario, l’Italia si distingue per una vitalità superiore alla media continentale.
I dati sono emersi dal Secondo Forum Nazionale sull’industria dei Servizi Immobiliari tenutosi a Milano, durante il quale è stato presentato l’11° Rapporto realizzato da Scenari Immobiliari.
L’analisi evidenzia come il nostro Paese, pur con le sue peculiarità strutturali, stia vivendo una una fase di espansione più marcata rispetto ai giganti europei.
I numeri chiave: Italia vs Europa
Mentre la Germania mantiene il primato per volumi assoluti con 152 miliardi di euro (+2,3%), il mercato italiano registra performance percentuali più elevate.
Il fatturato nazionale dei servizi ha raggiunto i 51,6 miliardi di euro, con una chiusura d’anno stimata al +5,4%, con una vitalità che segnala una progressiva riduzione del gap storico con i partner europei, trainata da una domanda interna sempre più esigente in termini di qualità e performance degli asset.
Per “servizi immobiliari” il report intende un ecosistema integrato che comprende:
- Property & Facility Management (gestione operativa e manutentiva).
- Project Management & Engineering (coordinamento tecnico).
- Agency & Advisory (intermediazione e consulenza strategica).
- Servizi digitali e gestione crediti (NPL/UTP).
Questa diversificazione funzionale conferma come la creazione di valore non risieda più nella sola proprietà del bene, ma nella capacità industriale di gestirlo, valorizzarlo e renderlo liquido sul mercato.
Il peso del “Sistema immobiliare” sul PIL:
L’importanza della filiera è evidente osservando il suo impatto sull’economia reale.
Nel 2024, il settore allargato (costruzioni + servizi) ha generato il +20,7% del PIL italiano, a differenza della Germania dove i servizi pesano meno del 10,5% sul prodotto interno lordo, in Italia questa componente è centrale:
- Attività immobiliari (servizi): 13,1% del PIL.
- Costruzioni: 5,3% del PIL.
- Sviluppo immobiliare: 2,3% del PIL.
Occupazione record e frammentazione strutturale:
Sul fronte lavorativo, l’Italia segna un record con oltre 1,7 milioni di occupati, in crescita del +29% rispetto al 2015.
Tuttavia, il confronto con Francia e Regno Unito svela il paradosso italiano: il nanismo imprenditoriale.
Mentre all’estero le grandi imprese (oltre 250 addetti) generano il 40% del valore aggiunto, il mercato italiano è dominato da microimprese:
- Dimensione media italiana: 3 occupati per impresa.
- Il +93,5% del valore aggiunto è prodotto da aziende con meno di 10 dipendenti.
Le sfide future: ESG e AI
Secondo Francesca Zirnstein, Direttore Generale di Scenari Immobiliari, la crescita futura dipenderà dalla capacità di evolvere da semplici gestori a consulenti strategici.
Tre sono i driver fondamentali per il 2025:
- Sostenibilità (ESG): integrazione reale dei criteri ambientali nelle strategie di investimento, oltre le semplici certificazioni.
- Cybersecurity: protezione dei dati in un mercato sempre più digitalizzato.
- Intelligenza Artificiale: automazione dei processi entry-level, specialmente nel residenziale, per liberare risorse umane su attività ad alto valore aggiunto.
Per l’Italia, la scommessa del 2025 risiede ora nel trasformare questa eccezionale vitalità numerica in solidità strutturale, colmando il gap dimensionale attraverso l’innovazione tecnologica e una sostenibilità non più solo certificata, ma strategica.
Fonte: Scenari Immobiliari – 19 novembre 2025
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