
Il recente Report “La ricchezza dei settori istituzionali in Italia: 2005-2024” elaborato dalla Banca d’Italia e dall’ISTAT, confermano una verità strutturale dell’economia nazionale: il “mattone”, rimane la fortezza finanziaria dei risparmiatori.
In un panorama segnato dall’instabilità dei mercati, infatti, il patrimonio residenziale ha agito come un rifugio contro l’inflazione, proteggendo la solidità delle famiglie in Italia:
Valore complessivo delle abitazioni Italia a fine 2024
Con una ricchezza complessiva netta delle famiglie in Italia di11.732 miliardi di euro,l’analisi evidenzia però che, a prezzi costanti e nonostante la crescita tendenziale nominale del +2,8% nel 2024, lo stock di ricchezza reale è ancora inferiore di oltre il 5,0% rispetto al 2021.
Questo, a causa dell’impennata inflattiva del 2022 che ha eroso il potere d’acquisto del risparmio accumulato.
Cosa sono i Settori Istituzionali? Secondo il sistema SEC 2010, l’economia è suddivisa in raggruppamenti che manifestano autonomia decisionale.
I dati qui analizzati riguardano il settore delle Famiglie (che include consumatori e produttori con meno di 5 addetti), distinto dalle Società Non Finanziarie (imprese), dalle Società Finanziarie (banche e assicurazioni) e dalle Amministrazioni Pubbliche.
La composizione della ricchezza lorda:
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AbitazioniPeso su Lordo44,3%Valore Assoluto: 5.662 Mld
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Immobili CommercialiPeso su Lordo5,5%Valore Assoluto: 699 Mld
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Totale Attività RealiIncidenza lorda52,9%Valore Totale: 6.761 Mld
in Italia, quindi, il “mattone” non è solo un tetto, ma il cuore pulsante del portafoglio delle famiglie.
In uno scenario nel quale la liquidità ha perso potere d’acquisto a causa dell’inflazione (forte soprattutto nel 2022), quindi, la rivalutazione degli immobili ha agito da “ammortizzatore”, proteggendo parzialmente il capitale accumulato dalle famiglie.
Il ciclo immobiliare: ritorno ai livelli del 2011
Uno dei dati più rilevanti del report 2024 è la prospettiva storica sul valore dello stock abitativo, con un livello che segna un punto di svolta psicologico e tecnico per il mercato:
- Il valore è ora di poco inferiore al massimo storico registrato nel 2011 (5.701 miliardi).
- È stato recuperato quasi interamente il calo di oltre 7 punti percentuali avvenuto durante la crisi del mercato immobiliare tra il 2012 e il 2018.
La ripresa dei valori immobiliari non è quindi un rimbalzo tecnico momentaneo, ma il consolidamento di un trend positivo triennale che ha riportato il patrimonio immobiliare ai livelli pre-crisi del debito sovrano.
Il posizionamento dell’Italia nel contesto globale:
Rispetto alle altre economie avanzate, la ricchezza netta delle famiglie in Italia mantiene un’invidiabile stabilità strutturale:
- Italia e Canada: gli unici due paesi del gruppo G7 a mantenere stabile il rapporto tra ricchezza netta e reddito lordo disponibile (pari a 8,2).
- Francia e Regno Unito: registrano il terzo anno consecutivo di calo del valore patrimoniale relativo.
- Spagna e Germania: mostrano segni di ripresa, ma con un’incidenza delle attività immobiliari inferiore al modello italiano.
Conclusioni strategiche: La casa in Italia si conferma, quindi, l’asset più solido del sistema economico.
Nonostante le passività finanziarie siano aumentate leggermente (+0,7%), infatti, il debito rimane tra i più bassi d’Europa, garantendo una tenuta del mercato immobiliare, rispetto ai partner europei, anche in scenari di tassi d’interesse elevati.
Fonte: BANCA D’ITALIA e ISTAT – 28 gennaio 2026
Ricchezza delle famiglie: Italia solida e poco indebitata, ma con meno “mattone” della media europea